Racalmuto, l’Udc si spacca

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ELEZIONI. Il segretario cittadino dell’Udc sosterrà Enzo Sardo. Partiti e movimenti al lavoro per completare liste e squadra di governo. Arrivano le istruzioni della Regione: si vota solo il 25 maggio, scrutinio il giorno dopo a partire dalle 14,00. Solo 3 giorni (28, 29 e 30 aprile) per la presentazione delle candidature. 

La notizia del giorno sul fronte politico ed elettorale riguarda Carmelo Mulé. Il segretario cittadino dell’Udc infatti, mentre una parte del suo partito continua a lavorare per la costruzione di una coalizione guidata da  Emilio Messana, ex segretario provinciale del Pd, sceglie pubblicamente di sostenere Enzo Sardo.

carmelo mule

Carmelo Mulé

” … Al di là delle persone e senza voler scadere nella bega personalistica – scrive Mulé in una nota diffusa oggi – ritengo che il Partito Democratico avrebbe dovuto giocare in riserva, facendo ammenda sull’impostazione politica degli ultimi decenni e, in un bagno di umiltà, mettersi a disposizione per un progetto che sarebbe potuto emergere. Né condivido la coalizione che vorrebbe nascere, innaturalmente e con molta eterogeneità, poiché ciò porterebbe un’altra volta sul terreno dello scontro che è proprio quello di cui il paese non ha bisogno in questa fase. Ho valutato altresì negativamente – prosegue – le sortite fatte da personaggi che molto vicini alla Chiesa Cattolica hanno lanciato messaggi di divisione anziché di unione, nell’unico intento di giocare una partita, secondo loro, che poteva essere vinta in partenza”.

Fatte queste premesse Mulé ritiene quella di Sardo ” … l’unica possibilità di impegno reale che si cala nella politica racalmutese, con una lista a maggioranza giovanile e con un pizzico di esperienza che sicuramente non guasta. Quindi – conclude – faccio la mia scelta, nell’unico intento di essere parte attiva nel lavoro di risanamento del Comune e nel ripristino delle regole, infrante, della politica”.

Da diversi giorni inoltre piazze e locali di Racalmuto sembrano essersi rianimate: dopo un letargo durato quasi tre anni aumentano le consumazioni di caffè e aperitivi, pizze ed antipasti offerti, generosamente o meno, da quanti ritornano nell’agone politico. Complice il tempo e l’ora legale, il corso principale torna a ravvisarsi grazie a capannelli di curiosi e sostenitori attorno a candidati sindaci, presunti o già dichiarati, consiglieri ed assessori comunali in pectore.

Continuano, come abbiamo raccontato in altri articoli del nostro giornale le estenuanti trattative per costruire coalizioni, completare liste, scegliere simboli ed assessori che probabilmente – a parte qualche eccezione e complici le vacanze pasquali – si protrarranno sino all’ultimo giorno utile.ELEZIONI-RACALMUTO-300x278

Un rito che si ripete stancamente da più di sessant’anni con gruppi politici o familiari che sin durante la notte che precede la presentazione delle liste minacciano di spostarsi da un candidato all’altro: fu così nel 2002 con una parte della coalizione che sosteneva Gigi Restivo rimasta a discutere con gli apparenti avversari sino al mattino e poi nel 2007 con le candidature di Renato Volpe, Pippo Di Falco e Vincenzo Maniglia, in bilico anch’esse e poi tramontate all’ultimo giorno.

Nessuno sembra essersi accorto che il prossimo 25 maggio si voterà con un sistema diverso che sconvolgerà le stantie abitudini della politica racalmutese e basta guardare ai precedenti per rendersene conto. Nel 2002 si sfidarono in 3 per la carica di sindaco (Restivo, Sberna e Milioto), con il sistema proporzionale, accompagnati da un esercito di 11 liste e 197 candidati al consiglio comunale: quasi uno ogni 50 abitanti. La carica dei consiglieri non si arrestò neanche alle elezioni del 2007: 2 candidati sindaci (Petrotto e Sciortino), ancora 11 liste e 195 candidati al consiglio per appena 20 posti.

E’ ovvio che questi numeri incidevano anche sulle percentuali dei votanti, sempre molto alte ad ogni tornata elettorale e vicine al 60% degli elettori.

Solo che, sino all’ultimo appuntamento con le urne i dati di partenza erano falsati: a fronte infatti di una popolazione effettiva pari a poco più di 10.000 abitanti (secondo il censimento del 2001) gli elettori superavano addirittura gli abitanti grazie al gioco di considerare tali anche gli iscritti all’anagrafe elettori residenti all’estero.

simboli elettorali

I simboli che non troveremo più nelle schede elettorali

Il prossimo 25 maggio, con i dati dell’ultimo censimento, a Racalmuto – che conta poco più di 8.000 residenti – ed esclusi i residenti all’estero, si voterà con il sistema elettorale maggioritario: un sindaco, una lista; chi vince prende tutto e solo il secondo classificato piazza 5 consiglieri di minoranza. Tutti gli altri al prossimo turno. Gli elettori, stavolta reali, scenderanno a poco più di 6.000 (6.698 erano infatti quelle censiti per le elezioni della Camera dell’anno scorso), i votanti a poco più di 4.000 se la percentuale si manterrà eguale a quella delle passate amministrative al netto di coloro che sceglieranno di restare a casa per manifestare il loro dissenso.

Dato più che ottimistico poiché i votanti rischiano di essere molti di meno se a fronte dell’invincibile armata di 200 candidati al consiglio delle scorse amministrative, quelli attuali saranno appena 15 per ogni lista: comunque complessivamente meno di 100 nella migliore, o peggiore, delle ipotesi con un numero di candidati sindaci superiore a 5.

Questi i numeri con cui dovrebbero confrontarsi aspiranti sindaci e consiglieri ma sembra che nessuno se ne curi visto il moltiplicarsi quotidiano di candidature pur con un sistema che, naturalmente, premia le aggregazioni ampie e la concentrazione del consenso su pochi, autorevoli candidati, alla carica di primo cittadino.

Dovrebbero infine sparire i simboli di partito ad eccezione, forse, di quello del Movimento 5 Stelle se dovesse presentare una lista e cercare di massimizzare il 40 per cento dei voti raggiunti alle politiche del 2013 e sfruttare il traino delle concomitanti elezioni europee.

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One Response to Racalmuto, l’Udc si spacca

  1. emilio messana Rispondi

    12 aprile 2014 a 10:49

    Caro Carmelo
    Rispetto la tua scelta e poiché sembra scaturire da alcune valutazioni sulla posizione del Partito Democratico e sulla natura dell’alleanza che sostiene la mia candidatura, la voglio commentare.
    Rimproveri al PD di non essersi messo a disposizione per un progetto che sarebbe potuto emergere. Non è vero. Come ben sai non abbiamo mai rivendicato una nostra candidatura, anzi ci siamo impegnati per trovarne una che fosse al di fuori degli schemi e della contesa politica. Personalmente io ho chiamato tutte le forze politiche, i candidati a sindaco annunciati, perché insieme rivolgessimo un appello a Felice Cavallaro, nonostante questi avesse già annunciato pubblicamente di non volersi candidare.
    Abbiamo sollecitato altre candidature esterne, proposto le Primarie e soltanto alla fine del percorso si è approdati alla mia candidatura.
    Tutto è stato fatto alla luce del sole, che è il migliore disinfettante naturale, soprattutto per la politica.
    La consapevolezza della gravità della crisi in cui è precipitato il nostro paese è stato il collante dei nostri incontri.
    Quando una famiglia ha tante risorse può discutere e accapigliarsi su come impiegarle, quando le risorse sono poche vanno gestite oculatamente per garantire la sussistenza e organizzare una ripresa finanziaria ed economica. Più che litigare è necessario vigilare perché le risorse non vengano da alcuno sprecate.
    Per questo ci siamo sforzati di trovare un candidato che potesse coinvolgere tutti o comunque una larghissima maggioranza.
    Il sentiero è stretto per tutti, meglio sarebbe stato presentarsi alle elezioni in maniera ordinata e non in una calca scomposta.
    E’ quella che genererà lo scontro, non la ricchezza eterogenea della nostra coalizione.
    Preferisco “la grande bruttezza” della democrazia riflessa da un partito che discute, si dilania e alla fine decide, che si confronta con altre forze sui programmi, su come scegliere il candidato a sindaco, sui criteri di composizione delle liste, alla “grande bellezza” dei sorrisi da quattro amici al bar, occasionalmente in vacanza dai partiti.
    Buona fortuna.
    Emilio Messana

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