Racalmuto, niente cubaita per Santa Rosalia

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Domani in paese la festa dedicata alla patrona: senza musica e senza luminarie. E senza bancarelle: il Comune non ha un regolamento che prevede venditori ambulanti in piazza durante l’anno

Un momento della festa di due anni fa Domani, 4 settembre, anche Racalmuto in festa per Santa Rosalia. Una patrona quasi dimenticata dal paese che la seconda domenica di luglio invece esplode per la Madonna del Monte, la bella Regina “che qui si restò“. E tuttavia da otto anni, grazie ad un comitato di volontari (da quest’anno senza la preziosa collaborazione del professor Giuseppe Nalbone, medico e cultore di storia locale, scomparso recentemente) si svolge una piccola kermesse che prevede la messa alla Matrice, alle 18,30, e poi la processione del simulacro della santa che la tradizione vuole sia nata a Racalmuto. Vero o no, il culto di Santa Rosalia qui è assai antico.

Ancor prima della peste palermitana i racalmutesi affidavano le preghiere alla santuzza in una chiesa a lei dedicata che oggi non esiste più. E grande era la festa che si svolgeva proprio il 4 settembre.
La festa della patrona di Racalmuto si svolge in silenzio: niente archi in piazza, niente fuochi d’artificio. Solo il rullo dei tamburi del gruppo locale “Maria SS. del Monte” e una piccola processione dove si venerano in pubblico le Reliquie conservate sin dal 1625 e l’affidamento della comunità racalmutese alla santa Patrona da parte dell’arciprete Don Diego Martorana.
Quest’anno però non ci sarà in piazza nemmeno la storica bancarella di cubaita.La bancarella di torrone in una edizione della festa di qualche anno fa

Il Comune non prevede collocamenti di ambulanti in piazza in periodi lontani dal periodo della festa del Monte. In poche parole il venditore di cubaita e caramelle e zucchero filato che regolarmente vuole sistemarsi per dare luce e atmosfera ad una piazza già morta non può. Cose – si direbbe – dell’altro mondo e che capitano solo a Racalmuto.

All’ufficio competente del Comune hanno risposto negativamente al titolare della ditta “Torrone Licalsi” di Serradifalco che avrebbe voluto regolarmente pagare il suolo pubblico, come avviene in ogni del mondo. Qui, a Racalmuto, non si può. La legge è legge, per carità, ma si può cambiare e modificare. Basterebbe che il Comune modifichi il Regolamento che prevede attualmente la collocazione di esercizi commerciali ambulanti solo in alcune zone del paese, come tiene a precisare il comandante della polizia municipale Nicolò Sferrazza.

La festa comunque si farà, nonostante i paradossi e i misteri della burocrazia che non cambia. La processione partirà intorno alle 19.15 dalla Chiesa Madre e percorrerà la via Gramsci, via Collegio e via Garibaldi. In piazza, nei pressi dell’edicola votiva dedicata alla santa, presso la palazzina Cutaia, la venerazione pubblica delle Reliquie. Una festa povera che piacerebbe a papa Francesco: senza luci, senza musica e senza cubaita.

Salvatore Picone

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