Quel pomodoro miracoloso

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La storia di un prodigio in un orto

Pomodoro miracolosoE chi se ne ricordava più. Sono passati tanti anni, quasi trenta. C’è voluto un vecchio flash saltato fuori dagli archivi dell’agenzia Ansa per fare tornare alla memoria quelle giornate di fine agosto, quando in tanti andammo in una campagna vicino allo scorrimento veloce per Agrigento, se la memoria non mi inganna, per assistere a un miracolo piccolo piccolo ma che fece smuovere centinaia di persone.
Il passaparola aveva solleticato la curiosità di molti. Scettici o no, si approfittava delle lunghe giornate di fine estate per verificare di persona il miracolo.

Un miracolo in un orto. In quell’orto era cresciuto un pomodoro, come tanti ne crescono, buoni per l’astratto, per le bottiglie di salsa, per farli seccare al sole o per mangiarli la sera stessa ad insalata. Ma quel pomodoro era strano, diverso dagli altri: sembrava portare i segni divini del miracolo.
L’Ansa, datata primo settembre 1983, la racconta così e vale la pena di riportare il flash dell’agenzia che per lo spazio di una giornata rimbalzò sulle telescriventi delle redazioni di tutta Italia (ché ancora non si parlava di computer, ma si usavano le macchine da scrivere), raccontando di quel miracolo germogliato nelle campagne di Racalmuto.
Pomodori
– (Ansa) Una ”processione” di curiosi per pomodoro ”anomalo”. Il parroco di Racalmuto ha seccamente liquidato ogni illazione sorta attorno ad un pomodoro, che la gente del circondario definiva ”miracoloso”, perché, a detta della proprietaria, al suo interno si intravedeva una massa rossastra che ricordava un cuore con l’immagine di Gesù. “Non val la pena neppure parlarne – ha detto il sacerdote- perché ovviamente si tratta di un frutto che ne ingloba un altro non giunto a maturazione. E’ un caso banalissimo e discuterne soltanto costituirebbe scarso rispetto per la fede”. Il pomodoro, peraltro, giunto a maturazione e’ caduto dalla pianta nell’orto e spappolandosi al suolo ha mostrato compiutamente il suo interno; mostrando proprio ciò che il parroco aveva intuito. Ciò non toglie che le affermazioni della proprietaria dell’orto si siano nei giorni scorsi sparse per tutto il circondario provocando una processione di curiosi ben decisi a dare uno sguardo al pomodoro anomalo. –

Qui finisce la breve nota di agenzia. Restano fuori le sensazioni, i ricordi e i sapore di quei pomeriggi, quando nella piazza del paese si discuteva con passione se fosse o no vero miracolo, quando si partiva con gli amici per andare a vedere il pomodoro prodigioso. Poi, di colpo, il pomodoro si spappolò e la sua breve esistenza clamorosa finì nascosta nelle pieghe della memoria. Dimenticata come tante altre cose di quei giorni d’estate che sembrano così lontani e luminosi.

Gaetano Savatteri

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