“Quando la primavera non c’entra nulla”

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ORTICARIA: attenti al fattore scatenante. Come si può diagnosticare. I rimedi naturali

orticaria dueMacchia sulla pelle di colore rossastro, o di colore bianco, prurito incessante, pomfI: lesioni cutanee di dimensioni variabili e rosse, da alcuni millimetri a diversi centimetri (come quelle che compaiono in seguito alla puntura di zanzara), bruciore cutaneo, eczema: dermatite, ovvero una reazione dermica di tipo infiammatorio, aumento di peso, edemi, soprattutto a carico delle mani, viso, piedi e in alcuni casi  più gravi: gonfiore delle orbite (occhi) e dei genitali. Questi sono i sintomi più frequenti quando insorge l “ORTICARIA”, una delle più tipiche manifestazioni cutanee di natura allergica.Negli ultimi anni vi è un aumento considerevole di casi d’intolleranza al Nichel e non soltanto riferibile ad un “contatto” con metalli (orecchini, orologi, bracciali, occhiali, indumenti stretti o abrasivi, ferretti presenti negli indumenti), ma soprattutto, il Nichel, come solfato, che è presente in moltissimi alimenti quali: nocciole, liquirizia, cacao, lenticchie, fagioli, spinaci, asparagi, cipolle, funghi, kiwi, pomodoro e perfino l’acqua del rubinetto. Inutile ricordare che il nichel si trova anche nel fumo di sigaretta, ma ormai siamo abbastanza “eruditi” nei confronti di tutto ciò che riguarda in negativo il vizio del fumo e i danni  sulla salute ad esso correlati.

Le cause generali di orticaria, distinta nella fase acuta: caratterizzata da episodi riferiti  ai processi infiammatori a carico soprattutto della cute, che non si protraggono oltre 6 settimane e nella fase cronica: episodi  e manifestazioni cutanee continuative che superano il tempo di 6 settimane, vanno inquadrate esclusivamente sulla base del fattore scatenante, per cui conosciamo: orticaria da freddo, da punture di insetti, da ansia, da stress, da sforzo, da farmaci, da contatto, genetica e l’orticaria, come manifestazione secondaria ad altre malattie di tipo virale o di tipo auto-immunitario. Una caratteristica delle vesciche rosse (pomfi) è la loro  comparsa nell’arco delle 24 ore dalla causa scatenante e la loro regressione durante lo stesso giorno di comparsa, per poi insorgere altrove. Una volta scomparsi i pomfi, che determinano rossore, pizzicore, prurito fastidioso a livello cutaneo, la pelle ritorna normale senza vaste aree arrossate.

La maggior parte delle allergie è associata all’ingestione di cibi o all’inalazione di allergeni, come letto nel precedente articolo sulle allergie primaverili; qui, invece, la nostra attenzione, è  rivolta nei riguardi di quelle reazioni allergiche che si manifestano anzitutto a livello cutaneo e scatenate dal contatto con farina bianca, cosmetici ( deodoranti, talco, profumi) saliva, lattice, additivi alimentari presenti sui pomodori, té, succhi d’ arancia, verdura, carne, pesce. Interessante sapere che il freddo o il calore possono indurre questi tipi di sintomatologie, per cui una riduzione notevole della temperatura ambientale, in inverno per esempio, genera i  pomfi che si distribuiscono non solo in alcune aree del corpo ma dappertutto sul corpo e possono causare sintomi sistemici anche gravi come dispnea (difficoltà a respirare) e svenimenti; pertanto, i pazienti che sospettano di esserne affetti, possono avere certezza della orticaria tresintomatologia legata a questo tipo di affezione, effettuando la prova del cubetto di ghiaccio sulla pelle e assistendo alla reazione dermica con la rilevazione del pomfo, per cui se questa reazione dovesse avvenire, il soggetto può evitare tali lesioni e  sintomi non esponendosi al freddo o all’acqua fredda o ad oggetti freddi. L’orticaria “vasculitica” è una condizione meno frequente, causata da un’infiammazione dei vasi sanguigni che irrorano la pelle e i cui sintomi sono più persistenti ( oltre le 24 ore) e più dolorosi. L’ orticaria “colinergica”, è causata invece, da un’eccessiva sudorazione, febbre, bagni molto caldi , situazioni in cui vengono stimolate le terminazioni colinergiche ( fibre nervose del sistema nervoso autonomo, che innervano le ghiandole salivari, sudoripare e presenti in molti organi quali: cuore, stomaco, intestino).

L’orticaria viene diagnosticata attraverso un’accurata anamnesi ( informazioni relative al cibo ingerito dal paziente, ai farmaci assunti, a ciò che è successo nella vita del paziente prima del corollario sintomatologico). Possono essere eseguiti test su pelle o sangue attraverso un esame emocromocitometrico completo o delle feci, per evidenziare parassiti intestinali, altra causa di orticaria.Talvolta l’orticaria regredisce spontaneamente senza bisogno di farmaci; di certo, gli attacchi  di prurito alle volte violenti, sono un disagio sociale e psicologico per cui  una una terapia elettiva non invasiva è la somministrazione di un antistaminco, per un tempo relativamente breve. Anche qui, ribadisco, che bagni con acqua tiepida possono alleggerire i fastidi, in questi casi, però, non si allontana l’allergene, ma si evitano lesioni cutanee da grattamento.

I rimedi naturali, che possono essere utilizzati sono il latte di magnesia, che applicato alle lesioni  lenisce il fastidio e il bruciore da prurito, oppure miscelare in un contenitore acqua calda con 1/2 tazza di amido di mais e altrattanta quantità di bicarbonato di sodio e versare tutto dentro la vasca da bagno per poi immergersi. Non va esclusa l’applicazione di “vitamina E” attraverso gel una o due volte al giorno sulle lesioni cutanee e bere tanto té verde per il contenuto di vitamina E o il té di ortica…con aggiunta ovviamente di limone o miele. Il sollievo da una sofferenza non è risolutivo nei confronti di una patologia, ma è un buon aiuto…aspettando che la malattia vada via.

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