“La gente ha istintivamente rigetto verso i vecchi amministratori”

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L’arciprete di Racalmuto, Don Diego Martorana, esprime la sua opinione sulla proposta lanciata da Gaetano Savatteri: “Il nostro è un paese che litiga senza costruire. Abbiamo bisogno di serenità e serietà. Niente più giochi nascosti. Auspico amministratori nuovi, onesti e con un lavoro stabile”

Don Diego MartoranaL’arciprete prova ad uscire dalla sagrestia della Matrice. Dà un’occhiata alla piazza quasi vuota di Racalmuto e parla di un paese malato. E non prova nemmeno ad immaginare come sarà il futuro, perché non vede nulla all’orizzonte. Nulla di nuovo dal punto di vista politico, s’intende. Don Diego Martorana è deciso a dire la sua sulla proposta avanzata nei giorni scorsi da Gaetano Savatteri su questo giornale. La politica faccia fare un passo indietro a chi in questi ultimi anni ha amministrato. L’arciprete è ancor più deciso nelle scelte: “Non vedo nulla di nuovo e mi piacerebbe che chi si proporrà non solo fosse nuovo, ma avesse delle particolarità: deve essere onesto, con un lavoro stabile e senza avere mai avuto ruoli, anche per un solo giorno”.

Padre Martorana parla chiaro: “Tre elementi importanti – dice – per un rinnovo serio della classe dirigente di Racalmuto. Purtroppo fin’ora abbiamo visto, nel nostro paese, come in altri posti, una politica scellerata fatta di promesse di assessorati per sei mesi. Promesse soprattutto ai giovani senza lavoro che hanno visto il Comune come uno stipendificio e non come uno strumento per far crescere la comunità. L’abbiamo visto negli ultimi decenni come la politica, senza più partiti, ha pensato allo scambio di ruoli senza guardare nemmeno la figura che andava ad amministrare. Se siamo arrivati a questo punto è anche per queste scelte sbagliate che dovrebbero far riflettere”.
Padre Martorana, da guida spirituale del paese, non può dare un indirizzo preciso anche se, da autorità, sa per chi suona la campana. Ma stavolta è deciso a proporre quantomeno scelte positive per la guida del paese che in primavera tornerà alle urnePadre Martorana con l'arcivescovo Montenegro dopo un lungo periodo di commissariamento. “Propongo semplicemente di ragionare e di provare a scegliere persone che abbiano competenza, formazione e un livello etico-morale alto – dice l’arciprete – che abbiano già un lavoro stabile e che siano soprattutto figure che non fanno parte del lungo elenco di nomi che, anche se si tratta di persone per bene, hanno contribuito alla situazione in cui ci ritroviamo.Tutti siamo colpevoli, per carità, e per questo dobbiamo fare un esame di coscienza e dire che almeno per una volta si deve lasciare spazio ad altri, a chi si vuole impegnare senza chiedere nulla in cambio. I giovani purtroppo devono capire che amministrare non significa trovare un posto di lavoro. Ci vuole esperienza non amministrativa, ma di onestà e intelligenza, passione e carattere decisionale”.
“Chi andrà a fare il sindaco – aggiunge – ha bisogno di una squadra che non ricatti e che lavori sulle cose ordinarie. La gente crede che un sindaco risolve i problemi. Non è così, non può più esserlo. Qui vengono tante persone a condannare chi amministra, tutti vogliono il posto di lavoro. Nessuno può darlo. Il sindaco oggi ha tanti limiti, oltre a quelli economici. Si condannano oggi i commissari, ma ci chiediamo perché siamo arrivati a questo?”.
E aggiunge: “Io parlo con la gente, con gli anziani, con i ragazzi. Nulla in contrario su chi ha un passato politico svolto con serietà. Ci sono stati anche buoni esempi. Ma istintivamente la gente ha un rigetto per le vecchie figure. E sono vecchie anche quelle che anche solo per un giorno hanno amministrato. Il senso del popolo non sbaglia”.

RacalmutoE’ molto deluso Don Diego Martorana di come sono andate le cose. E’ deluso del silenzio di questo paese e del fatto che nemmeno una lunga pausa di commissariamento abbia determinato il vero cambiamento: “Non c’è stato soprattutto nelle persone – dice – perché Racalmuto è una comunità che litiga senza costruire. Abbiamo bisogno di serietà e serenità, di freschezza e lucidità senza giochi nascosti che non portano a nulla. Purtroppo i giovani dal punto di vista politico, rispetto a molti anni fa, non sono più formati. Ecco, bisognerebbe far fare esperienza a chi dimostra nella vita di credere nelle cose che si fanno, di avere anche una certa istruzione e maturità, senza che nessuno faccia ombra ad altri”.
L’arciprete delle Parrocchie di Regalpetra intanto continua ad essere pastore di anime. Sta accanto agli anziani, alle famiglie, ai giovani, alle coppie. Sembra giovane, ma sente il peso degli anni e di un lavoro fatto quotidianamente accanto alle persone: “Tutto il clero e i tanti collaboratori che abbiamo – dice – cerchiamo di dare una mano ai giovani che non è vero che sono spenti. Abbiamo tante risorse che lavorano in silenzio, senza clamori. Racalmuto – conclude – merita una volta per tutte un disegno nuovo, con la speranza che alla fine il nuovo non ci deluda perché cambiato dalla politica e dagli interessi”.

Salvatore Picone

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