Quando il Prof. sa accarezzare l’anima dei suoi studenti

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Le toccanti testimonianze degli allievi di Salvatore Messana. “Prof, con i suoi insegnamenti, lei è in ogni cosa intorno a noi. E’ nel sapore salato delle lacrime che bagnano i nostri volti, è nelle pagine dei nostri libri, è in mezzo alle parole che scriveremo giorno dopo giorno…”

Salvatore Messana

“Una persona che non lasciava mai indifferente chi ha avuto la gioia di conoscerlo”, ha scritto Gaetano Savatteri su Malgrado tutto nel ricordare Salvatore Messana. E’ quanto di più vero si possa dire di Salvatore, sia dell’uomo che del docente.

E oggi a confermarcelo ulteriormente sono le toccanti testimonianze dei suoi alunni, che la famiglia ci ha cortesemente concesso di pubblicare.

Siamo sicuri che Salvatore, particolarmente impegnato in questo momento a disquisire in Paradiso con uno stuolo di angeli, troverà un po’ di tempo per leggere le parole cariche di stima, d’affetto e d’amore dei suoi studenti. Pensieri dai quali traspare il profondo rispetto che nutrivano verso il loro professore e un dolore dignitoso e sentito.

“Ci ha insegnato come si affronta la vita”

“Era un professore con una grande anima-scrivono gli studenti della Terza B del Liceo delle Scienze Umane di Santo Stefano di Quisquina- un grande amico che non dimenticheremo mai per quello che, oltre ai libri di scuola, ci ha insegnato.

Ci ha insegnato come è veramente il mondo fuori dalle mura scolastiche, ed era una di quelle persone che, se aveva in mente di cambiarlo lo cambiava. Tanti sono stati gli insegnamenti per cui le dobbiamo riconoscenza, uno fra tanti come si affronta la vita...”.

“Aperto, affabile e spontaneo”

“Un giovane aperto ai rapporti interpersonali-E’ il ricordo di studenti e docenti dell’istituto Vaccarini di Catania- dotato di rara sensibilità e di equilibrio interiore, ricco di esperienze culturali che volentieri condivideva con colleghi ed alunni in maniera affabile e spontanea”.

“Contagiava e dava allegria all’anima, anche in una giornata nuvolosa e cupa”

“Allegro, colto, sarcastico, paziente, con tanta voglia di insegnare-scivono gli alunni del Liceo “Madre Teresa di Calcutta” di Santo Stefano di Quisquina-di trasmettere al prossimo più cultura possibile, con il sorriso stampato in faccia che contagiava e dava allegria all’anima, anche in una giornata nuvolosa e cupa. Così dobbiamo ricordare il nostro caro prof. Messana. In queste occasioni non si sa mai cosa dire perchè qualsiasi parola appare vuota di senso , ma al professore i fogli bianchi non piacevano per questo vogliamo dedicargli due parole.

Il prof. era quel tipo di persona che dava la forza di dire: “Ce la posso fare”, “Nulla è impossibile”, “Ci provo”, “Sbagliando s’impara! Quante volte ci ha fatto scoraggiare di fronte ad una traccia, ad un esercizio troppo difficile?

Quante volte non ci ha voluto spostare il giorno del compito, dell’interrogazione? Lo faceva perchè voleva farci diventare forti, per insegnarci a non buttarci giù di fronte alla prima difficoltà, per abituarci alla vita di tutti i giorni, alla quotidianità che troviamo dietro le mura di qualsiasi edificio, per farci diventare donne e uomini forti! Possono sembrare cose banali, ma non lo sono perchè lui non voleva farci diventare solo donne e uomini di cultura, ma voleva aiutarci a crescere forti! Ricordiamolo mentre saliva le nostre scale con quell’aria da prof. che non vede l’ora di iniziare la lezione. Ricordiamo quando ci portava i temi appena corretti, certe volte soddisfatto, ma altre no perchè: “Potevamo fare di più”, cosi diceva!

Ricordiamo quando entrava in classe con quella sua valigetta piena di libri e con il suo immancabile sorriso. Ricordiamo quando ci guardava o salutava dalla finestra; quando ci augurava buon fine settimana; quando leggeva entrando nel personaggio della lettura.

Ricordiamolo, ricordiamo tutto di lui, anche i minimi particolari, i gesti quotidiani, perchè, ora, è rimasto il suo ricordo che ci inciterà a continuare; perchè, ora, è la nostra speranza! Lui ha sicuramente lasciato un segno dentro ognuno di noi. E questa è la cosa importante! Il prof. è stato un punto di riferimento per un lungo anno fatto di sorrisi, amarezze, ostacoli, che ci ha aiutato, non a scavalcare, ma ad abbattere.

Quindi, alziamo gli occhi al cielo e ringraziamo lui e Dio per averlo portato nelle nostre vite. Non smettiamo di sorridere perchè non è questo che vuole! Le lacrime che stiamo versando devono essere gocce di memoria. La memoria di un uomo che ha affrontato tante situazioni! Adesso, non dobbiamo pensare che questo sia stato un elogio funebre, ma solo qualche parola per ricordarlo nel migliore dei modi.

Non vogliamo dirle addio, Prof, perchè, questo, non è, sicuramente, un addio, perchè lei, con i suoi insegnamenti, è in ogni cosa intorno a noi. E’ nel sapore salato delle lacrime che bagnano i nostri volti, è nelle pagine dei nostri libri, è in mezzo alle parole che scriveremo giorno dopo giorno. E’ ovunque. E non le diremo mai addio! Grazie e arrivederci, professore!”.

“Il gran libro della vita ci obbliga tutti a voltar pagina”,

è quanto scrive nella lettera di commiato ai suoi studenti dell ‘Istituto “Di Raimondi” di Lima Salvatore Messana. “I vostri sorrisi, le vostre lacrime, i vostri messaggi mi aiuteranno a capire meglio la vita e quando sarò triste mi soccorreranno. Mi avete rafforzato come uomo e come docente, mi avete stimolato nei piaceri intellettuali che spesso abbiamo condiviso. Lima non mi è stata facile e nell’ultimo anno dei lutti molto gravi hanno funestato i miei affetti familiari, ma voi con la vostra vitalità mi avete dato la forza di superare il mio dolore, pian piano mi avete ridato il sorriso e la voglia di continuare a vivere crescendo insieme a voi. Ora questa esperienza si conclude, il gran libro della vita ci obbliga tutti a voltar pagina, ma sarete tra le pagine più belle della mia storia personale. Voglio che tutta la letteratura latina che abbiamo visto insieme si condensi negli aforismi di due autori che amo tanto, Terenzio e Virgilio:  Homo sum, humani nihil a me alienum puto”. ” Tu regere imperio populos, Romane, memento: Hae tibi erunt artes, pacisque imponere morem,  parcere subiectis et debellare superbos”. Non reggerete nessun impero, però battetevi affinchè a ciascun uomo sia riconosciuta la dignità, rifiutate la superbia, siate liberi, solidali e giusti. Un forte abbraccio e grazie”.

Con gli studenti dell’Istituto “Raimondi” di Lima

E chiudiamo questo ricordo di Salvatore Messana con le toccanti parole pronunciate in chiesa dalla sorella Maria Gabriella: “Tutti, soltanto in quanto uomini, siete stati il condimento più succulento del banchetto della sua vita, tanto da fargli affermare, prima della dipartita finale, di aver gustato pienamente l’antipasto, il primo, il secondo, il contorno, la frutta ed il dolce, e di potersi permettere di alzarsi da tavola, ad appena 41 anni, sazio e soddisfatto”.

 

 

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