Pizzaballa per Mazzini?

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Le grandi raccolte dell’editore Panini

 

Copertina dell'album RisorgimentoQuesta rubrica – Spigolando in archivio – mi consente non solo di divertirmi a spulciare vecchi articoli, foto e ritagli di Malgrado tutto, ma nel tentativo di mettere ordine alle montagne di carte che la mia famiglia ha, gelosamente, conservato, di ritrovare tante altre cose di cui oggi si è persa la memoria.

Nei primi mesi di quest’anno (2012), i ragazzi delle scuole elementari e medie hanno proseguito e concluso le loro ricerche sui 150 anni dell’Unità d’Italia, celebrati lo scorso anno: di fronte alle richieste di mia figlia, che nulla sapeva delle guerre di Indipendenza della seconda metà del 1800 su cui avrebbe dovuto fare una ricerca storica, mi sono reso conto che, dalla mia infanzia e adolescenza, i programmi scolastici sono tutt’altra cosa.

Ovviamente colpa mia, per non aver seguito con la giusta attenzione il percorso scolastico dei miei bambini.

Ma, dando finalmente un’occhiata, con la dovuta attenzione ai suoi libri di testo, mi sono accorto che, sino alla V elementare (non riesco a ricordare come si chiami oggi la scuola elementare e di questo mi scuso con i lettori), nei suoi libri di testo non c’è traccia degli avvenimenti storici a noi vicini: il testo dell’ultimo anno (la quinta), mi par di ricordare, si conclude con la storia dei Maya.

 

 

Forse, visto il successo cinematografico del film sulla fine del mondo, qualche benpensante al Ministero della Pubblica istruzione – o come oggi si chiama –, che forse non è mai entrato in un’aula scolastica di ogni ordine e grado, ha ritenuto, in questo nostro mondo oggi fatto di tv, telefonia ed internet, di legare l’apprendimento scolastico al nuovo mondo digitale o cinematografico.

Forse pecco di nostalgia e, ovviamente, nel ripensare agli anni della mia adolescenza li ritengo – come tanti che si avviano ai 50 – migliori di quelli di oggi.

E’ ovvio che ripensando agli anni della propria infanzia è facile dire che si stava meglio:

Ma, tornando alla storia, nei miei 5 anni di scuola elementare il corso di storia arrivava quasi alla prima guerra mondiale – poiché ancora negli anni ’70 non era ancora opportuno, chissà perché, parlare a scuola del fascismo -; alla scuola media si approfondivano gli argomenti già trattati in precedenza ma grazie a qualche buon insegnante, di cui la media Pietro D’Asaro era ricca, si arrivava alle soglie degli anni ’70 ed alle scuole superiori – finalmente – per chi ne aveva voglia, si poteva avere un’idea della nostra storia contemporanea.

Ho cercato in qualche modo di dare una mano a mia figlia.

Anche se, per un genitore che nulla c’entra con l’insegnamento, non è stato facile fare un bel salto dagli anni prima di Cristo al 1860 e forse mi sono anche un pò arrugginito.Enrico Toti

Ai miei tempi forse era più facile: non solo, dalla terza alla quinta elementare studiavamo tutta la storia d’Italia, dalle origini quantomeno al ‘900, ma l’editore Panini, quello delle straordinarie figurine dei calciatori, negli anni ’70, pubblicava accanto ai volti dei migliori calciatori, una collana dal titolo “Le grandi raccolte della gioventù”, tra cui uno straordinario album sul “Risorgimento italiano”.

Anche se, a quei tempi, non era facile scambiare l’introvabile portiere Pizzaballa per Giuseppe Mazzini ma tutti sapevano di Enrico Toti  e della sua stampella.

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