Porto Empedocle, quegli uomini in divisa bianca che hanno ridato speranza a migliaia di migranti

|




Oggi si è celebrata nella città la Festa della Marina Militare. Gli uomini della Capitaneria di Porto Empedocle, sin dal 2000, quando è esploso il viaggio della speranza di migliaia di poveri disperati sfuggiti da guerre e dalla fame, sono stati sempre in prima linea, notte e giorno in una continua azione umanitaria.

Un momento della cerimonia

Il suono della tromba per un emozionante minuto di silenzio per ricordare le tante vittime del mare. La lettura della preghiera del marinaio, letta dalla voce femminile ed emozionata di un sottufficiale. Il tricolore, issato sul monumento dedicato agli uomini del mare, a sventolare fiero in una calda mattinata di quasi estate.

Tre flash da immortalare per la festa della Marina Militare che ha avuto luogo questa mattina, come in tante altre città di mare, anche a Porto Empedocle.

A pochi metri dal Mar mediterraneo e dalla banchina di un porto, una volta molo di Girgenti, che vede da decenni impegnati la “Gente di mare” in divisa bianca nel faticoso impegno di salvataggio e assistenza sul fronte degli sbarchi.

E mentre le note della tromba suonavano il silenzio, il pensiero di molti è andato ai migranti stipati sull’Aquarius, in queste frenetiche ore in navigazione proprio all’orizzonte del Mediterraneo. Questa volta per una destinazione diversa: la Spagna.

Un momento della cerimonia

Proprio gli uomini della Capitaneria di Porto Empedocle, sin dal 2000, quando è esploso il viaggio della speranza di migliaia di poveri disperati sfuggiti da guerre e dalla fame, sono stati sempre in prima linea, notte e giorno in una continua azione umanitaria. Ed allora quella di Porto Empedocle, così come le altre cerimonie svolte negli altri avamposti di frontiera della costa meridionale della Sicilia, assume una importanza particolare, ricca di significati e spunti di riflessione.

Una cerimonia a cui hanno partecipato le massime autorità civili e militari della provinciali Agrigento, per un doveroso grazie a ufficiali, sottufficiali e semplici militari che, in mare e a terra, oltre al controllo delle coste, delle infrazioni alla pesca, alla sicurezza della balneazione, assicurano ogni giorno la sicurezza degli uomini in difficoltà in mare. In un Mediterraneo, come disse papa Francesco nella storica visita di Lampedusa, un vero e proprio cimitero. Senza loculi e senza lapidi.

A fare gli onori di casa il Comandante della Capitaneria di Porto, Capitano di Fregata Filippo Parisi; al suo fianco le nuove leve, i militari della Capitaneria di Porto, ed i reduci ed i combattenti dell’Associazione nazionale marinai d’Italia. Un picchetto armato ha reso gli onori militari al prefetto Dario Caputo, alla presenza del sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina e delle massime autorità civili e militari della Provincia. Ai militari e agli intervenuti, è arrivato il messaggio di saluto del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Un momento della cerimonia

Al termine della cerimonia, breve ma intensa, si è provveduto alla consegna dell’onorificenze. Assegnate le Medaglia d’oro del Ministro della Difesa per oltre 40 anni di fedele lavoro all’assistente amministrativo Renzo Ciotta; medaglia d’onore d’oro per lunga navigazione al 1° Maresciallo Carmelo Vella; croce d’oro per anzianità per 25 anni di servizio Capo di 1^ classe Antonio Greco; al 2° Capo Dario Gagliardo; al Sottocapo di 1^ classe Salvatore Casula; croce di argento di anzianità per 16 anni di servizio militare al 2° Capo Filippo Mulè; al Sottocapo di 1^ classe Alessandro Mallia. Giuseppe Piscopo

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *