“Salvo”, tutto siciliano, vincitore a Cannes: ma che fatica fare cinema in Italia

|




I registi palermitani Fabio Grassadonia e Antonio Piazza con il loro film girato tra Enna e Caltanissetta hanno ottenuto grandi consensi al festival francese. Ma hanno impiegato cinque anni per realizzare la loro opera che ha incantato i critici

Antonio Piazza e Fabio GrassadoniaQuest’anno sono due registi palermitani i nostri vincitori a Cannes. Con “Salvo”, che ha aperto la Semaine de la Critique, Fabio Grassadonia e Antonio Piazza si son portati a casa il Gran Prix 2013 e il Prix Révélation. E pensare che questo piccolo grande film, al momento in cui è arrivato sulla Croisette, in Italia non aveva nemmeno un distributore. E sì, questo è il paradosso del nostro cinema. Nato dal Premio Solinas, “Salvo” ci ha messo cinque lunghi e sofferti anni per riuscire a diventare un film, senza avere alle spalle né Rai né Medusa.

 

 

Ma grazie all’impegno di Massimo Cristaldi e Fabrizio Mosca, che hanno dovuto cercare appoggi e partners stranieri, tra cui il canale francese Arte, Fabio e Antonio sono riusciti ad arrivare a Cannes. Secondo alcuni questa non può chiamarsi una vittoria del cinema italiano, ma al contrario, una sconfitta dello stesso, una dimostrazione cioè, di quanto miope possa essere il sistema produttivo e distributivo italiano, che non riesce a scoprire le potenzialità di giovani talenti e che preferisce affidarsi sempre e solo ai soliti noti.

“Salvo”, girato tra le campagne di Enna e Caltanissetta, egregiamente fotografate da Daniele Ciprì, racconta la storia di un killer e di Rita, una ragazza cieca dalla nascita. Salvo uccide il fratello di Rita davanti a lei che intuisce quello che sta succedendo. Da quel momento si compirà un doppio miracolo: Rita comincia a vedere e Salvo si interroga sulla possibilità di una vita diversa.

Grassadonia e Piazza raccontano: “Durante un omicidio un killer di mafia dona la vista alla sorella cieca della sua vittima. Un miracolo, in un mondo dove i miracoli non accadono. È ancora possibile? Questa è la domanda da cui siamo partiti per dare senso alla storia di “Salvo”, film di mafia a metà tra il western e il sentimentale un sogno noir fatto in Sicilia”.

Nel film Rita è interpretata da Sara Serraiocco alla sua prima prova di attrice, mentre Salvo è l’attore palestinese Saleh Bakri. Nel cast anche il nostro Gigi Lo Cascio.

Pare che il giudizio della Giuria della Semaine de la Critique sia stato unanime per il film dei due cineasti siciliani che ha “stravinto” sugli altri.

Era da ben 7 anni che un film italiano non vinceva questo prestigioso riconoscimento che Grassadonia e Piazza hanno dedicato a Falcone e Borsellino. E questo Gran Premio apre anche un barlume di speranza a tanti giovani che possono sognare di fare il proprio film anche senza l’appoggio di colossi produttivi. Con tanta fatica però.

Anna Rita Peritore

 

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *