Renzi: “Se vinco cambio tutto. Ma se perdo non lascio il PD

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L’intervista di Luigi Galluzo al candidato alle primarie del centrosinistra che oggi inizia il suo tour in Sicilia

Matteo RenziChi ieri era sintonizzato sul canale 51 del digitale terrestre avrà potuto seguire l’intervista che mi ha rilasciato su Tgcom24 Matteo Renzi, sindaco di Firenze, candidato alle primarie del Pd e gran rottamatore. Per chi non era davanti al televisore ecco la sintesi degli argomenti trattati in 40 minuti di secco faccia a faccia.
D. Lei oggi mi risponde collegato da Palazzo Vecchio sede del Comune in molti ci hanno scritto in queste ore e Gianluca ad esempio, un telespettatore, si chiede e le chiede, ma se lei è sempre in giro per le primarie quando trova il tempo per amministrare la città?
R. Un sindaco non è il padre padrone del suo comune, ha vari validi collaboratori, lui deve coordinare e dare le direttive, ed io credo di averlo già’ fatto cambiando in pochi mesi la burocrazia e l’assetto di Firenze, usare l’esperienza maturata per dare un contributo anche al resto d’Italia candidandomi alle primarie credo sia un gesto apprezzabile che nulla toglie ai fiorentini
D. Si parla molto in queste ore dell’asse Grillo-Di Pietro, Bersani l’ha subito definita un’alleanza che non fa il bene dell’Italia e della democrazia e lei?

 

 

R. Non m i interessa guardare a cosa fanno gli altri, alle alleanze, è vecchia politica, gli italiani vogliono sapere cosa proporremo per uscire dalla crisi, dare lavoro agli occupati, rilanciare l’economia.
D. Appunto, il lavoro. Se vince e diventa Presidente del Consiglio cosa ne fa della riforma del mercato del lavoro del Ministro Fornero?
R. Dico subito che così come la riforma delle pensioni e stata una cosa doverosa e giusta, la riforma del lavoro non può funzionare, è sbagliata perché invece di facilitare le assunzioni le ostacola. E’ una delle prime cose a cui intendo mettere mano

 

D. Ma la prima cosa in assoluto che farà se diventa Premier quale sarà, quella su cu si gioca la faccia?
R. Sono tante le cose che servono, mica una. Però ecco, direi smantellare la burocrazia italiana, è la burocrazia che impedisce spesso anche a noi sindaci di realizzare le cose che vorremmo. E poi una grande operazione trasparenza: tutti i conti on line, e questa e una cosa che dovrebbero fare anche i partiti senza indugio
D. Lei è diventato famoso come rottamatore, qualcuno tra i vecchi politici è già uscito di scena sotto il suo incalzare, D’Alema, Veltroni. ora a chi tocca?
R. E’ vero, siamo solo all’ inizio perché da rottamare ci sono ancora tutte le vecchie idee che hanno impedito al mio partito il Pd di rinnovarsi,
ribadisco che chi da 15 anni sta in Parlamento deve farsi da parte
D. Se perde che fa? Lo sa che molti nel centro destra, anche tra deputati Pdl, sognano lei come leader del loro schieramento?
R. Questo è un vecchio giochino, siamo seri, le primarie devono avere uno che vince ed uno che perde, se vinco porterò avanti il mio progetto di rinnovamento, se perdo darò una mano lealmente al vincitore
D. Se vince continuerà’ sulla strada tracciata da Monti o no?
R. Monti è stato bravo a impegnarsi per portare l’ Italia fuori dalla palude, ma ora bisogna tornare alla democrazia, devono essere gli italiani a dirci da chi vogliono essere governati e su quali proposte
D. Se perde dirà che è stato perché il partito ha cambiato le regole?
R. No, sarebbe una scuso, se perderò sarà perché non sarò stato capace di convincere gli elettori. Secondo me però Bersani ha sbagliato a non far votare i diciassettenni, è stato un gesto contrario al rinnovamento, una chiusura immotivata.

Luigi Galluzzo

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