“Il tuo racconto per Malgrado tutto”, cronaca di una emozionante serata

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Ieri a Montallegro la premiazione. Cala il sipario sulla prima edizione del nostro concorso. Ma si riparte con “LA STRADA”

altGioacchino Lonobile, come abbiamo già pubblicato, con il racconto “Benvenuti in Italia” è il vincitore della prima edizione del Premio “Il tuo racconto per Malgrado tutto“, promosso dal nostro giornale. L’autore racconta un viaggio verso il nord su un treno maleodorante, soffocante, noioso, lento, che pure attraversa paesi, che se fosse un itinerario letterario, avrebbero i nomi di Sciascia, di Pirandello, Quasimodo, Bufalino, Brancati, Vittorini, Consolo, Verga. Scrittori che hanno fatto la storia della Letteratura italiana.

Luoghi che affondano radici profonde tra mito e storia. Eppure, varcato lo stretto, su una Freccia del sud costretta a fare i turni con altri treni, su binario unico, si ha la sensazione amara di un “Benvenuti in Italia“, una realtà “altra”, una cesura traumatica.

La cerimonia di consegna dei riconoscimenti ai quindici finalisti, tra i tanti che hanno partecipato al concorso, si è svolta all’Auditorium di Montallegro, nell’ambito delle iniziative del “Festival dell’Editoria, della Legalità e dell’Identità siciliana“. Sul palco la conduzione è stata curata dal direttore Egidio Terrana, dal giornalista e scrittore Gaetano Savatteri, presidente della Giuria, e dalla giornalista Anna Maria Scicolone, i quali hanno aperto con un fuori programma: un omaggio agli organizzatori di Kaos, consegnato a Giuseppe Zambito, artefice principale del festival, che ha voluto ospitare il Premio diGaetano Savatteri, Anna Maria Scicolone e Egidio Terrana Malgrado tutto in seno alla manifestazione sull’editoria; e una menzione speciale per Salvatore Alfano, autore del blog www.parloinfoto.blogspot.com, che da qualche anno si propone di raccontare attraverso la fotografia la vivacità culturale della nostra realtà territoriale.
Sono stati, quindi, chiamati ad intervenire sul palco nove dei quindici finalisti che hanno ricevuto l’attestato di partecipazione e i cui racconti, assieme a quelli dei vincitori, sono entrati a far parte del libro “I racconti di Malgrado tutto” curato da Salvatore Picone ed edito dal nostro giornale. La copertina, molto apprezzata dai lettori, è impreziosita da una fotografia di Alessandro Giudice Jyoti e un disegno di Giusi Mulè.

La Giuria presieduta da Savatteri, e composta dalla preside Agata Gueli, dallo scrittore e critico letterario Salvatore Ferlita, dallo scrittore e giornalista Carmelo Sardo, dai giornalisti Giancarlo Macaluso e Gero Micciché e da Paolo Terrana, segretario del Premio, ha ritenuto meritevoli di entrare in finale: Calogero Flavio Albano, con il racconto “La riunione del Consiglio comunale”, un racconto intriso di ironia, che mette in ridicolo i consiglieri comunali, capaci di scatenare la fantasia pur di risolvere un problema, scadendo nel ridicolo e nell’assurdo; Magda Messaglia con il racconto “Rutilium Falerno”, un titolo che rimanda direttamente al tema del premio ‘”il mare colore del vino”, la quale non è riuscita ad essere presente alla cerimonia; l’attore, giornalista, scrittore, Raimondo Moncada (che ha ricordato il suo ultimo libro umoristico “Mafia ridens, ovvero il giorno della cilecca”) premiato per il racconto “Il pastore tedesco”, che narra la storia di un uomo costretto a correre sempre e spesso impedito dal passaggio delle pecore, che ad un certo punto opta per ritmi di vita più lenti e piacevoli e decide di acquistare un gregge e fare il pastore a tempo pieno; Rossella Nicoletti, appena ventenne, premiata per il racconto “Diario di una ragazza normale”, un omaggio al ritorno alla normalità, che non è noiosa come pensano tanti giovani, purtroppo, ma viene vissuta come una conquista, dopo la malattia; Rossella ha deciso di fare l’oncologa per aiutare altri a sconfiggere il male che l’ha afflitta; il premio è stato consegnato alla madre, le cui parole molto toccanti e colme di orgoglio per la maturità e la forza della ragazza hanno commosso il pubblico; è stata quindi la volta di Ester Rizzo (con il racconto Doralice), un titolo che, come ha spiegato l’autrice, ha un significato profondo perché significa “dono dell’alba” e si riferisce all’esperienza da lei vissuta indirettamente attraverso il racconto L'intervento dell'assessore regionale Nelly Scilabradel’esperienza perigliosa vissuta da alcune donne immigrate nel nostro mare Mediterraneo; Ester Rizzo, licatese, si è occupata di censire la toponomastica femminile e ha rivelato, con una certa amarezza, che soltanto il quattro per cento delle nostre vie e delle nostre piazze è dedicata a delle donne, comprese sante e madonne; un riconoscimento è andato all’attrice Lia Rocco per “Piccola storia in forma di ballata”, la quale pur non presente per motivi familiari, è stata applaudita anche per la curiosità della sua scelta stilistica del racconto; è stata quindi la volta del giovanissimo e promettente Amedeo Rubino, con “Aqua“, il quale ha interpretato in pieno il tema del premio, e che ha ammesso di avvertire da alcuni anni un forte bisogno di scrivere, soprattutto di notte, quando si sente più ispirato; commossa Angela Spoto in finale con il “Bolero Mediterraneo” dedicato al suo nipotino Ettore, che nel racconto vuole essere il simbolo di una visione positiva di futuro e il superamento dle paure che affliggono la nostra esistenza; infine Ettore Zanca, con “Archeologia mondelliana”, un racconto con un incipit accattivante, che ad un certo punto giunge alla conclusione che i ricordi sono come il pane con la milza, perché riaffiorano prepotentemente anche quando che ti sembra di averli ormai “digeriti”. Zanca, palermitano, ha incaricato l’amico Raimondo Moncada di ritirare il premio, manifestando il suo rammarico per non poter essere presente. La cerimonia è proseguita con un video messaggio di Carmelo Sardo, il quale ha voluto rivolgersi direttamente ai finalisti e ai vincitori del premio:“Sono particolarmente onorato di far parte della giuria  “Il tuo racconto per Malgrado tutto”- comunica da Roma Carmelo- e sinceramente dispiaciuto di non poter essere presente alla cerimonia di premiazione. Credetemi, non pensavo che il livello dei manoscritti fosse così elevato, tanto da crearmi non poche difficoltà nel dover selezionare i preferiti. Segno di una maturità intellettiva e creativa che lascia ben sperare per il futuro della letteratura. Mi sento pertanto in dovere di ringraziare tutti i partecipanti per il dono delle loro opere che ci hanno fatto e di complimentarmi con i vincitori e non ultimi con gli organizzatori cari amici di “Malgrado tutto” nella speranza che il concorso continui negli anni. “

Si è quindi entrati nel vivo con le tre menzioni speciali: ad Alessandra Frontini (Annessi e connessi . Termodinamica di una carriola), che vive a Verona.ed ha quindi inviato un messaggio di ringraziamento per il riconoscimento al suo racconto, dedicato ad un singolare personaggio, alla sua carriola e al mondo che gli gira intorno; a Pietro Pancamo (anche lui assente giustificato) per il racconto “Serafino preposto al coraggio” premiato per la scelta alquanto insolita di rendere protagonisti gli angeli assieme agli esseri umani, considerandoli presenti e agenti nella nostra vita; infine a Ignazio Scimè autore del racconto “Il minatore analfabeta”, il quale ha inteso documentare l’esistenza di un minatore analfabeta di Racalmuto, la storia di un uomo, ancora vivente, che altrimenti sarebbe stata destinata all’oblio e che invece diventa protagonista con i suoi pensieri, i suoi sacrifici, le sue attese, le sue speranze.

Si è entrati, subito dopo nel vivo del Premio con la consegna delle targhe ai primi tre classificati: è stata chiamata sul palco la terza classificata, Angela Mancuso per il racconto “I pesci sembrano felici”, una storia toccante, un dolore che non è possibile spegnere e per il quale non basta immaginare che forse i pesci potranno essere felici di un rapporto diverso del protagonista con il suo mare; è stata la volta della seconda classificata, Anna Burgio, visibilmente sorpresa e commossa, premiata per “Plancton”, una storia, il cui protagonista conduce un lavoro monotono in un luogo triste come l’ufficio del catasto con una finestra privilegiata sul mare, in cui l’autrice prova ad esplorare un mondo più pratico e meno riflessivo, qual è quello maschile, con un notevole sforzo di conoscenza e di assimilazione. Infine a ritirare il premio del vincitore assoluto, Gioacchino Lonobile, sono stati la sorella e i genitori, perché l’autore del racconto vive a Roma, dove lavora. A loro è stata consegnata un’opera di Giuseppe Cipolla, che, come ha spiegato lo stesso artista, è stata ispirata al tema del Premio. A consegnare il Premio è stata  l’assessore regionale all’Istruzione, Nelly Scilabra. Sul palco sono stati,infine, chiamati i giurati, ed in particolare sono intervenuti Gero Micciché, che ha apprezzato la qualità dei racconti e la ricchezza e la varietà dei contenuti, e Agata Gueli, la quale ha espresso compiacimento per la sfida lanciata da Malgradotutto alla ricerca di chi sa ancora usare la scrittura, in una realtà in cui domina un eccesso di comunicazione, purtroppo sopraffatta da strafalcioni e sgrammaticature. In conclusione Gaetano Savatteri ha lanciato il tema del prossimo Premio che è “La strada”, annunciando così ufficialmente la prosecuzione del riuscito esperimento, che ha avuto un riscontro e degli esiti ben superiori alle aspettative. L’iniziativa sarà realizzata in collaborazione con la Cmc di Ravenna che in Sicilia sta realizzando grandi infrastrutture e tra queste l’ammodernamento della SS 640 e della Bolognetta-Lercara.

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