Quando lo spread preoccupava i Cinque Stelle

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Oggi Grillo tace e Di Maio dichiara “Lo spread non mi preoccupa”.

Ieri lo spread ha toccato quota 340 (poi per fortuna è sceso un po’). Leggo che quando, anni fa, toccò 339, Beppe Grillo scrisse preoccupatissimo al Presidente della Repubblica:

“Spettabile presidente, quasi tutto ci divide, tranne il fatto di essere italiani e la preoccupazione per il futuro della nostra Nazione. L’Italia è vicina al default, i titoli di Stato, l’ossigeno (meglio sarebbe dire l’anidride carbonica) che mantiene in vita la nostra economia, che permette di pagare pensioni e stipendi pubblici e di garantire i servizi essenziali, richiedono un interesse sempre più alto per essere venduti sui mercati. Interesse che non saremo in grado di pagare senza aumentare le tasse, già molto elevate, tagliare la spesa sociale falcidiata da anni e avviare nuove privatizzazioni”.

Oggi Grillo tace e Di Maio dichiara “Lo spread non mi preoccupa”. E allora mi chiedo:  che uno spread a 340 è pericolosissimo era vero allora, ma è diventato una bugia oggi solo perché chi era all’opposizione, adesso è al governo? Possono le verità diventare bugie, e le bugie verità secondo chi le dice?

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