Renzi e quel demone che è in noi

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Ovvero delle critiche al Presidente del Consiglio e della gioia per i suoi insuccessi.

Matteo RenziNon sono un fan di Renzi. L’ho intervistato un po’ di volte quando era ancora solo sindaco di Firenze. L’ho intervistato una volta in diretta a Tgcom poco prima che vincesse le primarie. Poi non ci siamo più incrociati. Non mi piace la sua insofferenza verso chi gli fa domande dirette, per chi accenna qualche critica.

Eppure…eppure mi crea un grandissimo disagio l’ostilità montante verso la sua azione di Governo. Provo un grandissimo disagio oggi a leggere i titoli del Fatto, del Post, l’esultanza viperesca con cui viene accolto e commentato il sondaggio puntuale che ne segnala la perdita di consensi il giorno dopo i dati negativi del Pil, il bacio della morte di Draghi, la fibrillazione, più che vera, presunta, dei mercati.

Provo disagio perché vi leggo l’ennesima riprova del demone che è in noi. Quel demonio che ha fatto grande la letteratura di Pirandello, il migliore nell’individuarlo e descriverlo. Il demone della distruttività. Avverto il piacere macabro che dà il dissolvimento altrui, ma soprattutto nostro. Quel piacere che conforma i personaggi agrigentini, molto italiani, del drammaturgo siciliano. Qualunque cosa ti proverai a fare io la ostacolerò, non tanto perché io pensi veramente che sia sbagliata, ma perché il tuo successo metterebbe a nudo la mia ignavia, se permetto a te di fare, non avrò alibi alcuno per quel mio eterno non fare dove sguazzo oblovianamente, morendo.

Un cuoio dissolvi nazionale di cui non si vede l’uscita. E di cui Renzi è il gran nemico. Col suo dinamismo Renzi ci costringe ad alzarci da letto e smettere di poltrire. Il più grande affronto che si possa fare a questa nazione stordita dalla voglia di starsene seduta davanti ad un televisore, magari col monoscopio acceso, basta che non ci si costringa a pensare.

Ecco perché le critiche a Renzi, la gioia per i suoi insuccessi, la libidine con la quale tutti dentro ed intorno ai Palazzi vanno ripetendo fregandosi le mani “appena si scontrerà con dati economici negativi lo faranno a pezzi” ringhiato col livore che accumulano gli invidiosi, mi appaiono l’esercizio codardo di chi ambisce alla distruzione del sistema per garantirsene le spoglie rimanenti e non piuttosto l’utile esercizio di una ragione critica che di appunti sensati ne avrebbe tanti da fare.

Buone vacanze a chi le farà. E che settembre ci porti consiglio.

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