Racalmuto è già diventata Grotte, e Grotte diventerà Comitini. E così via dicendo…

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Unione tra Grotte e Racalmuto. L’opinione di Ignazio Scimé.

Racalmuto (foto Andrea Sardo)

Nell’ultima intervista rilasciata da Leonardo Sciascia, qualche giorno prima di morire, la giornalista, nel fare riferimento a quella pagina de Il cavaliere e la morte in cui viene evocato «il pessimismo innato, atavico e disperato degli uomini di Sicilia», chiede conto del suo pessimismo: «Sì, pessimista. Ma c’è realmente qualcosa, in Sicilia, in Italia, e direi anche nel mondo, che può incitare all’ottimismo? Pessimista, sì. Ma, parlando del mio ultimo libro, Moravia ha detto una bella cosa, e, ciò che più conta, di un assoluto buon senso: che c’è l’ottimismo della scrittura. E poi bisogna considerare che, come cittadino, sono stato talmente ottimista da fare per diciotto mesi il consigliere comunale a Palermo e per quattro anni il deputato al parlamento nazionale. E quale più bella prova d’ottimismo di quella che continuo a dare scrivendo su ciò che Machiavelli chiamava la “verità effettuale” delle cose ed incassando per questo le reazioni più violente degli imbecilli, per non dire di più? Il vero pessimismo sarebbe di non scrivere più, di lasciare libero corso alla menzogna. Se non lo faccio, vuole dire, in definitiva, che sono incurabilmente ottimista».

Ignazio Scimè

Io mi sento di dire solo grazie a Gaetano Savatteri, a Lillo Sardo e al Dott. Lillo Bongiorno. Grazie perché leggere che c’è ancora qualcuno, che nonostante tutto, parla di idee mi fa sperare. Le idee camminano con le gambe degli uomini e delle istituzioni. E affinché ciò avvenga occorre che gli uomini siano ben strutturati sia politicamente che giuridicamente. Pertanto Dott. Bongiorno sono benvenute le sue citazioni normative, non risultando affatto “sterile esercizio di erudizione”. Ritengo che il nostro paese, dove la crisi economica e l’impoverimento demografico è sotto gli occhi di tutti, debba prioritariamente evitare l’improvvisazione politica e dare il governo della città a chi ha competenza politica ed amministrativa e perciò il coraggio di prendere scelte ed attuare idee di sviluppo.

L’idea di unire i due comuni ben venga. Ma ricordiamoci, che se è vero che a Racalmuto siamo a una popolazione di fatto intorno a settemila, siamo già diventati come Grotte, poi Grotte diventerà come Comitini e via dicendo. Insomma c’è da stare allegri: Allegria!

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