Polo universitario Agrigento: torna la quiete dopo la tempesta

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La presidente Maria Immordino annuncia importanti provvedimenti a favore degli studenti. Avviati i programmati tagli: “Garantiranno la sopravvivenza di un intero corso per il prossimo anno accademico”

Maria ImmordinoE’ tempo di bonaccia al Polo universitario di Agrigento. Dopo la tempesta che si era abbattuta all’inizio del mese, quando il commissario della Provincia, Benito Infurnari, aveva disposto la decadenza dall’incarico della presidente Maria Immordino e del componente del Cda Giovanni Di Maida, ognuno è rimasto al suo posto e i programmati tagli sono stati avviati. Ieri, durante una riunione fiume del Consiglio di amministrazione, sono stati revocati gli incarichi che erano stati conferiti ai cosiddetti “comandati” della Provincia e del Comune di Licata: un risparmio di oltre 260 mila euro, che corrispondono alle indennità aggiuntive elargite dal Polo a questi impiegati per il servizio reso all’Università per alcuni giorni a settimana.

È invece rimasto al suo posto il direttore generale della Provincia, Giuseppe Vella, che però ha mostrato al Consiglio la volontà di ridursi del 20 per cento il compenso. “Un atto di buona volontà da parte sua – commenta Maria Immordino -; il provvedimento ha riguardato persone valide dal punto di vista professionale, ma in un regime di spending review e di tagli della spesa, era un provvedimento necessario, che abbiamo votato all’unanimità con il supporto anche dei soci fondatori”. D’altra parte oltre 260 mila euro sono la cifra che garantisce la sopravvivenza di un intero corso di laurea. “Abbiamo la certezza della sopravvivenza di un intero corso per il prossimo anno accademico” spiega Maria Immodino. E prosegue: “Ora possiamo guardare al futuro del Polo decentrato di Agrigento e stiamo valutando un’altra serie di provvedimenti. L’esiguità di risorse investe il mondo universitario in tutta Italia, perché viviamo in un Paese in cui, quando c’è da risparmiare, si taglia la Cultura e lo Studio”. Per dicembre è prevista un’assemblea dei soci, ma già prima si riunirà il cda per continuare sulla scia dei tagli ma in modo “da non penalizzare gli studenti”. Anzi, per gli studenti con famiglia dal basso reddito è allo studio una sorta di prestito d’onore, in modo che l’Università si possa far carico delle spese, anticipando le somme che potranno essere restituite dopo la laurea. Saranno anche previste altre misure per aiutare gli studenti e corsi gratuiti all’estero per far acquisire loro maggiori competenze con le lingue straniere. “I soci benemeriti daranno il loro sostegno, con borse di studio o premi agli studenti più meritevoli” sostiene la presidente, chiarendo che per essere socio benemerito è sufficiente la somma di mille euro all’anno, e ciò dà diritto a partecipare alle assemblee con funzioni propositive e consultive. Non è escluso che possa essere proposto l’acquisto di piccole quote del Consorzio, anche a un prezzo simbolico di uno o due euro. Lo scopo sarà sempre quello di dare sostegno agli studenti, mantenere il numero degli iscritti e garantire i corsi. La scomparsa o la riduzione dei corsi di laurea ad Agrigento si tradurrebbe in un tasso di abbandoni altissimo: “Sarebbe un delitto” dice la presidente del Polo. Insomma quella del Polo di Agrigento ha tutte le caratteristiche di una “ripartenza” e la vicenda della rimozione disposta da Infurnari sembra ormai archiviata: “Non ci voglio più pensare – afferma Immordino -; certo io avevo le mie ragioni, soprattutto giuridiche. Siamo tra persone ragionevoli: ci si è resi conto che avevo ben lavorato e che avrei potuto continuare a farlo. Non sono una persona che tiene alla poltrona; mi stanno a cuore gli studenti: avevo assunto un impegno nei loro confronti e intendo mantenerlo fino alla fine. In questa vicenda mi ha sostenuto la città: ho ricevuto attestati di solidarietà da tutti i soci fondatori; il sindaco Marco Zambuto si è detto disponibile a fornirmi a titolo gratuito personale del Comune, e così anche la Camera di Commercio. Con il commissario Infurnari, che ho recentemente incontrato, ho avuto un confronto sereno e anche lui si è detto disposto ad aiutarci”. Sul passo indietro di Infurnari avrà pesato anche l’intervento, peraltro durissimo, del rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Roberto Lagalla: “Certo e moltissimo – esclama Immordino – ; avrei anche potuto impugnare la decisione del commissario, perché si rifaceva ad una norma che non era applicabile nel mio caso; ma avere il rettore dalla mia parte è stato molto importante. Ormai è acqua passata; guardo al futuro. La decisione adottata ieri è stato un passo determinante, anche se da un punto di vista umano mi è dispiaciuto, perché conoscevo queste persone e contavano… sul doppio stipendio. Ma per il bene degli studenti non potevamo fare altrimenti”. La delibera del Cda è stata approvata anche dai revisori dei conti e dal delegato del rettore.

Anna Maria Scicolone

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