Quando la patologia naviga in un mare di sintomi

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Nell’Ipotiroidismo sono tanti, anche se non sempre tutti presenti. Un consiglio ai genitori di adolescenti.

Scarsa energia, affaticamento, sbalzi d’umore, acne, unghie fragili, diarrea, indigestioni, crampi muscolari, difficolta’ a perdere peso, stanchezza (specialmente al mattino),disturbi del sonno, palpitazioni, disturbi visivi, possono essere i sintomi che caratterizzano l’ ipotiroidismo. Il soggetto affetto da ipotiroidismo, non sempre, presenta tutti questi sintomi, può averne solo alcuni e del resto, quando ci si riferisce a delle patologie conclamate, il sintomo è presente e persiste continuativamente in un tempo che non può più essere interpretato come un fatto “casuale”.

Tutti i disturbi sopra-descritti, si possono riscontrare anche nella storia familiare del paziente (dei genitori e/o familiari), per cui in assenza di evidenti ingrossamenti della tiroide, va effettuato comunque, un esame obiettivo, che a questo punto diviene imprescindibile.

La ghiandola tiroidea è situata nella parte anteriore del collo ed è preposta alla produzione degli ormoni (T4 eT3). Questi ormoni giocano un ruolo molto importante nel controllo del metabolismo corporeo ed intervengono in tutti quei processi energetici cellulari che sono preposti alla crescita ed al funzionamento delle stesse cellule, pertanto, si capisce bene, l’ importanza di questo organo e delle sue indispensabili funzioni per l’intero organismo. Se poi la tiroide funziona male o poco, nel senso di una insufficiente produzione di ormoni, è chiaro come possano insorgere precocemente alterazioni a carico di tutti i sistemi dell’organismo. L’ipotiroidismo è di comune riscontro nell’anziano, ma la frequenza maggiore si osserva nelle donne e nei pazienti giovani. Le cause di mal funzionamento della tiroide, possono dipendere dal sistema immunitario che ad un certo punto, a seguito di un’infezione, per esempio virale, reagisce contro strutture cellulari proprie dell’organismo e non soltanto, contro l’aggressore e  malgrado i propositi di salvaguardia e di difesa dell’organismo, si innesca un meccanismo di distruzione non controllata (autoimmunità); oppure, per deficit congeniti di sviluppo della ghiandola tiroidea stessa, o per deficit di iodio o, al contrario, per assunzione di elevate quantità di iodio sotto forma di farmaci ( lo iodio è contenuto, ad esempio, negli sciroppi per la tosse).

Se si sospetta una condizione di ipotiroidismo la diagnosi può essere confermata effettuando un prelievo di sangue per misurare la concentrazione di ormone tireostimolante (TSH), che è un ormone prodotto dall’ipofisi (ghiandola posta nel cervello) che regola le concentrazioni degli ormoni tiroidei T3 e T4. Pertanto, un aumento del TSH, indica che la tiroide è poco attiva e deve essere stimolata (il TSH non trova nel circolo ematico le quote sufficienti di ormoni , quelli prodotti nella norma dalla ghiandola tiroidea).

Se il paziente presenta un ingrossamento della tiroide, il cosiddetto: “gozzo”, il medico può raccomandare l’esecuzione di una ecografia tiroidea, oltre gli esami di sangue, attraverso il prelievo ematico. Per cui si procede con indagini affatto invasive,  anzi, semplici da eseguire. Ricordo inoltre, che i pazienti affetti da ipotiroidismo, che seguono la terapia farmacologica adeguata, sono in grado di condurre una vita assolutamente normale. L’assunzione di “tiroxina” in compresse è praticamente priva di effetti collaterali, ma nell’eventuale comparsa di sintomi, conseguenti all’ assunzione farmacologica, basta un esame di sangue per ulteriore controllo ed, eventualmente, ridurre la dose troppo alta e sempre secondo il parere dello specialista. Ai genitori di adolescenti vorrei dare un consiglio anche in assenza del ricordo di familiarità per quel che riguarda il possibile mal funzionamento tiroideo: se vostra figlia e/o  figlio, è svogliato a scuola, ha poca concentrazione, dorme tanto o è sempre stanco, se mangia poco ma tende ad ingrassare, se è irritabile, apatico e se nel caso di una figlia si verificasse anche assenza più o meno lunga del ciclo mestruale, è bene senza allarmarsi, consultare il proprio medico di famiglia ed eventualmente procedere con gli accertamenti riguardanti la tiroide. Mi permetto, altresì, di aggiungere che è necessario consultare il proprio medico di famiglia o lo specialista del settore quando un sintomo diviene motivo serio di malessere e mai consultare “GOOGLE” per la comprensione del proprio malessere, poichè, come lessi tempo addietro “simpaticamente”: secondo “GOOGLE” saremmo dovuti morire ieri!!  Questo “monito” per tutti noi, vale per qualsiasi forma di patologia e/o sospetto di patologia.

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