Racalmuto, la mafia e le elezioni. Chi dice e chi non dice

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Punti nel vivo da Colpi di Spillo che ha sottolineato la clamorosa assenza dei riferimenti alla questione mafiosa in alcuni dei programmi elettorali per le elezioni a Racalmuto, i protagonisti rispondono. La prese di posizione di Valentina Zucchetto (lista Borsellino), Santo Petruzzella (M5S), della lista Racalmuto Domani guidata da Enzo Sardo e di Emilio Messana, candidato sindaco per la coalizione Pd-Ncd-Udc.

Pungolati dall’articolo di Colpi di Spillo, i candidati al consiglio comunale reagiscono e rispondono. Come mai in alcuni programmi finora diffusi ci sono pochissimi riferimenti alla questione mafiosa, in un Comune che appena due anni fa è stato sciolto per mafia?

Il primo a replicare è Gaetano Scimè, candidato per il Movimento 5 Stelle, designato assessore da Luigi Falletti e estensore del programma dei grillini.  Così risponde alla provocazione di Colpi di Spillo: “Strano, …’da nessuna parte c’è scritto che le prossime elezioni sono le prime dopo un commissariamento di due anni per ragioni di mafia’… bisognava scriverlo altrimenti è omissione atti d’ufficio? Oppure concorso interno/esterno in associazione mafiosa?”

Luigi Falletti

Luigi Falletti

“Questo mi fa capire – prosegue Scimè –  che hai anche letto, anche, tutto il nostro programma, da bravo cronista quale sei. Un peso una misura. Noi siamo fuori dal sistema e chiedi a Noi. Ma il ruolo del bravo cronista non è come si desume dal tuo nome pungolare chi di dovere? Per anni avete avuto a disposizione coloro che dovevano agire. Avete partecipato a miriadi di conferenze stampe. Avete passato le loro dichiarazioni senza se e senza ma, ed ora chiedete a noi?”.

La redazione di Malgrado tutto ha risposto a Scimè ricordando quanto scrivevamo sulle nostre pagine già nel settembre 1991:  “Troppo facile dire che i killer venivano da fuori. La faida di Racalmuto è tutta interna agli assetti mafiosi di Racalmuto…Non si può venire a dire che l’escalation criminale non ha alcuna relazione con gli appalti… E’ probabile che nel magma degli appalti pubblici non vada ricercato il movente diretto della faida, ma è ormai opinione corrente tra investigatori e magistrati che quello degli appalti è uno dei fronti attraverso cui passa il controllo della mafia sul territorio… Appunto per questo gli amministratori di Racalmuto devono evitare che si apra questo fronte – se non si è già aperto. E l’unico sistema per frenare le possibili infiltrazioni è quello di rendere noti i nomi degli imprenditori che lavorano con il Comune, dei progettisti ai quali vengono commissionate le opere e affidate le direzioni dei lavori, le cifre dei ribassi e gli stadi di avanzamento. Un’esigenza di trasparenza che adesso diventa un passaggio obbligato”.

La controprova, se servisse, che questo giornale si è occupato e continua a occuparsi di mafia, anche quando molti minimizzano o girano le spalle.

Santo Petruzzella

Santo Petruzzella

Più ponderata appare la replica di Santo Petruzzella, designato anche lui assessore per il Movimento 5 Stelle e cofirmatario del programma grillino. “Il fenomeno mafia puo’ essere combattuto con le parole ( vedi taluni gruppi antimafia espressioni del potere economico-finanziario-giornalistico ) e con i fatti. Noi abbiamo scelto l’una e l’altra strategia. Con riferimento allo scioglimento del Consiglio Comunale, nella nostra lista non ci sono candidati ex Consiglieri Comunali o Assessori nè dell’ultima legislatura nè di precedenti legislature ( che tu hai definito mafiosi)”.

Soddisfatti, invece, i responsabili della lista Racalmuto Domani guidata da Enzo Sardo. Il loro gruppo, infatti, è stato l’unico a dedicare un paragrafo alla questione delle infiltrazioni mafiose, proponendo un protocollo di legalità per il Comune da sottoscrivere con prefettura e iniziative di sensibilizzazione alla legalità nelle scuole e per i giovani. In particolare, è stato sottolineato l’intervento di Luigi Capitano, candidato con Enzo Sardo:  “Tutte le scelte della futura amministrazione dovranno essere eseguite nel rispetto della massima trasparenza, il nostro Movimento sarà baluardo contro ogni forma di infiltrazione mafiosa e prevaricazione, e soprattutto garanzia di diritto e legalità”.

Valentina Zucchetto, candidata della lista guidata da Carmelo Borsellino, che alla questione della legalità ha dedicato una riga, inserendola tra i suoi principi ispiratori, ha commentato: “Sin dal primo messaggio sulla nostra proposta elettorale abbiamo parlato di CAMBIA-MENTI, di rivoluzione culturale e di voglia di ricominciare partendo dalla gente comune, per il ripristino della legalità, per la trasformazione appunto di un Paese sciolto per Mafia, una trasformazione che deve cominciare dal cambio di mentalità”.

Valentina Zucchetto

Valentina Zucchetto

“Nel nostro programma – aggiunge Zucchetto – il riferimento non è stato inserito in una riga qualunque, o come Voi scrivete in “una riga appena”. E’ stato inserito nei nostri “PRINCIPI ISPIRATORI” ai quali faremo riferimento nella nostra azione amministrativa (se dovessimo risultare eletti), e che riguardano ogni atto ed ogni processo. Ecco come! E siccome non bisogna offendere le intelligenze racalmutesi, è chiaro che noi puntiamo sulla sostanza e non sulla logica dell’apparenza. Non importa quanto si sporchi un foglio bianco importa ciò che si intende fare. Per ultimo, e per rispondere alla vostra domanda-provocazione, è fortissimo il desiderio di tutti noi di poter ricominciare da dove ci eravamo lasciati vent’anni fa. Con il convegno sul paese della ragione; ragione che si è perduta”.

Emilio Messana che non ha ancora diffuso il programma elettorale della sua lista, interviene nel dibattito con queste parole: “Dopo lo scioglimento per mafia e la gestione commissariale, tocca alla politica riattivare i circuiti interrotti della democrazia e queste elezioni dovranno individuare chi sarà all’altezza delle sfide ineludibili che il governo della nostra città pone: abbassamento delle tasse, razionalizzazione e valorizzazione del personale di ruolo e precario – che deve essere una risorsa e non un costo – centro storico, servizi sociali, sviluppo economico, cultura”.

Per Messana “la lotta alla mafia viene prima: non c’è liberta e possibilità di autodeterminazione in una comunità dove l’intermediazione mafiosa drena risorse pubbliche e private, lavoro, servizi. Le istituzioni locali devono essere protette dal rischio di infiltrazione e condizionamento mafioso: è il monito che dobbiamo raccogliere e rilanciare dopo lo scioglimento e gli anni della gestione commissariale. Il mio programma elettorale inizia proprio da qui”.

Emilio Messana

Emilio Messana

E Messana anticipa uno stralcio del suo programma in cui si legge: “Gli avvenimenti del recente passato ci devono indurre a non abbassare la guardia nei confronti della legalità e della trasparenza amministrativa: non bisogna mai dimenticare, come stanno a dimostrare atti giudiziari ed amministrativi di pubblico dominio ( Relazione finale della commissione di accesso, Rivelazioni dei collaboratori di giustizia, Decreto di archiviazione relativo all’ex sindaco Petrotto) che la mafia in questi anni ha cercato una sponda in amministratori e burocrati comunali per condurre a buon fine i propri affari.  Bisogna ridare dignità, decoro ed  autorevolezza alla istituzione locale, garantire diritti e pretendere doveri, impedire favoritismi e raccomandazioni, sbarrare le porte alla mafia e alla illegalità; serve un nuovo patto tra cittadini e amministrazione comunale basato sul rispetto e la lealtà reciproca  nella convinzione che una dura prova ci aspetta per superare la difficile situazione presente”.

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2 Responses to Racalmuto, la mafia e le elezioni. Chi dice e chi non dice

  1. angela fucà Rispondi

    5 maggio 2014 a 19:32

    è possibile conoscere i nomi dei consiglieri comunali
    in carica quando arrivò il decreto di scioglimento? grazie

    • Redazione Rispondi

      5 maggio 2014 a 19:40

      Li pubblicheremo al più presto. Grazie dell’attenzione

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