Quando l’archeologia è donna

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La storia di Jole Bovio Marconi, l’archeologa che durante la seconda guerra mondiale salvò dai bombardamenti molti preziosi reperti del Museo Nazionale di Palermo. Fu la prima donna Soprintendente in Italia, insieme alla collega Bruna Forlati Tamaro.

Jole Bovio Marconi

Jole Bovio Marconi era nata a Roma il 21 gennaio 1897 da Giulia Beccaria e da Giovanni, un ufficiale piemontese. Si laureò in Lettere nel 1921 con una tesi in topografia romana e si specializzò in Archeologia nel 1924, diventando così una pioniera in questo settore; infatti per alcuni anni si trasferì ad Atene presso la Scuola Archeologica Italiana. Lì incontrò un collega, Pirro Marconi, che in seguito diventerà suo marito. Partecipò ad una trentina di campagne di scavi in Sicilia, superando le difficoltà che una donna di quei tempi incontrava in questa professione considerata maschile e raggiunse un traguardo: nel 1937 ottenne l’incarico della direzione del Museo Nazionale di Palermo. Due anni dopo diventò la prima donna Soprintendente in Italia, insieme alla collega Bruna Forlati Tamaro. A Jole furono assegnate le Soprintendenze delle province di Trapani e Palermo. In seguito, nel 1941 diventerà reggente delle Soprintendenze di Caltanissetta ed Agrigento.

Si dice che Antonio Salinas è colui che creò il museo archeologico di Palermo, Jole colei che lo ricreò”. Infatti, durante gli anni della seconda guerra mondiale, si prodigò per l’azione di salvataggio dei preziosi reperti, catalogandoli, imballandoli e trasportandoli presso l’abbazia benedettina di San Martino delle Scale. Fece proteggere le opere non trasportabili con più di cinquemila sacchi di terra ed alcune le fece murare nelle nicchie della stessa struttura. Appena in tempo per sottrarli alla distruzione del bombardamento che danneggiò fortemente i locali del museo. Lei, per tutta la durata del conflitto, alloggiò all’interno dello stesso museo. Alla fine della guerra, fu sempre Jole che li riportò nella sede originaria, allestendo una nuova esposizione.

Fu una donna determinata, e prima dell’avvento del Fascismo, aveva aderito con grinta ed entusiasmo alla lotta delle suffragette che chiedevano il diritto di voto.

Fu anche insegnante presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, si occupò anche del restauro del Tempio di Segesta e del Tempio di Selinunte. Nel 1964 fu insignita della medaglia d’oro al Merito della Cultura dell’ Arte e della Scuola e fu nominata Commendatore della Repubblica.

Jole Bovio Marconi

Fu socia fondatrice e Presidente del Soroptmist club di Palermo, sostenendo sempre i diritti delle donne nella società e nelle professioni. E per le donne organizzò dei corsi specifici per farle appassionare alla propria città ed avviarle alla professione di guide turistiche.

Di lei così hanno scritto: ”Era severa con se stessa prima che con gli altri, limpida nel pensiero e tenace nell’azione, nel suo lavoro coniugava una squisita sensibilità del bello con un profondo senso del dovere e dello Stato. Moglie, madre, nonna e bisnonna amorevole ed autorevole, nascondeva con pudore i momenti di fragilità con un sorridente ricorso all’ironia”.

E’ morta  all’età di 89 anni, il 14 aprile del 1986. A Palermo la sezione preistorica del Museo Salinas ed una strada sono a lei  intitolate.

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One Response to Quando l’archeologia è donna

  1. ARCHEO - CLUB DI SICILIA Rispondi

    22/04/2018 a 9:34

    Un esempio per tutti noi,e per le future generazioni

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