Racalmuto. Quel Municipio dove chi piglia un turco è suo

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LETTERA APERTA DI COLPI DI SPILLO. Signor sindaco, ma in Municipio chi comanda? Lei o i suoi impiegati? Dopo un mese dal suo insediamento, la macchina comunale procede in ordine sparso. Iniziative improvvisate, dichiarazioni avventate, ordini disattesi. E’ vero che il Comune è di tutti, ma non del primo che si alza la mattina

Signor sindaco, ma in Municipio chi comanda? A un mese dal suo insediamento, la macchina comunale che per tre anni, durante il commissariamento, era rimasta in silenzio, al punto che certi dirigenti e impiegati comunali non declinavano le proprie generalità nemmeno se interrogati, ha ripreso voce, forza, coraggio e forse qualche vecchia abitudine.

Il risultato? Ognuno va per la sua strada. Il sindaco Emilio Messana ha perso giorni e giorni per riuscire a stabilire i turni di pulizia straordinaria delle strade. Chi presentava certificato medico, chi era in ferie, chi non si trovava. Altro che servizio in strada, ognuno prendeva la sua strada.

Emilio Messana si insedia in Comune

Emilio Messana si insedia in Comune

E allora torna la domanda di prima. Signor sindaco, in Municipio chi comanda? Lei o i suoi impiegati? Prendiamo due fatti, magari piccoli, ma significativi.

Partiamo dalla mostra promossa da Calogero Taverna che ha coinvolto l’artista Agato Bruno per illustrare le “Favole della dittatura” di Leonardo Sciascia.

Organizzata per sabato alle ore 19 al Castello Chiaramontano, con tanto di firme in calce – il direttore artistico Piero Baiamonte, il responsabile settore Cultura Renato Volpe, l’assessore alla Cultura Salvatore Picone, il sindaco Emilio Messana (a proposito, un consiglio: evitate tutte queste firme. Un manifesto non è una lettera scritta a più mani, dopo che c’è il simbolo del Comune e la dicitura dell’assessorato competente basta e avanza) – all’ora dell’inaugurazione non si è presentato praticamente nessuno, forse complice la partita dei Mondiali Belgio-Argentina.

L'apertura della mostra di Agato Bruno (Foto Salvatore Alfano)

L’apertura della mostra di Agato Bruno (Foto Salvatore Alfano)

Calogero Taverna, ex dirigente di Bankitalia, appassionato cultore delle cose paesane, che da mesi insisteva per promuovere l’iniziativa, dopo venti minuti ha preso e se ne è andato. Avrà pure un carattere fumantino, ma in fondo Taverna ha ragione. Se si organizza una mostra, è giusto che ci sia un’adeguata pubblicizzazione, un minimo di coinvolgimento (non solo al momento del buffet, come è successo un’oretta dopo). Se invece a quella mostra non ci si crede, allora è meglio dire: no, caro dottor Taverna, non siamo interessati. Anche perchè la mostra di Agato Bruno gode perfino di un catalogo.

Calogero Taverna

Calogero Taverna

E’ possibile che la mostra sia stata organizzata prima che la nuova giunta si insediasse. Se allora sono stati i dirigenti comunali a metterla in piedi, il sindaco e l’assessore alla Cultura avevano due possibilità: o ci credevano (e a quanto pare ci hanno creduto, perchè ci hanno messo la firma) oppure non ci credevano e lasciavano correre, senza dare la loro paternità all’iniziativa. Risultato: la mostra di Agato Bruno non ha avuto un esordio brillante. Ma se una mostra non si mostra, allora che mostra è?

E torna la domanda. Signor sindaco, in Municipio chi decide, lei o i suoi impiegati? Poche ore prima dell’apertura della mostra che non è stata mostrata, il comandante dei vigili urbani di Racalmuto aveva rilasciato alcune dichiarazioni al Giornale di Sicilia nelle quali diceva che le auto della polizia municipale erano rimaste a secco perchè senza soldi per la benzina: “Soltanto in questi giorni l’Economo è stato autorizzato a prendere mille euro per il corpo dei vigili urbani. Mille euro che vedremo fra circa 60 giorni”.

Il Comune di Racalmuto

Il Comune di Racalmuto

Nello stesso articolo, il sindaco Messana spiegava invece che con una delibera d’urgenza i soldi erano stati trovati. Attenti alle date. L’articolo usciva sul Giornale di Sicilia del 5 luglio, la delibera che dava la possibilità alle auto dei vigili di prendere la benzina da un rifornitore di carburante di Racalmuto era del 3 luglio. Dunque, quando il comandante dei vigili aveva parlato con il Giornale di Sicilia, non poteva non sapere che la giunta era già corsa ai ripari. Eppure aveva deciso di dire lo stesso che i soldi non c’erano e che bisognava aspettare sessanta giorni. A chi bisognava credere: al sindaco o al comandante dei vigili?

E torna la domanda. Signor sindaco, ma in Municipio chi parla a nome del Comune, lei o  suoi impiegati? E se la decisione di non far parcheggiare auto in piazza Castello non viene fatta osservare dai vigili urbani (come mostra una foto pubblicata dal blog Regalpetra libera), questo dipende da lei o dai suoi dipendenti comunali?

Amministrare una macchina complessa come il Comune di Racalmuto, con oltre duecento tra dipendenti, contrattisti e lavoratori socialmente utili, non è cosa semplice. Ma è il primo compito di un sindaco e di una giunta.

Altrimenti, le cose vanno così come sono andate per molto tempo: al Municipio di Racalmuto chi piglia un turco è suo (e sono guai per i turchi).

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9 Responses to Racalmuto. Quel Municipio dove chi piglia un turco è suo

  1. calogero taverna Rispondi

    6 luglio 2014 a 15:30

    Il dottore Taverna fa presente che il suo carattere se lo tiene per sé- Il dottore Taverna ha tagliato la corda in assoluto silenzio (allora) perché due piccoli burocrati comunali si erano permessi di censurare e cassare la SUA presentazione della mostra nel costoso e inutile catalogo- Per i dettagli rinvio a quanto sto pubblicando in FB nel mio blog CONTRA OMNIA RACALMUTO e a raggiera con la mia rete di e-mail- Per estrema correttezza debbo precisare che il dottore Salvatore Picome alle ore 14 di quest’oggi mi ha esternato pubbliche scuse in nome dell’ente ed è già occorso un dialogo che mi fa bene sperare. Il dottore Picone mi ha dimostraato che brilla di lice propria, ha carattere e carisma, inoltre ha valentia professionale. Se alle parole di oggi seguiranno i fatto che mi ha prefigurato, ne vedremo delle belle. Quanto a COLPI di SPILLO sia maschio sia femmina,comunque innominata, non si permetta di parlare del sottoscritto con epiteti comunque irrispettosi. Non glielo permetto. Diciamo che FERMENTINA O TREMENTINA O MARZAIOLA sarà la dessa (al femminile per quello che ho capito al tempo delle elezioni comunali).

  2. calogero taverna Rispondi

    7 luglio 2014 a 14:55

    Gentile assessore dottore Salvatore Picone

    In primis, mi lasci dire una cosa ; lei si é mostrata persona accorta, sensibile difensore dell’Amministrazione Comunale. Ha dimostrato accortezza e circospezione; doti non comuni a molte persone. Le auguro un lungo cammino amministrativo e, spero anche politico.

    Un’amministrazione retta da giovani offre certamente una garanzia per gli amministrati, perché delle idee fresche gioveranno tutti i cittadini. Lei si muove bene, cosi pure anche la giunta e il sindaco ai quali va tutta la mia ammirazione. Liberatevi, però, da certa zavorra umana che danneggia e appanna l’immagine del Comune. Abbiate il coraggio di fare pulizia.

    Io mi sono risentito moltissimo e, poiché sono un artista con circa 60 anni di esperienza sulle spalle, ho fatto sentire la mia voce al vostro direttore artistico affinché capisca che le funzioni di direttore artistico sono ben altre.

    Io ho intuito, in più di una occasione, che il direttore abbia inteso lanciare uno strale contro il mio amico, ma non comprendo il fine di tale acredine verso una persona che ancora lavora con impegno e senza secondi fini, a favore della propria città. E, siccome il dottor Taverna e il prof. Cerbone sono persone di specchiata cultura, mi ha fatto male vederli esclusi dal catalogo. Ora che l’incidente é stato ricomposto e il catalogo prontamente ripristinato grazie anche al suo fattivo contributo, termino questo mio pensiero augurando a Lei, all’amministrazione comunale ai cittadini di Racalmuto ed oltre, che hanno avuto la pazienza di visitare questa mostra, sviluppata in oltre due anni di lavoro tra pittura e musica e saggi critici. Mio fratello ha composto le musiche in oltre 4 mesi di lavoro; tutti abbiamo lavorato solo e semplicemente per onorare la memoria del vostro illustre concittadino Leonardo Sciascia che consideriamo uno dei grandi scrittori del ventesimo secolo.

    Conti pure sulla nostra disponibilità e accolga i sensi della mia stima.

    Con molta stima

    Agato BRUNO

  3. IRATUS PROCREATOR Rispondi

    7 luglio 2014 a 17:00

    Carissimo Coppi di spillo sono tremendamente d’accordo con te (o con lei come preferisce)!! Però ti ricordo che Racalmuto ha votato semplicemente per avere un Sindaco, un Consiglio, e una Giunta! Ai miei concittadini che hanno votato cotale sindaco et consiglio non interessano questi dettagli! Non interessa chi comanda realmente, chi tiene le “liane” del “puparo”! Come dire basta solo che questo paese dell’ex-ragione (persa e mai più ritrovata) viva apparentemente una normalità quotidiana! Dove appunto ogni impiegato comunale soprattutto qualche Dirigente possa comodamente fare il “pilota” d’areo “dilottando” qualche app….to, attraverso la “putia” “privata”. A buon intenditor cripto decifrantes!!!
    AD MAIORCA FARINACEE ESPERANDO SEMPER

  4. calogero taverna Rispondi

    8 luglio 2014 a 0:23

    Lillo Taverna Resta però il fatto che nella sostanza Colpi di Spillo ha persino più ragione di quella che le si riconosce. Proprio stasera, prima mi si chiedono ufficialmente e pomposamente scuse e poi mellifluamente l’indolente sindaco quasi quasi mi redarguisce accusandomi di eccesso di zelo per una sciocchezzuola: in fin dei conti i suoi due impiegatucci cosa avevano fatto: avevano confuso un paio di e-mail. Cosa falsissima. I due possono continuare come prima anzi peggio di prima: ora a proteggerli ‘c’è persino un sindaco già comunista.

  5. calogero taverna Rispondi

    8 luglio 2014 a 15:01

    Gentile Signora di Malgrado Tutto COLPI DI SPILLO al secolo – mi pare – Scicolone-

    Calogero Taverna fu qualcosa di più e qualcosa di meno di un patetico ex dirigente di Bankitalia. Lei da giornalista necessita di precisione informativa assoluta specie quando si tratta di profili di personalità già fattesi valere persino negli annali delle epurazioni bancarie nazionali, come ad esempio il seppellimento della Banca Privata Finanziaria di Milano che tutti gli informati del settore impropriamente chiamano la Banca di Sindona- Il dottore Calogero Taverna fu ispettore di Vigilanza sulle Aziende di Credito come dire principe. Ma quello lo fu fino al 1980- E non fu solo quello: passò per dispetto al suddetto Istituto quale terribile superispettore di Reviglio che si divertì persino a mettere alla gogna il suo stesso istituto di appartenenza per una VERIFICATA evasione fiscale di 250 miliardi di vecchie lire. E quindi per 11 mesi fu consulente bancario dell’AIMA e vide e ha nelle sue memorie tutte le nefandezze di racalmutesi avidi dei fondi comunitari e se vuole mette alla gogna certi moralisti renziani di paese. Il dottore Taverna ha una pletora di pubblicazioni che trascendono la riduttiva patente di semplice “appassionato cultore delle cose paesane”.
    ,Lei non ha alcun obbligo ad essere informata del curriculum del dottore Taverna, ma di conseguenza non è abilitata ad etichettare personalità che manco conosce- Ne converrà: non è neppure elegante.

    Della mia controversia con l’indolente signor sindaco di Racalmuto lei nulla sa. E allora perché ne scrive? Lei mi dà insolentemente del fumantino, ma dei miei zebedei lei che ne sa? Oltretutto è una donna.

    Lei mi dà poi il contentino di aver ragione. Però ecco come lo dice “ma in fondo Taverna ha ragione”. Forma insolente, sostanza indecente. No? Capisco che Lei ha le grazie del direttore Terrana che la difende sempre a spada tratta determinando rabbie tra i tradizionali giornalisti di Malgrado Tutto. Non lo sa? Glielo dico io.

    Capisco che essendo ormai tutti in una democrazia in rosa. voi donne averte diritto a tutto specie se avete torto.

    A tagliar la corda quel sabato sera avevo mille ragioni e non certo “in fondo”. E Lei non le sa queste “ragioni”. Sono ragioni ben riconosciuto dall’informato suo collega dottore Salvatore Picone che mi gratificato di ampie e gradite scuse e sono ragioni che il sindaco – proprio per le ciarle che fa Lei – non le può riconoscere credo perché “vincolato” dai suoi novelli ma non remissivi dipendenti comunali. Il guaio di questo comune non è quello che comanda il primo turco cui si presenta il destro, ma che comanda chi non deve né può comandare operando magari a danno dello stesso succubo sindaco.
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    Calogero Taverna, ex dirigente di Bankitalia, appassionato cultore delle cose paesane, che da mesi insisteva per promuovere l’iniziativa, dopo venti minuti ha preso e se ne è andato. Avrà pure un carattere fumantino, ma in fondo Taverna ha ragione. Se si organizza una mostra, è giusto che ci sia un’adeguata pubblicizzazione, un minimo di coinvolgimento (non solo al momento del buffet, come è successo un’oretta dopo). Se invece a quella mostra non ci si crede, allora è meglio dire: no, caro dottor Taverna, non siamo interessati. Anche perchè la mostra di Agato Bruno gode perfino di un catalogo.

    Calogero Taverna
    Calogero Taverna

    E’ possibile che la mostra sia stata organizzata prima che la nuova giunta si insediasse. Se allora sono stati i dirigenti comunali a metterla in piedi, il sindaco e l’assessore alla Cultura avevano due possibilità: o ci credevano (e a quanto pare ci hanno creduto, perchè ci hanno messo la firma) oppure non ci credevano e lasciavano correre, senza dare la loro paternità all’iniziativa. Risultato: la mostra di Agato Bruno non ha avuto un esordio brillante. Ma se una mostra non si mostra, allora che mostra è?

    • Redazione Rispondi

      9 luglio 2014 a 10:31

      Gentilissimo Calogero Taverna, la ringraziamo del suo intervento e della sua costante attenzione. Però sbaglia di grosso nell’attribuire alla nostra brava Anna Maria Scicolone lo pseudonimo di Colpi di Spillo. Colpi di Spillo, come già spiegato altre volte, è questo giornale, ne incarna la posizione. Peraltro, lei sa bene, avendo raccontato più volte di avere collaborato alcuni anni fa a un libro intitolato “Soldi truccati”, scritto a più mani e firmato Lombard, che uno pseudonimo può avere alle sue spalle più soggetti o soggetti diversi, di volta in volta. La garanzia al lettore, nel nostro caso, viene data dal fatto che questo giornale ha la sua redazione, i suoi collaboratori e un direttore che ne firma la gerenza, assumendosi la responsabilità della linea editoriale. Cordiali saluti e continui a seguirci con la passione di sempre.

      • calogero taverna Rispondi

        10 luglio 2014 a 1:09

        Gentilissimo e validissimo direttore Terrana, queste frottole non le venga a raccontare a me. Ora addirittura so che Colpi di Spillo equivale a Anna Maria Scicolone. Questo mi rasserena alquanto visto che temporibus illis ho avuto una serie tempestosa con un’altra Scicolone che credo la sorella. Ero curioso sapere chi osava sminuirmi a modesto ex dirigente non importa di che e a modesto facitore di banali cose comunali. Ho messo sotto torchio chi sospettavo. Mi sbagliavo e ben due membri della vostra direzione che sono incazzatissimi con questa Colpi di Spillo mi hanno detto chi era. Codesta ora simpaticissima REDAZIONE del 9 luglio insinua furbescamente la faccenda di Lombard e di I Soldi Truccati (che non nego per quattro quinti stilati da me e corretti non so da chi). Ben!! Mi dispiace Malgrado Tutto scantona anche qui: Lombard era lo pseudonimo di Romano Gattoni, allora appena segretario della Banca d’Italia relegato addirittura al Servizio Rapporti col Tesoro, morì per un cancro on testa. Era pseudonimo per modo dire, nella SINISTRA noto per i suoi brillanti interventi nel Manifesto ed anche in Lotta Continua. Firmò presso la Feltrinelli come autore del libro Soldi Triuccati con nome e cognome pur di finanziare la collabente testata di Testaccio. Pagò in carriera quelle sortite eretiche. Gli volevo tanto bene. Ad un certo punto ho litigato forte con lui. Ora lo piango e lo rimpiango. Come vede anche qui, caro direttore, la sua Redazione va allo sbaraglio. Colpi di Spillo non può essere, uno nessuno centomila per non pagare il dazio quando sbarella. Elementare, direttore Terrana!. Se la signorina Anna Maria Scicolone vuole dilettarsi a punzecchiare a destra e a manca che si firmi con nome e cognome per avere magari la nostra personale ammirazione. Ma non basta che certi articoli a deviante anonimato siano a firma nota solo nell’ambito del vostro convento mi pare a sei teste. No! lo dobbiamo sapere anche noi all’esterno che veniamo da lei fotografati, celiati, ed altro ancora per poterla anche rimbeccare come più ci aggrada. Chi di penna ferisce … o no? Calogero Taverna

        • Redazione Rispondi

          10 luglio 2014 a 1:19

          Gentilissimo Taverna, noi le diciamo che sbaglia, ma se lei vuole continuare a sbagliare è libero di farlo. Cari saluti

          • calogero taverna

            10 luglio 2014 a 2:11

            Allora vuol dire che gente della vostra redazione mi ha imbrogliato- Visto che sono stato sminuito da quel Colpi di Spillo ho diritto a sapere l’esatta identità dell’autore (ma io insisto: autrice) dell’articolo?- Ho capito: chiudiamola qua e tuttu bbuonu e binidittu!!

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