“No alla chiusura dei Centri di Recupero Fauna Selvatica”

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Dichiarazione di Claudia Casa e Daniele Gucciardo

alt“Esprimiamo solidarietà e sostegno incondizionato alla protesta delle associazioni che, in Sicilia, hanno sin qui gestito i Centri di Recupero della Fauna Selvatica e che, per una scelta incomprensibile ed inaccettabile del Governo-Crocetta, vedono messa seriamente a rischio la loro meritoria attività a tutela della biodiversità e per la divulgazione tanto dei valori quanto delle conoscenze e delle competenze necessarie per realizzare un rapporto corretto tra l’uomo e la natura”.Inizia con queste parole di decisa disapprovazione la nota che Claudia Casa e Daniele Gucciardo, rispettivamente presidente e vice presidente del Circolo Rabat di Legambiente di Agrigento, hanno oggi diffuso per manifestare chiaramente il loro no alla chiusura dei Centri di Recupero della Fauna Selvatica.

“Balzare agli onori o, per meglio dire, al disonore delle cronache nazionali-scrivono Casa e Gucciardo-  per scelte evidentemente avventate ed assolutamente dissonanti in relazione al peso che le questioni ambientali dovrebbero avere in vista di un effettiva ripresa economica della Sicilia, è disciplina in cui il Governo-Crocetta, al pari di quello che lo ha preceduto, sta eccellendo, con buona pace di tutte le promesse elettorali che poco più di un anno fa avevano disegnato ben altro orizzonte per questa nostra sfortunata terra e per il suo patrimonio di beni naturali, paesaggistici e culturali.
La decisione di azzerare il capitolo di spesa per i Centri di Recupero della Fauna Selvatica, disattendendo quanto previsto dalla stessa normativa regionale, oltre che da quella nazionale e comunitaria, trova il suo contraltare nella norma inserita in finanziaria e giustamente impugnata dal Commissario dello Stato di concedere alle compagnie petrolifere operanti in Sicilia un sostanziale “sconto” sul pagamento delle royalties. Attendevamo un deciso cambiamento di rotta da questo Governo e invece, ancora una volta, saremo costretti ad alzare le barricate per difendere il nostro territorio e la salute di chi lo popola, siano essi uomini, piante o animali.
Agli amici del CTS che operano su Cattolica Eraclea ed a cui tante volte, in questi anni, ci siamo rivolti per soccorrere e curare animali feriti, come pure ai colleghi della LIPU, del WWF e del Fondo Siciliano per la Natura che gestiscono gli altri centri siciliani, diciamo pertanto-concludono Casa e Gucciardo- di non mollare e di ritenerci a disposizione per rafforzare la loro vertenza e contribuire a raggiungere l’unico risultato sensato, vale a dire la continuazione della loro operatività con le garanzie dovute da parte della Regione che ne beneficia”.

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