Pino Bennici e l’“affare kubinsky”

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La lettera. Riceviamo e pubblichiamo da Armando Caltagirone.

Nel nostro fotomontaggio Salvatore Bellavia, Giovanni Volpe, Mimmo Butera e Venerando Bellomo, autori della ricerca su Pino Bennici, che sarà data alle stampe nel gennaio del 2019

“Gentile Direttore,

ho seguito con particolare interesse l’avvincente storia, abilmente tratteggiata, del dimenticato compaesano Pino Bennici. Sinceramente mi aspettavo che qualcuno evocasse lo storico ed eclatante “affare kubinsky”, legato inscindibilmente al nome di Pino Bennici che, alla fine degli anni 20, ha interessato anche le cronache parlamentari. Un affare che ha appassionato gli intellettuali di mezza Europa, risultando coinvolto, tra l’altro, l’ungherese Ladislao Fodor.

Sui peculiari aspetti della vicenda, all’epoca, un susseguirsi di inediti particolari tanto da sfociare in una inchiesta parlamentare, fortemente voluta dal regime.

Armando Caltagirone

Il risultato dell’inchiesta finalizzato unicamente a stigmatizzare che l’affare kubinsky non era passato inosservato agli occhi sempre vigili del regime e data la sua importanza, per quanto emerso in sede di dibattito, per l’intrinseco messaggio che l’affare kubinsky conteneva di esaltazione della personalità finalizzata al lavoro, valse a Pino Bennici, da parte del privato, la nomina a primo dirigente del più importante istituto di credito italiano e da parte pubblica la nomina a moschettiere del Duce.

Atteso l’indubbio valore dell’affare kubinsky, per onestà intellettuale, ho sentito il dovere di precisare e chissà che qualcuno, ancor oggi tenuto conto che l’affare è oggetto di perenne studio, non riesca a fornire qualche inedito aspetto”.

In ordine a quanto precede particolarmente stimolante risulterebbe l’interessamento del nostro parlamentare locale se volesse attivarsi per rendere pubblici gli atti parlamentari rubricati: “affare kubinsky”. Dare la possibilità a tutti di leggere le audizioni di Pino Bennici e del cointeressato Ladislao Fodor per rendere giustizia all’oblio che ha avvolto un tal personaggio.

La risposta di Malgrado Tutto

Gentile Dott. Caltagirone, intanto grazie per il suo contributo. Sconosciamo le ragioni per le quali gli autori della biografia di Pino Bennici non hanno preso in considerazione questo aspetto decisamente interessante della vita dell’illustre personaggio grottese, riteniamo, comunque, che, grazie al suo intervento, gli autori provvederanno senz’altro a colmare questa lacuna.

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One Response to Pino Bennici e l’“affare kubinsky”

  1. Giovanni Volpe Rispondi

    13/09/2018 a 22:51

    Argutissimo suggerimento nonché stimolo. In realtà l’affare kubinsky è un capitolo della vita del nostro che calza a pennello. Più volte si volle e da più parti sostenere che le due figure coincidessero, ma lo stratagemma serviva al governo fascista per non far passare l’idea che in una banca di regime si fosse verificato questo incredibile episodio di scambio di persona. Scambio non risolto per la dabbenaggine di chi avrebbe potuto farlo semplicemente ponendo delle domande. Inoltre negli anni in cui si volle
    far credere che l’affaire si fosse verificato in Italia, in realtà era già avvenuto in Ungheria quindi in alcun modo poteva coinvolgere Bennici. In ragione di quanto esposto ritengo quindi che un affare kubinsky in Italia non si verificò mai nei termini almeno di quello ungherese e ancor meno avrebbe potuto coinvolgere il Bennici in altro affaccendato. Diciamo che ebbe il valore di una velina, fumo negli occhi, mentre si preparava altro e consentì al regime di far fuori un bel po’ di gerarchi inetti. Vero è comunque che Bennici indirizzò dall’America alcune cartoline ad amici firmandosi Kandisky.

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