“Il dolore non va sopportato, ma trattato”

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In Italia più di 12 milioni di persone ne sono vittime. Sabato farà tappa ad Agrigento e Favara la terza edizione di “Cento città contro il dolore”. L’iniziativa mira a far conoscere ai cittadini cosa devono fare e a chi  devono rivolgersi per evitare inutili sofferenze

alt“Troppe persone sopportano inutilmente il dolore senza rivolgersi a specialisti oppure, per disperazione, fanno ‘shopping sanitario’, assumendo farmaci che possono peggiorare la situazione – dice il dott. Antonio Liotta –. È in questa ‘malpractice’ che il dolore può cronicizzarsi e diventare vera e propria malattia. Ma il dolore, di qualsiasi natura sia, non va sopportato, va trattato “. Per informare i cittadini sulle terapie disponibili contro il dolore e sui centri specialistici presenti sul territorio sabato 12 ottobre 2013 fa tappa anche ad AGRIGENTO ed a FAVARA la terza edizione di “Cento città contro il dolore”, la Giornata internazionale organizzata dalla Fondazione ISAL.

Promossa sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, la Giornata internazionale prevede iniziative in oltre 90 comuni italiani, con puntate anche in Australia, Belgio, Canada, Colombia, Germania, Gran Bretagna, Malta, Olanda e Spagna.

Ad AGRIGENTO l’appuntamento è in PIAZZA CAVOUR (VIALE DELLA VITTORIA), dove, dalle ore 10.00 alle 13.00, medici e volontari dell’associazione ISAL spiegheranno ai cittadini come e dove sia possibile curarsi e divulgheranno il numero verde gratuito della Fondazione ISAL, a cui è possibile rivolgersi per avere consigli e aiuto. Verrà anche distribuita la guida “La cassetta del pronto soccorso del dolore”, elaborata dal gruppo di esperti di Change Pain (iniziativa internazionale promossa da Grunenthal). A FAVARA l’appuntamento è sempre il 12 ottobre alle ore 16,30 al Castello Chiaramonte dove si svolgerà una conferenza/dibattito con relatori ANTONIO LIOTTA (presidente ISAL Agrigento) e GERALDO ALONGI (vice presidente ISAL e direttore Hospice Clinica del Dolore dell’Azienda Ospedaliera S. Giovanni di Dio).

Anche quest’anno verrà chiesto di compilare un questionario, i cui risultati verranno presentati al ministero della Salute. Con un contributo minimo di 5 euro, si potrà inoltre avere una confezione di confetti di Sulmona: il ricavato sarà utilizzato per finanziare la ricerca sulle patologie dolorose e per sostenere il progetto “Africa senza dolore”, che prevede la formazione in Italia dei medici del reparto oncologico creato al Bugando Medical Center di Mwanza, in Tanzania, dall’associazione Vittorio Tison.

Che sia causato da mal di schiena, mal di testa o da patologie del sistema nervoso, che abbia origine oncologica o traumatica, si stima che il dolore colpisce circa 12 milioni di italiani – il 20% della popolazione – con conseguenze su qualità della vita, lavoro, costi sociali e sanitari: sarebbero oltre un miliardo le ore lavorative perse proprio a causa del dolore, con una spesa di circa due miliardi di euro per prestazioni e farmaci, spesso inappropriati.

All’iniziativa della Fondazione ISAL hanno aderito numerosi partner, tra cui Grunenthal Italia, che ha dato il suo contributo incondizionato. “Il nostro apporto – spiega Thilo Stadler, amministratore delegato della azienda farmaceutica – si concretizza anche con l’esperienza che maturiamo a contatto diretto con i medici di base, gli specialisti e i terapisti del dolore, per i quali sviluppiamo costantemente iniziative di formazione e informazione, affinché si affermi con sempre maggiore forza e diffusione il concetto, ispiratore della legge 38, dell’importanza di affrontare il dolore  come sintomo e di curarlo come malattia”.

Giuseppe Piscopo

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