Plutone, la tormentata storia del “pianeta nano”

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Escluso dai pianeti del Sistema Solare nel 2006, la cronaca tornerà a parlare di lui nel 2015, quando la sonda New Horizons lo raggiunge, scattando immagini incredibili. Federico Baglioni ripercorre tutta la sua storia.

La storia di Plutone risale al 1800. I primi 6 pianeti del Sistema Solare, cioè Mercurio, Venere, la Terra, Marte, Giove e Saturno, erano conosciuti addirittura da millenni. La scoperta di Urano, il settimo pianeta, avvenne nel 1781 grazie al fisico William Herschel, mentre per Nettuno si dovette aspettare quasi metà dell’Ottocento. Il Sistema Solare sembrava “terminato”, eppure dopo qualche decennio gli studiosi capirono che sia Urano che Nettuno si muovevano in modo strano, probabilmente a causa della presenza di un nono pianeta in grado di modificare il loro percorso a causa della forza di gravità. Il primo a teorizzare l’esistenza di un “pianeta X” fu Percivall Lowell, direttore dell’Osservatorio di Flagstaff. Era il 1905 (fonte Focus.it).

La vera scoperta di Plutone avvenne solamente nel 1930 ad opera dell’astronomo Clyde William Tombaugh, dopo lunghe ricerche e grazie al confronto di due lastre fotografiche “impressionate” a pochi giorni di distanza tra loro.

Dubbi e riclassificazione

Fin subito dopo la scoperta di Plutone, tanti iniziarono a mettere in dubbio che potesse essere quel piccolo pianeta a provocare la perturbazione delle orbite degli enormi Urano e Nettuno. A lungo quindi si pensò addirittura che esistesse un decimo pianeta del Sistema Solare, di massa molto più grande! Le perplessità vennero però sciolte quando, nel 1989, la sonda Voyager 2 permise un’analisi più approfondita delle masse di Urano e Nettuno.

Negli anni sucessivi le ricerche si sono concentrate su altre attività, vista l’enorme distanza, fino alla missione New Horizons, iniziata nel gennaio 2006 proprio con l’obiettivo di studiare Plutone e i suoi satelliti. Pochi mesi dopo il lancio però, il 24 agosto 2006, l’Unione astronomica internazionale stabilisce che Plutone non si può più considerare un pianeta, bensì un pianeta nano. La decisione, accolta negativamente da molti scienziati, fa ancora parlare di sé non solo fra gli scienziati, ma è diventata celebre anche al grande pubblico e si trova perfino in alcune serie TV.

Ma come mai Plutone non è più considerato un pianeta?

I motivi in realtà sono parecchi. Fin dalla sua scoperta Plutone appare diverso dagli altri con un’orbita particolare: il suo giro di rivoluzione intorno al Sole dura quasi 250 anni e, cosa strana, in un certo periodo si trova più vicino al Sole rispetto a Nettuno. L’orbita è inoltre molto schiacciata (eccentricità elevata) e si trova su un piano sensibilmente diverso da quello degli altri pianeti (è inclinato di più di 15° rispetto al piano dell’eclittica).

Veniamo poi alle sue caratteristiche fisiche. Plutone è “appena” il doppio del suo satellite Caronte, diversamente dagli altri pianeti che presentano satelliti decisamente più piccoli (la Luna, ad esempio, è un quinto della Terra, fonte Oilproject.it) ed è molto piccolo, meno della metà di Mercurio, il pianeta più piccolo

Anche la composizione del pianeta è molto particolare: a differenza dei pianeti esterni che sono gassosi (Giove, Saturno, Nettuno e Urano), Plutone è composto per il 70% da roccia e per il 30% da ghiaccio, tanto che molti scienziati pensano che possa essere un satellite di un altro pianeta, un asteroide o addirittura una cometa. Nel 1992 viene scoperta una zona, detta Fascia di Kuiper, ricca di grossi asteroidi con caratteristiche molto simili a quelle di Plutone (fonte e dettagli su NationalGeographic.it). La scoperta nel 2005 di Eris, un “pianetino” appena più piccolo di Plutone, sarà il colpo di grazia per il nono pianeta del Sistema Solare, che l’anno seguente sarà declassato a pianeta nano.

Vengono infatti ridefinite le caratteristiche per essere definiti pianeti e Plutone rimane escluso: gira attorno al Sole ed è abbastanza grande, ma è troppo diverso dagli altri pianeti e troppo simile agli asteroidi della “vicina” fascia di Kuiper.

Il dibattito su Plutone è destinato a durare ancora a lungo. In attesa possiamo goderci le bellissime foto della sonda New Horizons; chissà se le sue rilevazioni ci riserveranno altre sorprese!

Dal sito Associazione “Notte con le stelle”

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