Qual è l’arma segreta di Berlusconi?

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Tutte le voci che circolano in questi giorni nei Palazzi del Potere, dove le parole vanno in giro senza freni e dove c’è anche chi sostiene che Letta mollerà la Cancellieri

Silvio BerlusconiMentre Genova brucia, i no Tav assediano il centro di Roma ed assaltano le sedi del Pd. Mentre l’italiano medio e non solo si interroga se l’Imu va pagata oppure no e come si chiamerà veramente, mentre eserciti di economisti laureati cercano di spiegarsi e spiegarci cosa contenga veramente la legge di Stabilità, mentre quelli che ieri ci dicevamo che dall’Euro non si scappa e che il Rigore era l’unica promessa di felicità, ovviamente futura, e guardate come sono stati bravi a far di conto a Berlino, gli stessi  oggi ci spiegano trionfanti che di Rigore si muore, che la Germania fa la faccia feroce perché vuole seppellirci sotto il suo eccesso di esportazioni, che qui o si cambia o si muore, anche il mite Letta, nipote, fa la faccia feroce e pure Grillo non si sente tanto bene e arringa folle sempre più sparute.

Però dicono che se si vota Grillo avrà il 51%, anche se non si capisce da chi, dicono che Letta e Renzi a gennaio andranno alla partita finale, che Letta mollerà la Cancellieri, che è ormai bruciata anche se ora l’hanno salvata tra gli improperi e gli scoppi di risa increduli e incazzati di chi non riesce a capire  perché in Italia siamo sempre così. Dicono che Renzi e Letta faranno la pace fino al 2015, anzi no, dicono che Renzi gliela farà vedere a Letta prima del 2015 o che sarà Letta a fargliela vedere a Renzi. Dicono che il Cavaliere disarcionato  ha l’arma segreta contro i Renzi e gli Angelini, dicono che un Cavaliere senza Cavallo sarà ancora più scaltro e veloce di quelli che pensano di avercelo ancora il cavallo, o il cavillo. Se ne dicono di cose in quei Palazzi dove le parole vanno in giro senza freni. Dicono che servirebbe un cuneo fiscale, una riforma della giustizia e della burocrazia, dicono che bisognerebbe risanare i conti, ma senza penalizzare la crescita, dicono che servirebbero meno leggi, ma più giuste, incentivi per le aziende e lotta alla disoccupazione, dicono che il fisco dovrebbe colpire gli evasori e non far morire quelli che di tasse ne pagano anche troppe. Ne dicono di cose in queste ore, parlano, parlano, non fanno che parlare. Eppure mentre editorialisti incazzati annunciano rivolte in arrivo, mentre l’Italia sprofonda sotto fiumi di fango, perché non s’era mai vista in un millennio tanta acqua, come se avessimo reale memoria di ciò che è avvenuto sulla terra nell’ultimo millennio, mentre eserciti di amministratori locali vanno in tv a parlare dei loro territori devastati con la faccia di chi non s’era mai accorto che erano state costruite città sui letti dei fiumi, lassù nei Palazzi dove non ci sono mai poveri, là dove le menti si suppone migliori della Patria si interrogano pensose su cosa fare per uscire dalla crisi, in quel mondo parallelo dove tutto sembra lecito fuorché l’azione, in quel luogo eminente eserciti di temporeggiatori si accalcano alla buvette e un poco attoniti si chiedono, ma dove andrà questo paese, dove andremo a finire? E qualcuno malinconico sospira, ah, non ci sono più i buoni elettori di una volta, com’è diventato irragionevolmente mutevole, volatile, il popolo italiano, che fu bue ed ora ha smarrito anche la memoria, della sua complicità.

Luigi Galluzzo

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