Racalmuto, scoppia l’emorragia di posti di lavoro al Comune

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Dal 31 marzo 10 contrattisti, attualmente occupati in vari uffici del Municipio, resteranno a casa se la Regione non interverrà. Ma a seguire il provvedimento riguarderà anche altri precari. A rischio la stabilità economica di decine e decine di famiglie

Alcuni dei contrattisti che rischiano il posto di lavoroNon è uno scherzo di carnevale. A Racalmuto, come in tanti comuni della Sicilia, decine di persone rischiano il posto di lavoro negli enti pubblici. Se ne parla da tempo, ma ormai pare che sulla vicenda dei precari si stia arrivando al capolinea. Al Comune di Racalmuto i primi dieci contrattisti, su circa settanta persone che dal 2002 si trovano con contratti rinnovati ogni anno dalla Regione, rischiano di perdere il posto di lavoro. La commissione straordinaria il 25 febbraio scorso ha attuato la delibera del 24 gennaio del 2013 inerente il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Fra queste misure risulta prevista la “decisione di non procedere al rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato alle loro naturali scadenze“.

 

 

Dal 31 marzo, quindi, dieci contrattisti attualmente impegnati in vari uffici del Municipio resteranno a casa se la Regione non provvederà a chiarire la loro posizione. Stessa cosa succederà a tutti gli altri ai quali entro la fine di quest’anno scadrà il contratto.
Intanto il Comune ha inviato alla Regione i fascicoli che riguardano questi dieci lavoratori che ieri hanno incontrato i sindacati e i commissari Buda, Galeani e Salerno. I tre funzionari dello Stato, assieme ai dirigenti di settore del Comune, sono pronti a recarsi alla Regione, come sottolinea il dirigente comunale Vittorio Lauricella: “Il nodo doveva prima o poi arrivare al pettine – dice – i Comuni, e non solo Racalmuto, non hanno più risorse per sostenere gli impiegati. Dopo tutti questi anni non si può scaricare tutto sulle povere casse dei Comuni”.
Tra l’altro dallo scorso mese di maggio il Comune ha anticipato oltre un milione di euro per pagare gli stipendi. Fondi regionali che tardano ad arrivare e per cui si rischia seriamente il crac.
Il grido d’allarme lanciato nei mesi scorsi dalla Commissione, viene rilanciato oggi dai dieci contrattisti che continuano a discutere su cosa fare e quali azioni intraprendere nei prossimi giorni. A rischio la stabilità economica di decine di famiglie del paese.

S.P.

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