PRG Racalmuto: “Orrori/Errori” frutto di scarsa partecipazione dei cittadini

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Sintomatica  l’astensione dalla pratica delle “osservazioni”. I pregi e i difetti del nuovo strumento urbanistico

Giuseppina Mendola”Nella necessità di avere cura del nostro ambiente e delle risorse che abbiamo c’è una responsabilità: fare ciò che veramente serve, ciò che è veramente significativo e ha veramente un valore per la società e per il suo futuro” DOMUS, n°975, La città dell’uomo, Dicembre 2013, pag 27.

Dagli studi effettuati finora e anche a seguito degli input ricevuti dalla docente di Urbanistica I del corso di Laurea quinquennale in Architettura con sede ad Agrigento, Prof. Arch. Valeria Scavone posso, da laureanda in Architettura e da cittadina attenta, sostenere con cognizione di causa che il nuovo PRG, adottato di recente dal Comune di Racalmuto, presenta diverse criticità.

L’interesse nel parlare degli ”orrori/errori” origina dalla generale astensione dei Racalmutesi dalla pratica delle “osservazioni” – garantita dalla legge – per vari motivi, sintomatica di una scarsa partecipazione laddove più necessaria.
Personalmente, concordo con la scelta del PRG di non prevedere molte zone di espansione quanto, piuttosto, di avviare un’attività di recupero degli edifici esistenti, anche in considerazione che a Racalmuto esistono più abitazioni che abitanti. Inoltre, la cultura dei concittadini è quella di costruire nuovi alloggi nella parte alta della città, dalla zona che si espande dal ponte del Carmelo alla contrada Bovo. E’ pur vero che la parte viva del comune si sviluppa a partire dagli anni ’80 del Novecento in direzione della zona citata, ma il centro storico, memoria della nostra identità, conserva, non solo la sua bellezza, ma anche varie attrezzature e attività: piccole botteghe di artigianato, attrezzature di tipo religioso, ricreativo, civile e di istruzione.

Il centro storico di Racalmuto presenta una struttura urbanistica caratterizzata da un tessuto viario dall’andamento sinuoso fino a giungere a vicoli e cortili di forma geometrica più o meno regolari, riconducibile a modelli islamici, mentre il suo antico tracciato viario è prevalentemente di impronta araba. La distinzione tra strade/luogo pubblico – cortile/luogo privato, immediatamente percepibile, fa di Racalmuto il suo punto di forza, in quanto si è ben conservato fino ad ora.

L’unica chiesa situata fuori il centro urbano, la chiesa Maria SS. del Serrone, situata nella omonima contrada, oltre ad non essere stata menzionata nel documento della Valutazione Ambientale Strategica (cosa alquanto anomala), è stata sottovalutata come bene di interesse storico-architettonico. Infatti, i redattori del PRG hanno ben pensato di demolire la chiesetta e sostituirla con una bella infrastruttura: la rotonda. Essa, oltre a prendere il posto di questa fabbrica rurale-religiosa, dal valore di documento storico e culturale, va a deturpare il bel paesaggio che da quel punto si può osservare.
altLeggendo bene il nuovo strumento urbanistico, inoltre, ho notato la scarsa sensibilità riguardo alcune particolari attrezzature, come le fermate dei mezzi pubblici, attualmente carenti.
In compenso ho notato particolare interesse sul Piano del Colore. Strumento che dalle nostre parti non è considerato così tanto importante, ma ha una rilevanza per quanto riguarda il ripristino e la conservazione degli edifici storici.
Una proposta interessante per valorizzare il turismo e anche l’economia della comunità potrebbe arrivare invece da uno studio su un percorso turistico-letterario. Questo dovrebbe interessare tutta la parte storica di Racalmuto, connettendo tra loro edifici storici, monumenti, chiese, quali: Fontana del Raffo, Castello Chiaramontano, Chiesa Madre, Fontana dei Novi Cannola, Chiesa Maria SS. del Monte, la casa natale di Leonardo Sciascia e la Fondazione che porta il suo nome.

Di certo, il raddoppio della SS 640 porterà giovamento a Racalmuto in quanto sarà raggiungibile nel minor tempo rispetto ad ora, dalle due provincie, AG-CL; ma tale miglioramento della viabilità urbana ed extra-urbana primaria e secondaria viene pianificato senza però considerare l’orografia del territorio, con salti di quota che a volte superano i 60 m. Quanto detto, soluzione porterà a notevoli movimenti di terra e alla necessaria costruzione di muri di contenimento, la vegetazione sarà sostituita da metri cubi di cemento armato, con disagi anche a livello idro-geologico.
Sono dell’idea che la natura va rispettata e che la mano dell’uomo deve solo migliorare e non alterare le naturali condizioni geologiche.

Giuseppina Mendola

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