Racalmuto, negli antichi cortili si riaccende la vita

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Al via “Curtigliando”, il progetto che mira alla valorizzazione del centro storico. Guarda Foto Gallery.

Come valorizzare al meglio il centro storico. E’ questo l’obiettivo da cui muove la prima edizione di “#Curtigliando” svoltasi sabato scorso a Racalmuto.

Il primo appuntamento prevedeva la riapertura, dopo anni, grazie anche alla disponibilità dell’Arciprete Diego Martorana, della chiesetta di San Nicola, e la realizzazione di una serie di iniziative svoltesi proprio nel cortile in cui ricade la chiesa.

Tra queste la lettura di alcune pagine di “Occhio di capra” di Leonardo Sciascia, i momenti musicali con il gruppo “Regalpetra Folk”, e la testimonianza di Gessica Sferrazza Papa, che ha portato a Racalmuto la sua esperienza in Sardegna con un gruppo di giovani sardi.

L’assessorato alla Cultura del Comune di Racalmuto è parte integrante di questo progetto promosso e ideato, in collaborazione con i cittadini che vivono ancora nel centro storico, dal “Comitato per il Centro storico” e numerose associazioni socio-culturali quali la Fidapa, i Burgisi, Un sogno per domani, l’Arci, Ad Maiora, la Pro loco, Centro Padre Cipolla, la Strada degli scrittori, Apnea e Regalpetra Libera.

“Se quarant’anni fa – spiega Salvatore Picone, Assessore alla Cultura del Comune di Racalmuto – la classe dirigente di questo paese, miope, ha svuotato il centro storico per costruire in periferia, senza pensare invece ad alternative serie per valorizzare e rendere comode le case del centro storico, oggi dobbiamo quantomeno pensare a salvare quello che resta, recuperando la nostra memoria collettiva che è fatta di vita in questi cortili, di esperienze vissute, di rapporti tra famiglie e di quello che un sociologo chiamava “botteghe familiari”, che erano luoghi di elaborazione del sapere e del saper fare dove si imparavano le cose più importanti della vita”. “Curtigliando – continua Picone – è il recupero di questa memoria. È l’inizio di un percorso che auguro ci porti alla consapevolezza che chiudere una piazza al traffico e alla sosta delle auto non è un danno, che aprire una chiesa anche con pochi sacerdoti può essere comunque una occasione in più per i turisti, che aprire un’attività commerciale nel centro storico può essere più che remunerativo, che evitare di buttare spazzatura nell’angolo di una strada non porta a niente. Bisogna crederci innanzitutto!”.

Il 9 settembre il secondo appuntamento del progetto nel Cortile Matteliano, vicino piazza Barona, a partire dalle ore 18. In programma: un dibattito con giovani autori dell’agrigentino; una riflessione sul libro “Nero su nero” di Leonardo Sciascia; una installazione sul mondo contadino; musica, i giochi di una volta e l’assaggio della “Spaghettata di li burgisi”.

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