Quel toro infuriato che seminò il panico nella piazza di Racalmuto

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In una vecchia cronaca del Giornale di Sicilia, il racconto di un caldo pomeriggio di terrore tra strade, vicoli e piazze di Racalmuto.

“Un toro da macello ha tenuto spettacolo ieri, in Piazza Umberto, a Racalmuto, esibendosi in un duello corrida con un macellaio che tentava di catturarlo e seminando anche molto panico tra la popolazione atterrita”.

Sulla sinistra, la vecchia macelleria del sig. Barbieri

Sulla sinistra, la vecchia macelleria del sig. Barbieri

Era il 28 agosto del 1974. Ecco la cronaca, vecchia di quarantuno anni, che il corrispondente Peppino Troisi, affidava alle pagine del Giornale di Sicilia. Per l’occasione, il giusto risalto nelle pagine regionali.

E’ una delle tante corrispondenze che oggi possiamo rileggere grazie ad un certosino lavoro, di cui abbiamo dato conto in un articolo su malgradotuttoweb qualche settimana addietro, portato avanti da Renato Volpe, funzionario del Comune di Racalmuto che ha selezionato gli articoli ed a Nicolò Vignanello che li ha fotografati e scansionati.

L’intera raccolta, che comprende quasi tutti gli articoli pubblicati sul Giornale di Sicilia relativi a Racalmuto e Leonardo Sciascia dal 1968 al 1998, può essere visionata presso la biblioteca comunale e sul sito dell’associazione www.ergosumracalmuto.org.

Migliaia di articoli salvati nella prima metà degli anni 2000, e consegnati prima alla Fondazione Sciascia e poi al Comune di Racalmuto, grazie alla giornalista Concetta Rizzo e al responsabile della redazione di Agrigento del quotidiano di via Lincoln, Alfonso Bugea.

L’improvvisato toreador era il signor Nicolò Barbieri. Peppino Troisi, con il suo consueto stile e con una prosa che si avvicina ad una vera e propria sceneggiatura cinematografica, ci restituisce un pezzo di memoria dimenticata relativa ad un piccolo grande eroe, il signor Barbieri, che invece di darsela a gambe, impugna le corna del toro, fuggito dal macello comunale dopo aver incornato persone e automezzi, e tenta di fermarlo.

La storia è a lieto fine e proprio per questo Troisi chiude la sua corrispondenza descrivendo la folla davanti il botteghino del lotto per giocarsi uno straordinario terno: 14, 3 e 90; toro, popolazione e spavento.

Ci piace, ripubblicando l’articolo, ricordare la figura di Nicolò Barbieri, quest’uomo possente, nella nostra memoria di adolescenti sempre sorridente che, a scapito della sua incolumità personale, ha evitato tragedie più grandi.

Ecco l’articolo del Giornale di Sicilia

28.08.1974

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4 Responses to Quel toro infuriato che seminò il panico nella piazza di Racalmuto

  1. Nicolò Vignanello Rispondi

    5 marzo 2015 a 11:34

    Grazie, hai capito appieno il senso del lavoro che abbiamo fatto: restituire a Racalmuto la memoria nella speranza che, parafrasando Sciascia, non si perda la libertà …

  2. concetta barbieri Rispondi

    5 marzo 2015 a 13:52

    Grazie per aver pubblicato questo articolo e grazie per la memoria che avete di mio padre

  3. calogero barbieri Rispondi

    5 marzo 2015 a 23:11

    Salve, sapevo per averlo sentito da mio padre della storia del toro impazzito, ma non credevo esistesse un articolo di giornale sulla vicenda….. Oltre a tale episodio, è successo anche altre volte che i tori facessero delle scorribande in paese, ne ricordo alcune che sono successe quando io da piccolo andavo al macello ad aiutare mio padre….erano momenti di terrore e ammiravo come i macellai avevano coraggio nell’affrontare i tori…..ma stiamo parlando di altri tempi….

  4. Luciano Fiorani Rispondi

    6 marzo 2018 a 16:54

    Carissimo Calogero e Concetta-Rita, ho letto con interesse l’ articolo sopra pubblicato e mi ha fatto tanto piacere anche se io ho incontrato il vostro babbo Nicolò tanti anni fa – negli anni 60 – quando era venuto in viaggio di nozze a Pesaro a casa della mia mamma Maria, sorella della vostra nonna Norina.
    Il ricordo di Nicolò non è molto nitido ma lo vedo : alto, con baffi neri e gradirei una foto di quei tempi sia di lui che di Rita.
    Con l’ occasione Vi saluto e via e-mail ci sentiremo ancora, un abbraccio anche da parte di mia moglie Gabriella. Luciano

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