Racalmuto, album di un paese che cade

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Il passato vive nei ricordi e nelle foto. Ma nei vicoli le antiche pietre vanno in rovina: piazze deserte, edifici abbandonati, palazzi fatiscenti. I privati scappano dal centro storico. E la politica si prepara alle elezioni, però non parla di quello che è sotto gli occhi di tutti

Racalmuto, panorama diroccatoUna vecchia casa di gesso che rischia di venire giù, un tetto che sembra crollare, una chiesa chiusa e un cancello di una scuola transennato per pericolo. E ancora: un quartiere che sembra Via Pietro D'Asarobombardato, l’antica fontana degradata e il tetto del vecchio mulino cadente. Sono le immagini di un album che è sempre sotto gli occhi di tutti. L’album di un paese che cade.
E’ il centro storico di Racalmuto che, come tanti centri dell’agrigentino, negli anni non ha avuto particolare attenzione da parte dei privati che hanno preferito gli appartamenti comodi rispetto alle casette di un tempo; ma soprattutto luoghi abbandonati da politiche lontane dalla protezione e salvaguardia del cuore antico di una comunità.

Ancora chiusa la strada che collega piazza Castello con piazza BaronaE accade quindi che una strada, come la via Del Carretto, vicinissima alla piazza Castello, rimane chiusa da anni per il pericolo di crollo di un antico palazzo. O una vecchia struttura vicino piazza Barona continui a deturpare, ormai da decenni, il panorama – con bella vista del Castello Chiaramontano – di quello che si vuole un paese a vocazione turistica.

Nel periodo in cui sui social network e su facebook in particolare viene fuori un’esplosione di nostalgia, ecco le immagini a colori di una realtà che a forza di vedere ogni giorno ci sembra normale. E allora può succedere che ammaliati di com’era una piazza o il castello cent’anni fa, non ci si accorge di come sono ora. E non se ne accorgono soprattutto coloro che si preparano ad amministrare il Comune di Racalmuto che a breve riavrà un sindaco, una giunta e un consiglio comunale democraticamente scelti dai cittadini.
Nei pressi di piazza BaronaLe immagini che pubblichiamo raccontano il degrado delle pietre; ma raccontano anche il degrado politico e sociale che c’è a Racalmuto: a quasi tre mesi dal voto non vengono fuori i dibattiti sulle cose da fare e su come si vuol intervenire, per esempio, sul centro storico. Non c’è nessuno che ha promesso di riaprire la via Del Carretto a tutti i costi o di recuperare l’illuminazione che conduce alla fontana del Raffo o ancora di chiedere ai privati un minimo di decoro urbano o almeno un’attenzione particolare che riguarda la sicurezza.Veduta da piazza Barona. In fondo: chiesa e convento di San Francesco

Forse è più semplice far finta di niente e partecipare al gioco di appartenenza in quei gruppi di facebook che richiamano il legame ad un luogo (un fenomeno tutto italiano, ormai, il gruppo “Sei di… se…”) o rispolverare vecchie foto in bianco e nero dove tutto ci appare bello.

Via Giovanni Meli

Apprezzabili iniziative, lo abbiamo già detto, che non riguardano soltanto il paese di Racalmuto. Il fenomeno della nostalgia in rete è assai diffuso in Italia, dove il campanilismo ha sempre avuto assai spazio nel sentimento collettivo.

Ma bisogna chiedere di più a chi muove le fila della politica. Un prossimo passo potrebbe essere, come è già successo in altre parti, proprio l’organizzazione di incontri pubblici nella piazza reale per discutere sullo stato dei fatti e proporre, a chi andrà ad amministrare, le cose da fare. Cose semplici, che non richiedono milioni di euro, come far ripristinare ai manutentori del Comune un marciapiede di un cortile, una vecchia edicola votiva in rovina o la ringhiera arrugginita del corso.

Salvatore PiconeNei pressi della Fontana Novi cannola

 

Chiesa San Francesco. Si attende ancora il restauro

 

Via Tinebra Martorana

 

 

 

 

 

 

 

L'antica struttura dell'acquedotto abbandonata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fontana del Raffo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Le foto di questa pagina sono di Salvatore Picone

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