“Via Castellana Bandiera”: il western nella strada stretta

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Dopo l’uscita a Venezia, il film di Emma Dante si difende bene nelle sale. Segno che il pubblico “non è scimunito”, come dice la regista. Una pellicola ispirata da un fatto vero di precedenza stradale a Palermo

Emma Dante e Alba RohrwacherSi difende nelle sale il film di Emma Dante Via Castellana Bandiera, presentato in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e vincitore della Coppa Volpi a Elena Cotta per la migliore interpretazione femminile. Si difende con i suoi oltre 200.000 euro di incasso in una settimana di programmazione, settimana in cui ha dovuto scontrarsi con blockbusters come Rush e I Puffi. E nel suo secondo weekend di programmazione le copie sono aumentate di 15, diventando così 67.

Perché contrariamente a quanto sostenuto da qualche giornalista, il pubblico sa scegliere, è attivo, colto. Insomma “non è scimunito” come la stessa regista palermitana dice.

Certo non possiamo aspettarci i numeri di Rush che è uscito in 400 sale, ma gli incassi di Via Castellana Bandiera e di Sacro Gra, vincitore del Leone d’Oro a Venezia, indicano che il cinema italiano può trovare spazi anche quando non è solo cinema di intrattenimento, ma esprime temi e idee nuovi.

Via Castellana Bandiera nasce da un episodio realmente accaduto ad Emma Dante in un vicolo stretto di Palermo, a doppio senso, dove la regista si è quasi scontrata con un’altra macchina, anche questa guidata da una donna. Dante, ostinata a non retrocedere tanto quanto l’altra signora, intuisce subito che il fatto, paradossale e divertente, può diventare materiale per uno spettacolo. E si diverte a raccontarlo prima in un libro e, successivamente, in un film dove recitano lei stessa, Alba Rohrwacher e Elena Cotta.

Lo hanno paragonato ad un western al femminile, un duello fatto di sguardi, di movimenti di mani, di dita, di occhi. Un duello che si protrae per ore e ore solo per l’ostinazione di due donne. Metafora di vita, metafora della nostra politica che si arrocca su posizioni da cui nessuno vuole retrocedere per trovare una soluzione. Basterebbe guardarsi intorno, aprire la mente, aprirsi agli altri per capire che una via d’uscita c’è sempre. Basterebbe abbandonare la nostra chiusura mentale per vedere che la strada può allargarsi se solo noi lo vogliamo.

A proposito, sapete come finì il duello tra Emma Dante e la signora dell’altra macchina? Che arrivò la polizia per chiudere la questione. Chissà se la signora che guidava l’altra auto ha mai saputo che la sua storia è diventata un film acclamato dalla critica a Venezia.

Anna Rita Peritore

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