“Prima dei nomi la politica lavori su un programma serio”

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Il deputato regionale Vincenzo Fontana, dopo l’intervista rilasciata al nostro giornale, interviene ancora una volta sulle prossime elezioni amministrative di Agrigento ribadendo che la città deve essere “governata senza individualismi”.

Vincenzo Fontana

Vincenzo Fontana

Basta con la ridda di nomi e gli individualismi. E’ quanto afferma in una nota il deputato regionale del Ncd, Vincenzo Fontana, il quale ha sentito l’urgenza di diffondere un comunicato stampa per “essere molto chiari”, una volta per tutte, sulle prossime amministrative. Basta nomi, sembra ripetere ed è quasi un invito a prendersela con più calma e a soprassedere per il momento. Afferma: “Non voglio esercitarmi a lanciare strali e accuse alle amministrazioni precedenti, cosa che verrebbe facile e dal forte impatto mediatico e populista, scevro dal mio modo di intendere e di operare in politica, ma bisogna un reale e pesante cambio di passo per evitare che la città di Agrigento scivoli nel baratro e sia a rischio dissesto finanziario: un fatto che spero e mi auguro anche con l’aiuto del Commissario sia allontanato”.

Insomma, per Fontana, la situazione al Comune di Agrigento è talmente grave che è da irresponsabili proseguire nell’esercizio del tirar fuori nomi, senza una soluzione che possa far uscire la città dal tunnel in cui si è cacciata. Invero, l’obiettivo della nota o i suoi destinatari non sono chiari per niente. In ciascuna candidatura può esserci una proposta e un programma. Ma salta agli occhi che il messaggio sia quasi un voler ribadire cose note a persone note. “Io sto seguendo un percorso di responsabilità con il mio partito l’Ncd e con tutti i partiti interessati vista l’emergenzialità del caso Agrigento per uscire dal pantano”. Ed infatti ha dichiarato di stare accanto al commissario Luciana Giammanco (e non unico deputato) per sapere, per capire, per risolvere alcune questioni … (vedi la nostra intervista a firma di Anna Maria Scicolone)

“Per questo – prosegue nel documento – ritengo che con tutte le lacune i partiti, al di là degli steccati, come si sta facendo a Roma, debbono realmente trovare una sintesi sui temi economici, burocratici e politici per dare progettualità e linee di governo a un Comune che manca di punti di riferimento che vanno anche fuori dall’alveo politico, mi riferisco per esempio alla burocrazia e al funzionamento di tutta la macchina comunale. I servizi essenziali: il decoro urbano, il centro storico e la fascia costiera devono essere problemi da risolvere che coinvolgono i politici locali, regionali e nazionali del territorio”.

C’è già un programma sviscerato in poche righe, a parte l’invito più o meno esplicito al commissario affinché possa metterci una pezza al più presto, in modo da rendere tutto più semplice a chi siederà nella poltrona di sindaco.

Segue una serie di risultati personali raggiunti da Fontana amministratore della provincia, quali la chiusura della vicenda personale dell’Asi informatica, il raddoppio della statale 640, i concorsi interni, il rilancio del Consorzio universitario, il pareggiamento dell’Istituto Toscanini, per i quali – tiene a precisare –  che “è stata la politica e il buon governo a vincere”. Sembra un manifesto elettorale, malgrado lo stesso Fontana a questo giornale abbia dichiarato che non ha alcuna intenzione di candidarsi. E allora? Forse Fontana sta soltanto ricordando quel  che il “buon governo” ha saputo fare, e lo fa pienamente consapevole, ne siamo certi, che le situazioni sono molto diverse e le condizioni economiche ancor di più.

Pertanto avanza la proposta della “inclusione”, della condivisione dei programmi, senza steccati. Alla fine tiene a sottolineare come nomi di livello e in grado di traghettare Agrigento verso una fase di rinascita ci sono, eccome. Insomma, apertura a tutti, ma dietro un’egida Ncd. E ciò avviene nonostante siano sotto gli occhi di tutti le difficoltà e le incertezze politiche che il Nuovo Centrodestra e il ministro Alfano stanno vivendo, attacchi e richiami alla responsabilità, che dovrebbero indurre a scelte drastiche, e che invece si sciolgono in un allungamento del brodo … finché dura.

Queste le parole di Fontana: “Agrigento ha bisogno del sostegno di tutti e del coraggio dei partiti e della classe dirigente in termini includenti, poi sulla base di una linea condivisa su punti determinati si può fare qualsiasi ragionamento sui nomi ed eventualmente sul metodo: primarie o scelte sul nome che possa rappresentare meglio la soluzione alla vere cause del crollo della città. E non mi limito ai nomi dei vecchi schemi della politica, nel Ncd c’è una classe dirigente, abbiamo Sindaci, amministratori e consiglieri in gamba da Ravanusa,Sciacca e in alte realtà della nostra provincia, come nella nostra Agrigento”.

E aggiunge un invito a fugare ogni demagogia: “Dico alla politica e ai politici di ogni ordine e grado, prima di tirare nomi, bisogna lavorare su un programma serio, responsabile e fattibile depurandolo dalla demagogia e dai fumi del momento”.

Infine conclude con una frase difficilmente comprensibile che ha senso soltanto se viene sdoppiata: “all’antipolitica si risponde con la serietà e gli impegni che si prendono prima con i cittadini e il territorio” e quindi tutt’altra cosa che la “facile corsa per vedere stampati nomi più o meno veritieri come i salvatori di Agrigento”.

Se la vecchia politica intende porsi in modo diverso ai suoi elettori, lo fa nel modo meno diretto possibile. Forse ha certezza che contino ancora le disposizioni di scuderia o le intese tra partiti, dirette o trasversali che siano: l’elettore agrigentino, d’altronde, ha già dimostrato tutte le sue anomalie anche in passato per consentire l’attuazione di strategie di comunicazione politica anacronistiche e in controtendenza.

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