Racalmuto, elezioni vicine. Appello ai vecchi politici: fatevi da parte

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Una proposta ai partiti: non ricandidate chi negli ultimi anni ha già avuto responsabilità amministrative. E’ necessario uno svecchiamento, un passo indietro di chi, ciascuno per la propria parte, ha partecipato a una stagione segnata dal fallimento economico e politico

Racalmuto, aula consiliare. Foto di Angelo PitroneC’è qualcosa di nuovo nell’aria. Anzi, d’antico. Sotto il cielo di Racalmuto si agitano ambizioni, sogni e desideri. L’inverno deve ancora arrivare, ma molti pensano già alla primavera. Perché con la primavera arriveranno le elezioni amministrative e quindi la ricomposizione di un consiglio comunale, l’elezione di un sindaco, il ritorno all’ordinaria vita democratica dopo due anni di commissariamento per i sospetti di infiltrazioni mafiose.

Gli osservatori più attenti notano il disgelo di partiti che in questi due anni spesso sono rimasti in totale silenzio, il riaffacciarsi di esponenti politici che si preparano, legittimamente, a riorganizzarsi in vista della prossima campagna elettorale.

E’ scandaloso fare una proposta semplice semplice?

Una richiesta da sottoporre a partiti e movimenti e a tutti coloro che vogliono scendere in campo. E’ scandaloso chiedere a tutti coloro che negli ultimi dieci anni hanno avuto un ruolo nella vita pubblica e politica di Racalmuto di fare un passo indietro?

Insomma, chiedere un atto di umiltà a chi in qualche modo, dalla maggioranza o dall’opposizione, ha contribuito al disfacimento progressivo della vita democratica di un paese o, quantomeno, non è riuscito a invertire la rotta che ha finito per portare allo scioglimento della rappresentanza democratica.

Sarebbe un segno di discontinuità e perfino di pragmatismo politico se nelle liste elettorali ci fossero volti nuovi, magari di coloro che in questi due anni – nel silenzio totale, o quasi, dei partiti organizzati – hanno avanzato idee e critiche, hanno posto interrogativi e dubbi hanno promosso iniziative di varia natura, impegnandosi nell’associazionismo, nel volontariato, nella cultura.

In questi due anni, nel dibattito cittadino abbiamo visto prevalere gli interventi di donne e uomini, giovani e meno giovani, lontani dalla politica, mentre gli esponenti più navigati hanno spesso preferito la prudenza di chi sta a guardare, forse per non dover spiegare come si è potuti arrivare a uno scioglimento che – diciamolo chiaramente – si sarebbe potuto evitare se solo fossero intervenute le doverose dimissioni dell’amministrazione e del consiglio comunale al momento necessario, cioè tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011, quando era già evidente che non c’erano più le condizioni per poter andare avanti sotto gli scandali che avevano investito il Comune.

Naturalmente, chiedere un passo indietro rischia di fare di tutta l’erba un fascio, accomunando le responsabilità diverse dei diversi consiglieri e assessori. Ma siamo sicuri che chi ha coscienza civile ed è in buona fede capirà le ragioni di questa richiesta: anzi, probabilmente, ha già meditato di non ripresentarsi. Chi invece ha cattiva coscienza deve capire che il mestiere della politica è fatto di responsabilità anche oggettive e che non si può essere sempre politicamente impuniti.

Dunque, un passo indietro per dare spazio a chi è rimasto ai margini, a chi ha voglia di fare, a chi ha nuove ambizioni. Non ci illudiamo: nelle liste ci saranno parenti, amici e sodali dei vecchi politici e sicuramente ci sarà anche il loro zampino, ma comunque si registrerà uno svecchiamento, una ventata d’aria nuova. Chi verrà dopo forse non sarà perfetto né migliore dei predecessori, ma almeno non porterà sulle spalle il peso di un fallimento, politico ed economico, che inevitabilmente continuerebbe a ricadere sulla vita pubblica di un paese che ha già sofferto e pagato abbastanza.

Gaetano Savatteri

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