Racalmuto, “Le vie dell’anima” prendono forma

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Primo passo significativo, oggi, della proposta lanciata da Felice Cavallaro. Alla Fondazione Sciascia, alla presenza del  ministro Massimo Bray, ben cinque assessori regionali hanno sottoscritto il protocollo d’intesa sul progetto pilota “La strada degli scrittori”

alt“Le vie dell’anima” prendono forma da oggi a Racalmuto. La proposta di Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera, ha compiuto il primo passo significativo questa mattina nella sede della Fondazione Sciascia: l’idea di unire cultura e turismo nei luoghi siciliani che hanno visto nascere e produrre scrittori di prima grandezza, da Verga a Pirandello, da Sciascia a Brancati, da Bufalino a Consolo, Tomasi di Lampedusa, Camilleri, Buttitta, Maraini, Agnello Horby e tanti altri, ha trovato la più ampia condivisione in ben cinque assessori della Regione Siciliana ed ha visto la sottoscrizione di un protocollo d’intesa sul progetto pilota “La strada degli scrittori”.

Parte infatti da un’area di trenta chilometri, da Racalmuto a Porto Empedocle, passando per Agrigento, la prima sperimentazione di questo modello di sviluppo, legato fortemente al territorio, alle sue risorse culturali e alle sue attività produttive, e che guarda ai giovani che vorranno credere a questa scommessa, in cui si gioca il futuro di un’intera generazione. Dinanzi al ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Massimo Bray, gli assessori Michela Stancheris, Maria Rita Sgarlata, Nelli Scilabra, Mariella Lo Bello e Linda Vancheri, hanno siglato un accordo che impegna i rispettivi assessorati a dare corpo e sostanza al progetto della strada degli scrittori, che attraversa la valle dei Templi, unendo i luoghi vissuti e amati da Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello e Andrea Camilleri: un circuito turistico-culturale che induca il visitatore a intrattenersi in questi luoghi, utilizzandone le strutture ricettive, assaporandone le ricchezze artistiche, monumentali, archeologiche e naturalistiche, apprezzandone la tradizione enogastronomica. L’iniziativa, che fa seguito al tavolo tecnico, che si era tenuto il 17 settembre scorso, nasce con la piena condivisione e il sostegno di Gaetano Savatteri, giornalista del Tg5, anche lui racalmutese come Cavallaro. Nei trenta chilometri si potrà vivere l’emozione di rivedere luoghi vissuti dai tre scrittori o descritti nelle loro opere, ma si potranno anche scoprire autentici tesori, che in quest’area sono contenuti: un percorso unico fatto di teatri, castelli, case natali, musei, paesaggi mozzafiato, dal Caos di Pirandello alla Scala dei Turchi, dalla marina di Vigata e la Torre Carlo V fino ai templi e alla Kolymbetra, dalle miniere di Racalmuto alla Noce, oasi che Sciascia considerò sempre il luogo ideale in cui ritirarsi a scrivere. L’apertura dello svincolo della nuova SS 640, a 600 metri da contada Noce, rappresenterà il primo accesso dei visitatori al percorso dedicato agli scrittori agrigentini. L’area include, peraltro, anche altre opportunità di scoperta, come Favara, paese dello scrittore Antonio Russello, dove è attivo grazie al notaio Bartoli il sito di arte contemporanea Farm Cultural Park. Tra i vari impegni per l’attuazione del progetto, che dovrà essere volano di sviluppo per attività imprenditoriali del turismo, della ristorazione, dei trasporti, dei servizi, dell’artigianato e del commercio, figura il riconoscimento come “bene culturale” della casa di Sciascia di contrada Noce. Gli assessori, per le loro rispettive competenze e disponibilità finanziarie, dovranno impegnarsi a coinvolgere le comunità locali, le associazioni, le filiere enogastronomiche, gli agriturismo, gli imprenditori, gli albergatori, i ristoratori, le agenzie formative, prime fra tutte la scuola, i teatri; e costituire dei tavoli di lavoro tra i dipartimenti regionali e i comuni interessati con le attività produttive e formative del territorio, per definire nel concreto siti da visitare, modalità di accompagnamento, agevolazioni di tipo economico, offerte di servizi, cartellonistica, materiale informativo o altro. Per il reperimento di fondi sarà indispensabile la partecipazione ai bandi europei, come ha Massimo Brayaffermato il ministro Bray: “Se riusciremo a lavorare insieme, a fare sistema, tra Stato e enti locali, se riusciremo ad andare in Europa e convincerli della valenza di questi progetti e del fatto che Expo 2015 non può fermarsi in Lombardia, ma deve arrivare in Sicilia, se saremo capaci di coinvolgere cittadini e imprenditori, per rendere il turismo una delle grandi leve di questo Paese, credo che avremo un futuro capace di tenere con noi i nostri figli”. Ha quindi citato Sciascia (“Ce ne ricorderemo di questo pianeta”..sì ci ricorderemo di questo Paese, ha dichiarato) e poi “Il Gattopardo” con la speranza riposta sull’orgoglio dei siciliani (…”perché in fondo loro ci credono in un futuro migliore…”). Bray ha rivolto parole di apprezzamento per Cavallaro e Savatteri, ai quali ha detto di essere legato da profonda amicizia, ed ha anche espresso entusiasmo per la Valle dei Templi, visitata dal ministro accompagnato da guide di eccezione, quali il direttore del Parco, Giuseppe Parello, e per il Giardino della Kolymbetra  il suo direttore, Giuseppe Lo Pilato. Nel ribadire di essere presente nelle vesti di privato cittadino, proprio perché crede in questo progetto, ha anche sottolineato: “Sono i siciliani che devono valorizzare questa terra , che devono saperla valorizzare e proteggere. Credo che quella individuata oggi sia la formula migliore per fare turismo nel nostro Paese”. A “fare propria” la proposta di Felice Cavallaro è stato anche il presidente dell’Assemblea regionale siciliana e della Fondazione Federico II, Giovanni Ardizzone, il quale ha sottolineato l’alto valore dell’intuizione del giornalista racalmutese, ed ha affermato di essere pronto a impegnarsi, pur attraverso gli strumenti propri della Fondazione, e a metterci la faccia, convinto che ne possano scaturire “grandi cose”. Dello stesso avviso anche il direttore della Fondazione, Francesco Forgione. Sono intervenuti, tra gli altri, il deputato regionale Michele Cimino, il quale ha ricordato l’importanza di un impegno della Regione anche per il recupero del Palacongressi e la riapertura del Teatro regina Margherita di Racalmuto; il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, che,nelle funzioni di presidente del Distretto turistico Valle dei Templi, si è detto pronto a sottoscrivere anche lui un impegno con i promotori della strada degli scrittori; il sindaco di Porto Empedocle, Lillo Firetto, che ha voluto portare i saluti e il plauso per l’iniziativa da parte dello scrittore Andrea Camilleri e che ha poi accompagnato il ministro nella Vigata di Camilleri. Pronto a sostenere l’iniziativa attraverso le associazioni rappresentate all’interno della Camera di Commercio, è stato il presidente Vittorio Messina. Significativo anche l’intervento del vice presidente della Fondazione Sciascia Aldo Scimè, che, citando un simpatico aneddoto, ha voluto “inchiodare” alle rispettive responsabilità i sottoscrittori del protocollo nel dare seguito al loro impegno. Così come già il presidente Ardizzone, anche Bray ha tenuto a rimarcare l’autonomia regionale sui Beni culturali rispetto al ministero, tuttavia ha chiarito di voler dar seguito, finché durerà il Governo, al percorso innovativo già avviato che ha la sua forza nella sinergia tra il forte appeal delle risorse culturali del nostro Paese e l’enorme potenzialità economica rappresentata dal turismo.

Anna Maria Scicolone

foto di Salvatore Alfano



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