“L’uso della violenza sulle donne una vergogna intollerabile”

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Si celebra domani la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La riflessione di Maria Iacono, parlamentare del Pd, molto impegnata alla Camera, unitamente a tante altre sue colleghe, su questo fronte

altLa giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulla donna costituisce una straordinaria opportunità di riflessione, denuncia e proposta per ribadire, innanzitutto, che il femminicidio e l’uso della violenza sulle donne rappresentano una vergogna intollerabile. La lotta alla violenza di genere ed al femminicidio, soprattutto negli ultimi anni, ha assunto una posizione centrale nel dibattito culturale e politico del nostro paese. Il merito va attribuito, oltre che alle tante associazioni che ogni giorno, con il proprio lavoro conducono una difficile battaglia di sensibilizzazione culturale e di ascolto, alla grande novità rappresentata dalla presenza di molte donne nelle aule parlamentari.

Infatti, non è un caso che il parlamento Italiano abbia assunto nei mesi scorsi un impegno preciso che va nella direzione del contrasto al fenomeno della violenza di genere e della lotta al femminicdio. La ratifica della convenzione d’Istanbul e l’approvazione di una nuova legge in grado di contrastare il fenomeno della violenza di genere rappresentano un buon inizio ed introducono tutta una serie di norme tali da porre la legislazione Italiana in linea con le principali democrazie Europee. Ritengo, pur nella consapevolezza che la strada per la piena affermazione dei diritti delle donne sia ancora lunga, che la legge sul femminicidio abbia il merito d’introdurre norme significative sul piano dell’inasprimento delle pene come ad esempio l’allontanamento dal nucleo familiare del marito violento o il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Anche sul piano del riconoscimento dei diritti la Legge rappresenta un buon inizio, attraverso, per esempio, il rilascio del permesso di soggiorno per le donne straniere vittime di violenza o lesioni. Molto spesso, la violenza sulle donne non è frutto di un raptus, ma rappresenta il culmine di una serie di violenze di carattere fisico, psicologico o economico. In Italia la violenza sulle donne raggiunge livelli di diffusione altissimi, le cifre sono agghiaccianti, troppe donne e ragazze sono morte, centoventisette nel 2012, venticinque dall’inizio dell’anno e tale fenomeno riguarda sia il nord che il sud del territorio Nazionale; sono giovani donne o madri di famiglia, tra i 25 e i 54 anni, le vittime elette dell’insania dell’uomo.
Senza contare che un recente studio ha dimostrato che la violenza sulle donne costituisce un costo che equivale a ben 17 miliardi di euro l’anno, costi che sommano spese sanitari(460,04milioni), consulenza psicologica(158,07milioni), farmaci (44,04 milioni), problemi di ordine pubblico(235,07 milioni) e quelli di ordine giudiziario (421,03 milioni).
Credo che la lotta alla violenza di genere debba essere condotta soprattutto sul piano della prevenzione e dell’acquisizione di una nuova cultura, in cui il rispetto della dignità femminile abbia centralità.
non a caso nella stesura della Legge abbiamo tentato con ogni mezzo di rendere ancora più capillare la presenza dei centri donna , dei telefono aiuto e dei centri d’ascolto .
infatti la Legge predispone un piano triennale dal 2013 al 2015 con una dotazione finanziaria , fortemente voluta dal gruppo del partito democratico , che ammonta a 27 milioni di euro. Le statistiche ed i numeri dicono che dove maggiore è la presenza di una rete solidale fatta di associazioni , sportelli di prevenzioni e centri donna minore è l’incidenza della violenza di genere.
Sono convinta che il ruolo di tali strutture sia indispensabile sia sul piano della prevenzione e della denuncia sia sul piano della diffusione di una nuova cultura .
IL Piano antiviolenza previsto dalla norma introduce ,tra l’altro, azioni di prevenzione, educazione e formazione volti al recupero dei maltrattanti ed alla sensibilizzazione dei media ad adottare codici di autoregolamentazione per una informazione che rispetti le donne.
Durante l’elaborazione del testo normativo ho lavorato in sinergia con il territorio e con le raltà associative presenti al fine di elaborare proposte emendative al testo e renderlo migliore.
In provincia di Agrigento noto un grande fermento intorno ai temi della violenza di genere, grazie soprattutto alla presenza di molte associazioni e di molte donne straordinarie che attraverso la promozione di dibattiti e di confronti pubblici fanno della nostra provincia un avanguardia culturale sul piano della diffusione dei valori della parità di genere.
Mi sento di ringraziare ed esprimere apprezzamento per le tante iniziative che si stanno svolgendo in questi giorni proprio nella nostra Provincia, da Agrigento a Raffadali da Favara a Campobello di Licata.
E’ evidente che la presenza in molti consigli comunali ed in molte giunte Municipali di tante donne costituisce un’ulteriore motivazione per lanciare una piattaforma condivisa in termini di difesa e promozione della dignità delle donne.
Le iniziative di questi giorni costituiscono l’esempio di una rete diffusa di presenze associative ed istituzionali che lavorano sul territorio.
La possibilità di costituire consulte femminili e commissioni per le pari opportunità in ogni realtà istituzionale della Provincia di Agrigento possono costituire un momento di crescita e di scambio di buone pratiche sul piano culturale e sociale.
La scuola, ha assunto quel ruolo fondamentale che si sta caratterizzando sempre più come luogo primario vocato al superamento delle disparità tra uomini e donne, su questi temi le nostre scuole hanno dimostrato grande sensibilità promuovendo anche progetti volti a conoscere l’impianto normativo e e le politiche di contrasto alla violenza di genere. Proprio la settimana scorsa ho accolto alla camera un gruppo di studenti e d’insegnati del comune di Ribera per discutere ed approfondire i temi della lotta al violenza di genere.

Maria Iacono

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