Quando i grottesi fanno ooh. L’esempio degli amici di oltre confine

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Vecchi campanilismi addio. E nasce Racalgrotte. Meglio mettersi insieme per cantare e contare di più. Una riflessione di Ignazio Scimè alla vigilia di Natale

RacalgrotteAl grande concerto di Natale a Grotte, nella scuola che porta il nome di Leonardo Sciascia, c’ero pure io: casualità o causalità? Mi verrebbe da dire che in mezzo a tanta bei cristiani grottesi c’era un racalmutese. Nasce in me spontaneo il confronto tra la comunità grottese e quella Racalmutese e mi chiedo se quella racalmutese si può oggi definire ancora una comunità? Il vecchio ed ormai trapassato campanilismo Grotte-Racalmuto lo ricordo attraverso dei simpatici eventi che sono parte della nostra memoria, delle nostre tradizioni: oggi li racconto, spesso insieme agli amici di Grotte, come momenti divertenti del nostro recente passato.

Il campanilismo trasse le sue origini da ragioni economiche e di confine che poi assunse connotati di “difesa delle tradizioni” portando le popolazioni ad odiarsi e ad invidiarsi, spesso peraltro simili tra loro.

Il campanilismo presuppone una incompatibilità ed una diversità culturale, sociale, e sportiva. Oggi in tempi di globalizzazione e di internet tutto ciò non può più esistere oppure potremmo vedere rivivere campanilismi Globali: cinesi che dicono “immiruti” agli europei e questi che dicono “scarcagnati” ai Cinesi; gli europei che dicono “tasci” agli americani e questi che ci dicono “paraccara”.

Si racconta che una pattuglia di Carabinieri Sabaudi, dopo l’Unità d’Italia, fermò una carrozza omologata a portare cinque persone ed invece ne conduceva sei, perciò constata l’infrazione, volevano elevare la multa, ma tra i passeggeri c’era un arguto avvocato racalmutese che la contestò in questo modo:

Avvocato – I Cristiani sulla carrozza sono cinque e non sei

Carabinieri – no, li abbiamo contati bene e sono sei

Avvocato – non mi spiego, siamo cinque Cristiani ed un Grottese. Perciò siamo in regola.

Ma l’altra sera al concerto, avvertivo la mia presenza estranea quasi sanzionabile, non per essere un racalmutese tra i grottesi – anzi, con molti di loro ci siamo scambiati calorosi ed affettuosi auguri –  insomma mi sentivo io il racalmutese in più sopra una nobile carrozza dove tanti Cristiani grottesi grandi e piccoli festeggiavano l’orgoglio della loro Comunità, davano voce alle loro anime pulite ed al loro futuro tramite le voci candide dei loro bambini.

Bravi amici di Grotte, e scusate se mi sono intrufolato: un concerto di Natale bellissimo emozionante messo su con le voci dei bambini e con giovani talenti del vostro paese, il tutto a costo zero che ne fa apprezzare ancor di più l’autenticità la spontaneità la genuinità ed il senso di appartenenza ad una comunità sana.

Assistere ad uno spettacolo di una comunità a Natale dove cantano i bambini è quasi scontato dire che è stato tutto bello.

In tempi di antipolitica parlare bene dei politici è arduo, ma io lo ne voglio parlare. In quella manifestazione sono intervenuti la signora Presidente del Consiglio di Istituto Mirella Salvaggio, il Presidente del Consiglio Antonio Carlisi, il Dirigente Scolastico Santino Lo Presti, il signor sindaco Paolino Fantauzzo e tutti nei loro interventi hanno convenuto sull’importanza della Comunità, sul valore della Solidarietà come elementi fondamentali per assicurare il Diritto al futuro a tutti, ma principalmente ai figli di Grotte.

Sono solo parole? Scusate se è poco ma per me racalmutese è tanto e scusate ancora se ho fatto partire l’applauso. I bambini sono la voce dell’anima quando cantano, quando piangono, quando parlano e quando fanno OOOH.

A Racalmuto non so se parlano o piangono, è certo da due anni che non cantano e quest’anno la notte di Natale andate presto a fare OOOH, non andate in piazza perché c’è solo un pino secco “addubbatieddu” e senza addobbi.

Cosa ci separa amici di Grotte? Se ci pensate solo una invisibile linea che si chiama “la Cumpina” (il confine), che attraversa il vostro centro abitato. Questa vicinanza aderente mi lascia sperare che un giorno ci possiate contagiare il vostro senso civico e perché non potersi vantare e dire che Racalmuto ha un Sindaco “di la Cumpina”.

Ovviamente questa volta diremo 10.000 racalmutisi e un Cristianu pi Sinnacu.

Oppure fondere i due paesi in una sola Racalgrotte il Sindaco ce lo abbiamo Paolino Fantauzzo, un buon padre di famiglia, un galantuomo, un uomo semplice e buono. Sarà efficiente? Non lo so ma sicuramente in quanto buono non farà male. E già è tanto. Magari ne avessimo avuti. Quanti ne abbiamo già passati, parola mia, parola di racalmutese.

Con l’augurio che la Nascita di Cristo possa portare pace e redenzione ed essere una Rinascita per tutti,

Buon Natale.

Ignazio Scimè

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