Racalmuto: pietanze, musica e poesia. Viva la “Sagra della Cucuzzedda”

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L’idea è  di organizzarla dopo ferragosto.  Gli organizzatori alla ricerca di un presidente “cucuzzaro”. Si fanno nomi di uomini di provata cultura.

zucca copertina 1Archiviata la festa del Monte, Racalmuto è alla ricerca di attività che possano essere di interesse pubblico e, soprattutto, riescano a coinvolgere l’intera comunità. Del resto, si sa, l’Italia è il Paese delle manifestazioni culturali e ludiche e la Sicilia certo non sfigura per i tanti eventi, soprattutto estivi, che servono a calamitare l’attenzione non solo dei suoi abitanti ma anche di tutto il circondario. Pensandoci, a Racalmuto manca qualcosa. La colpa, diciamoci la verità, non è di nessuno, non cerco un responsabile che sia stato incapace di colmare la mancanza. Sicuramente, però, l’impegno di tutta la comunità, per il bene comune, s’intende, potrebbe sortire idee. Sì, siamo alla ricerca appunto di questo, di idee, di impegno.

Racalmuto, insomma, non ha una sagra. E’ quello che manca. Se penso a tanti paesi, mi rendo conto che ovunque si organizzano eventi intitolati a qualcosa, che fanno convergere visitatori da ogni parte e amplificano il nome del luogo per ogni dove. A Ustica, mi parlava un amico, esiste la sagra della melanzana, con tanto di giuria e presidente. A Calascibetta c’è quella della salsiccia, la prima domenica di settembre. A Racalmuto, paese di taralli, mpignulati, cavati e tanto altro, non siamo stati capaci di organizzare una sagra come si deve.

E dire che tanti, uomini dotati di spiccata intelligenza, capaci organizzatori, votati per indole al bene comune, sarebbero in grado di organizzare qualcosa che possa abbracciare tutto il paese ed essere degna di questi luoghi famosi in tutto il mondo. E’ una proposta che vorrei lanciare, un’idea, più che altro, che mi frulla in testa da un po’ di tempo. Ci ho pensato tanto e alla fine sono convinto di aver trovato quello che potrebbe fare al caso nostro; qualcosa di originale, unico, la “Sagra della Cucuzzedda”.

zucca 2Questo sarebbe il periodo buono, si trovano tante cucuzzedde in bella mostra, di varietà diverse, anche. Ma noi dovremmo concentrarci su un unico tipo, la cucuzzedda nostrana. E poi, ci avete mai pensato quanti piatti si possono preparare con questo ortaggio? Antipasti, primi, secondi, contorni e, se pensiamo alla zuccata, anche i dolci.

Trovato quello che fa al caso nostro, a costo e chilometro zero – non dimentichiamo che sono prodotti locali – occorre passare all’organizzazione vera e propria, alla costituzione di un comitato e, soprattutto, alla nomina di un presidente che possa intestarsi la “Sagra della Cucuzzedda”, un “Cucuzzaro”, insomma. I nomi non mancherebbero certo, si potrebbe attingere da uomini di cultura che gravitano in questo paese, giornalisti, scrittori, artisti, poeti. Qui non mancano certo personaggi capaci di trasmettere entusiasmi, veri organizzatori, degni ambasciatori capacissimi di dialogare anche con autorità e uomini di spicco di altri paesi, in grado di esportare cultura  della nostra Racalmuto, ma anche di importare tradizioni  e coinvolgere, così, più gente possibile tanto da abbracciare, con questa sagra, un intero paese.

patate e zucchineMi sto accorgendo che già penso, parlo e scrivo, come se l’evento fosse già stabilito, ma l’entusiasmo mi porta a tanto. Pensate quante attività potrebbero fare da corolla all’evento, che so, mi viene in mente un premio alla cucuzzedda più lunga o più strana. Per l’occasione verrebbero coniati nuovi versi, rigorosamente in vernacolo, certo, una lingua che ben si accosta all’umile ortaggio. Tradotti in musica, la banda, magistralmente diretta, accompagnando gruppi o cortei, li intonerebbe per le vie del paese: “fimmini…, uomini…, uomini schietti e maritati, viniti ad assaggiari la cucuzza cu li patati”. Si potrebbero coinvolgere gli artisti locali, qualcuno potrebbe preparare una scultura che simboleggi ed esalti l’ortaggio. Altri ne saprebbero dipingere sapientemente le sembianze, interpretandone l’intrinseca sostanza. Altri ancora ne carpirebbero magistralmente la presenza/essenza.

Le idee, come si vede, ci sono tutte, occorrerà collaborare insieme, ognuno col proprio ruolo, riconoscendo il reciproco impegno, per raggiungere lo stesso comune scopo. Viva la “Sagra della Cucuzzedda di Racalmuto”, dunque, viva il “Cucuzzaro”… volevo dire il presidente

 

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