Racalmuto, le “pillole” del sindaco rischiano di trasformarsi in supposte

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In Consiglio comunale ennesima fumata nera per quanto riguarda gettoni di presenza e indennità. Tutto inspiegabilmente rinviato.

supposte_bigTerza seduta del consiglio comunale di Racalmuto, ennesima fumata nera per quanto riguarda l’azzeramento dei gettoni di presenza dei consiglieri e delle indennità di funzione del presidente del consiglio. La riunione ha visto presenti quasi tutti i consiglieri, mancava solamente la dottoressa Morena Mattina che, per la verità, si è vista prima dell’inizio la seduta ma, per improrogabili motivi personali, è andata via.
Dopo l’approvazione dei verbali le precedenti sedute, la discussione verte sui fondi destinati agli squilibri finanziari. I consiglieri di minoranza, propongono di affrontare il punto all’ordine del giorno riguardante i gettoni di presenza e le indennità di funzione.
Già da tempo l’opposizione aveva dichiarato di voler rinunciare a tali compensi e due consiglieri della maggioranza, Gagliardo e Pagliaro, avevano abbracciato tale decisione. Ma al momento di votare, la maggioranza ha deciso per un inspiegabile rinvio. Iniziano le schermaglie tra i due schieramenti sull’opportunità di rinviare ulteriormente la discussione e la decisione. Si fa riferimento a quanto dichiarato, dal sindaco Messana, in campagna elettorale e messo nero su bianco nel programma elettorale, oltre che nelle famose “pillole” dispensate su facebook dallo stesso sindaco, ovvero sull’intenzione di azzerare il costo della politica
Qualche consigliere di maggioranza risponde che i programmi riguardano le campagne elettorali e che sono tutti uguali per qualsiasi schieramento, ma la realtà, dopo, è tutta diversa. Il segretario del comune di Racalmuto,  rende tutti partecipi quanto previsto dalla legge e cioè che la decisione riguardante l’azzeramento dei compensi, può essere votata da tutti ma, a rigor di legge, gli assenti potrebbero impugnare tale decisione al TAR. Una via del tutto legale, potrebbe invece essere rappresentata dalla dimunuizione dei gettoni e delle indennità al di sotto del minimo, per la quale la maggioranza potrebbe esprimere il parere in maniera legittima senza che gli assenti possano successivamente impugnare tale decisione.
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Ovvero, volendo semplificare il concetto: se fosse stabilito che per ogni seduta, a ogni consigliere, venga riconosciuto un gettone di presenza simbolico di un centesimo, la decisione, approvata dalla maggioranza dei presenti sarebbe legittima e legalmente valida e gli assenti non avrebbero nessun diritto di impugnare tale decisione.
Alle pressioni sull’opportunità di votare e non di rinviare, da parte dell’opposizione, un consigliere di maggioranza ammoniva lo schieramento opposto che tale decisione avrebbe comportato il non rispetto per gli assenti e il dover rispondere all’intera cittadinanza, non capiamo di cosa e perché…A conclusione delle schermaglie, la decisione veniva ulteriormente rinviata alla prossima seduta. Questo quello che è successo ieri in un consiglio che vedeva tutti stanchi, accaldati e annoiati.
Permettetemi di fare, a questo punto, alcune considerazioni. Il comune di Racalmuto versa in una situazione economica che definirla critica sarebbe un eufemismo. Non ci sono soldi per anticipare gli stipendi ai precari e, a breve, per pagare gli stipendi ai dipendenti di ruolo. Nessun fondo per far fronte a iniziative che permettano un normale svolgimento della vita amministrativa, sociale e culturale del paese. I cittadini sono oberati da tasse che superano per aliquote quelle delle grandi città del nord – anche se di poco fa la notizia che il comune di Racalmuto abbasserà i costi della nettezza urbana di € 350.000. Manca il lavoro e l’indigenza di alcune famiglie è sotto gli occhi di tutti. Un programma che sia stato scritto in occasione della campagna elettorale rappresenta un contratto con i cittadini tutti e deve essere mantenuto. Consiglieri eletti, assessori chiamati a ricoprire un ruolo erano e sono perfettamente a conoscenza su quanto dichiarato dal sindaco sui costi della politica a Racalmuto. E non mi si venga a dire che per svolgere l’attività politica si sacrificano famiglia e interessi. La politica a Racalmuto deve essere servizio, spirito di sacrificio per il bene comune.

Emilio Messana

Emilio Messana

La rinuncia ad ogni indennità deve rappresentare una scelta obbligata dettata dalla coscienza, dal buon senso e dalla ragione tanto millantata in questo paese. Chi non è in grado di ottemperare a tali impegni, ha l’obbligo morale di farsi da parte. Adesso mi giunge notizia che la maggioranza sia intenzionata a rinunciare ai propri compensi solamente per un anno. Ma la miseria, le tasse che gravano sui cittadini, la mancanza di lavoro, possono essere risolti non in un anno ma attraverso un lungo, articolato percorso che veda i sacrifici di tutti, amministratori e semplici cittadini. In altri comuni  d’Italia si è attuato l’azzeramento dei compensi e tale denaro è servito per la comunità. A Racalmuto siamo stati tutti bravi a criticare le passate amministrazioni, ritenendole colpevoli di aver ridotto il paese nello stato in cui si trova.  Qui ci si vanta di essere il paese della ragione. Ragioniamo allora non con logiche matematiche, ma col buon senso e con la nostra coscienza.
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