Racalmuto: silenzio per Melissa e per riaccendere le speranze dei giovani

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Quel bisogno di guardare al futuro senza paure

Un momento della manifestazioneSilenzio anche nella piazza di Regalpetra per ricordare Melissa. Silenzio e partecipazione per dire no alle mafie e no alla violenza. Quel filo sottile tra sogno e realtà ieri s’è percepito anche a Racalmuto – idealmente legata alle città di tutt’Italia che hanno ricordato quel sorriso di Brindisi spento a sedici anni dal botto e dal fuoco dell’imbecillità. Ieri sera, dal santuario del Monte, un folto gruppo di racalmutesi ha raggiunto in corteo il Palazzo di città. Una manifestazione silenziosa per ricordare Melissa e per rafforzare il valore della legalità.

Un segnale importante che arriva da un paese che in passato ha vissuto gli stessi misteri e le stesse paure che vive oggi Brindisi. Un paese che ha oggi tanti problemi, tante difficoltà e che ha avuto recentemente serie ripercussioni su come è stato amministrato il Comune e sul senso di responsabilità anche e soprattutto nei confronti delle nuove generazioni.
Chiesa, associazioni, movimenti, circoli, e poi volontari, insegnanti, giornalisti, esponenti di partiti, giovani ed anziani si sono ritrovati per salutare Melissa e per dire che i giovani non si toccano. C’erano anche alcuni studenti della scuola media “Pietro D’Asaro”. A loro e a tutti i giovani del paese la gente ha rivolto un applauso: ai ragazzi che meritano un presente sicuramente diverso, dove non si deve avere paura di andare a scuola, di passeggiare in piazza, di starsene al bar.
Ma in che Italietta viviamo? Che Paese è il nostro, dove non solo non c’è lavoro e futuro e certezze, ma si rischia quotidianamente di vivere sentimenti di paura?

Tornando alla manifestazione di ieri sera a Racalmuto, tanti gli interventi. Tricolore a mezz’asta in Municipio, dal balcone della sala consiliare recentemente mortificata dal decreto di scioglimento. Una sala vuota, al buio, che ha bisogno di essere riaccessa da entusiasmi nuovi, da volti nuovi, da idee e proposte nuove.
Anche se organizzata all’ultimo momento, la piccola manifestazione di ieri (accolta anche dalla Commissione straordinaria) ha dimostrato che Racalmuto quando vuole sa reagire, sa legarsi idealmente ad uno spirito di Nazione che – accanto anche ai cittadini che vivono nei territori colpiti dal terremoto – in questo momento ha bisogno di guardare al futuro.
Certo, c’è tanto ancora da fare. Bisogna ancora coinvolgere più gente, svegliare i giovani dal sonno, chiedere alla società civile di scendere in piazza, confrontarsi, dibattere. E’ il momento per farlo tutti assieme per dire sicuramente no alla violenza, no a tutte le mafie, no ai presuntuosi della politica e si a noi stessi, alle cose che facciamo, alle cose che vogliamo. Questo paese ha bisogno di essere guardato con occhi nuovi; c’è bisogno di una scatto di orgoglio e di presenza costante di un quotidiano impegno di chi può fare e non fa. E’ un dovere di tutti e questo è il momento giusto. Per tornare a sperare e a sognare giorni migliori.

Salvatore Picone

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