Racalmuto, una scommessa vinta

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IL PAESE DELLA RAGIONE. In una Sicilia alle prese con l’emergenza rifiuti, Racalmuto è riuscita a realizzare un sistema di raccolta differenziata che ha coinvolto oltre il 70 per cento dei cittadini. Un piccolo segno che racconta come esista ancora uno spirito civico, un senso di appartenza e di tutela del bene comune. Se ha funzionato per i rifiuti, forse questo modello può funzionare anche per molte altre cose

Torno a Racalmuto e trovo un paese pulito. Dopo avere attraversato la Sicilia, dopo aver visto le montagne di rifiuti a Palermo, dopo aver notato i bordi delle strade provinciali e le spiagge troppo spesso trasformate in discariche abusive, la sorpresa è grande.

Vado al Comune, parlo col sindaco Emilio Messana, con l’assessore Totò Petruzzella, con i gentilissimi impiegati del settore ambientale, vengo a sapere che in pochi mesi, il paese è salito nelle graduatorie tra i paesi siciliani che differenziano di più i loro rifiuti: il 77 per cento dei rifiuti sono ormai differenziati.

Tutti noi sappiamo che differenziare i rifiuti è un’operazione non semplice, a volte noiosa, che comporta dover tenere in casa spazi occupati da cestelli, recipienti, contenitori, aspettando che il calendario della raccolta fissi il giorno giusto per il ritiro del vetro, della carta, dell’umido, della plastica.

Sarebbe facile pensare che i siciliani, in quanto “antropologicamente” refrattari alle regole, soprattutto quelle pubbliche, siano ostili e indifferenti al bene comune, al fatto che la differenziazione dei rifiuti è una strada obbligata per evitare di vivere in un’emergenza costante.

Ma la storia di Racalmuto, con una risposta così vasta alle regole che il Comune ha spiegato e condiviso, racconta un’altra storia: i siciliani non sono contro le buone regole, a patto che queste risultino convincenti e convenienti.

E questa piccola storia di una scommessa vinta, dal Comune e dalla popolazione,racconta anche che è possibile creare un sistema virtuoso, tra amministrazioni pubbliche e cittadine, quando le decisioni passano attraverso il coinvolgimento degli abitanti. Abitanti che in questo caso diventano cittadini attivi, solerti nella cura del bene pubblico.

La scommessa vinta spiega che questo modello può essere applicato anche per le scelte urbanistiche, per il riassetto del centro storico, per i destini della cultura, per il futuro della Fondazione Sciascia e per le altre molteplici decisioni pubbliche che riguardano la vita collettiva. Il modello delle raccolta differenziata che in pochi mesi ha ottenuto un successo insperato può essere il primo passo per un nuovo sistema amministrativo. Per la gente, dalla gente, come diceva Lincoln, con la gente.

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