Quindicesima stazione: a Favara i poveri muoiono di sete

|




Ieri, nel giorno della Via Crucis, affissi provocatori manifesti sui “tagli” delle utenze

Il manifestoNon bastano tre croci per il Venerdì Santo. A quelle dal significato squisitamente religioso presenti al Calvario a Favara questa mattina ne è spuntata un’altra. E’ una Croce particolare, che ha una bottiglia d’acqua al posto del Cristo Morto. Una trovata goliardica? Una provocazione? Sta di fatto che in Piazza Cavour e nelle vie interessate alla processione dell’Urna con il Cristo Morto e la Madonna Addolorata, oggi si è aggiunta una quindicesima stazione, che ha il sapore della protesta. Alcuni manifesti sono stati collocati negli spazi ufficiali di affissione, quindi si presuppone autorizzati.

C’è il mistero dell’autore della “trovata”, poiché le sigle in basso al manifesto “B.C.B” non danno chiare indicazioni. Già in mattinata sul web il candidato alle scorse elezioni Giovanni Di Caro aveva “lanciato” la notizia, chiedendo ai suoi amici di FB quale interpretazione dare. E sul social network impazzano le varie teorie: morte dell’acqua pubblica, crisi idrica e turni di erogazione lunghi, bollette care, gestione contestata di Girgenti Acque. Ma in giornata viene svelato il “mistero”. L’autore del manifesto-denuncia è il Comitato Beni Comuni di Favara. In una nota il portavoce Massimo Centineo svela il significato del B.C.B. “Questa sigla vuol significare Beni Comune Blasmato, come a dire che chi commette errori sulla questione idrica a Favara deve essere blasmato, ossia biasimato, vituperato e dovrebbe vergognarsi”.
Un dato è certo: quella che si sta concludendo e che ci porta alla Pasqua per molte famiglie è stata una vera e propria settimana di Passione, con il taglio per morosità delle utenze idriche da parte dei fontanieri della società che gestisce il servizio idrico in provincia. Un grido di allarme è stato lanciato dal presidente del Consiglio comunale Leonardo Pitruzzella, ma le tute bianco-blu di Girgenti Acque continuano a mettere i sigilli nei contatori dei morosi, molti dei quali disoccupati e impossibilitati al pagamento delle bollette.

Giuseppe Piscopo

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *