Renzi, il torrente che vuole smuovere le acque stagnanti

|




Ma, come Napoleone, si sta facendo troppi nemici.

Matteo Renzi

Matteo Renzi

 Scalfisco dunque sono. Matteo Renzi ha un obiettivo chiaro in mente e sbaglia chi sottovalutandolo, credendo di aver di fronte un povero bischero fiorentino, considera il suo passaggio politico al pari di una stupida meteora. Renzi vuole cambiare i gruppi dirigenti nazionali. Nel suo mirino ci sono la Cgil e Confindustria, Squinzi e Camusso che lui considera sodali di un vecchio e desueto metodo di operare. Per il Presidente del Consiglio il futuro del paese passa attraverso una inevitabile sostituzione del personale dirigente. Via i vecchi manager, gli obsoleti burocrati, quanti per troppi anni sono rimasti al comando dei luoghi di decisione cruciali sia che governasse la destra o la sinistra. Squinzi e Camusso sono la palude. Io il torrente che deve smuovere le acque stagnanti della conservazione, pensa Renzi. E non vi è tempo da perdere. Se il Paese è soffocato dalla sua incapacità di rinnovarsi, dalla sua senilità putrescente, se ha il 49 per cento di disoccupazione giovanile, non lo si può cambiare senza usare la clava della radicalità. Renzi è giovane e pensa giovane, ha fatto un governo di giovani, troppo leggero, si dice, tutto all’ombra della sua debordante personalità. Ma è un rottamatore per definizione, per lui nulla di quello che c’è va bene. Semmai, dopo aver rottamato un pó recupera, distribuisce croci al merito e gagliardetti di cordialità. Ma c’è tutta un’altra Italia che vuole salire al potere con lui. Ha poche idee, ma confuso, certo, per dirla con Flaiano, ma quelle idee le diffonde urbi et orbi attraverso le televisioni, i giornali e Twitter. Come Grillo e quasi più di Grillo è capace di usare tutte le piattaforme mediatiche, paradossalmente la televisione la usa meglio di Grillo che pure sarebbe capace di farlo eccome, ma Grillo in televisione ci va meno. Semmai Renzi si sta facendo troppi nemici, come Napoleone attacca troppi fronti contemporaneamente e in Russia l’inverno è molto lungo, troppo lungo. La palude in genere inghiotte chi con troppa baldanza vi si avventura.

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *