“Se Renzi vince sarà scissione”

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La profezia di Massimo Cacciari e la sindrome autodistruttiva del Pd

Massimo CacciariElettori, simpatizzanti, ma anche chi del Pd non gliene può fregar di meno in queste ore osservano allibiti il teatrino autolesionista messo in piedi dal Partito Democratico intorno al mercato delle tessere e in vista delle Primarie dell’8 dicembre. E la domanda che tutti si fanno è una sola. Perché un partito che ha il paese in mano, che vincerebbe di gran carriera la elezioni se si votasse, a cui schiere di italiani si affiderebbero volentieri in questo momento, fa di tutto per dissolversi così, senza una ragione né un motivo, pochi mesi dopo appena un’altra auto dissoluzione, quella bersaniana?

La risposta deve essere scritta nel codice genetico del centro sinistra italiano, un amore nato e cresciuto male tra due anime forse troppo poco affini, ormai e chiaro, sempre pronte a combattersi, sempre pronte a farsi del male pur di non lasciare troppo campo all’alleato nemico. Solo così si spiega il ripetersi diabolico degli stessi errori, sempre e comunque. Così che uno che comunque se ne intende come,il filosofo Massimo Cacciari già predice: se Renzi vince sarà scissione, impossibile far piazza pulita delle eterne nomenclature ex Pc. Del resto il sindaco di Firenze è troppo democristiano per poter piacere agli ex comunisti. Troppo forte la voglia di vederlo rotolare nella polvere dal giorno dopo in cui dovesse insediarsi a Sant’Andrea delle Fratte. Il desiderio coscio ed inconscio dei suoi avversari sembra essere uno solo. La disfatta postuma, se appunto veramente vincerà per l’Immacolata, di Renzi, val bene un’altra stagione all’opposizione. Meglio perdenti nel paese che perdenti in casa proprio. L’eterna questione della sinistra autolesionista.

Luigi Galluzzo

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