Quei fuochi intorno a noi

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Mentre sull’altra sponda del mediterraneo il mondo va in fiamme, fa specie il silenzio dell’Europa ancora alla ricerca del suo ministro degli Esteri. E intanto in Italia…

Federica Mogherini

Federica Mogherini

Missili su e da Gaza, nuvole di fumo e fiamme da Tripoli. Laggiù di fronte a noi, sull’altra sponda del Mediterraneo, il mondo va in fiamme. La minaccia non è lontana, non è altrove. Fa specie il silenzio smarrito dell’Europa, la sua politica estera inesistente. Povera Europa, così inconsistente e ancora alla ricerca del suo Ministro per gli affari internazionali.

La povera Mogherini, agnellino sacrificale in una partita più grande di lei assiste impotente a questo gioco cinico tra grandi. Cinismo autodissolutorio è la parola giusta. I fumi del petrolio bruciato non conoscono confini, li respireremo anche noi, ed ha ragione il Premier Renzi a dire “mi preoccupa più la Libia del Senato” anche se poi Palazzo Madama nel suo piccolo lo sta facendo incazzare.

Partita delicatissima quella istituzionale. Renzi la sta giocando da bullo secondo alcuni, ad esempio quelli di Sel, da grande statista secondo altri. La partita vera è altrove, si chiama Italicum, legge elettorale. Soglie di sbarramento e premio di maggioranza, si gioca tutto lì. Sulle soglie di sbarramento ad esempio andranno ad infrangersi le velleità dei partitini, ecco perché gli spezzatini centristi e quel che resta di Sel si agitano tanto, è una pura questione di sopravvivenza. Del Senato poco importa, così lunga la trafila, trattandosi di legge costituzionale, che la sua riforma può attendere.

A settembre si spareranno le cannonate decisive sulla legge elettorale per essere pronti a votare nella primavera del 2015. A Renzi non dispiacerebbe, vuole un Parlamento più suo, basta con questi capi bastone scelti da Bersani che gli rompono solo le linee. E poi c’è la partita per il Quirinale, Renzi un paio di nomi li ha: Pinotti, Franceschini, e soprattutto un’idea, svuotare il ruolo del Colle, ingigantire il suo. Partita aspra ed audace, come piace al bullo fiorentino. Giocarsi tutto in una mano sola. Dentro o fuori, come le fasi finali di un Mondiale. Ne vedremo delle belle.

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