Piano regolatore, bocciate quasi tutte le richieste della gente di Racalmuto

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Il Comune respinge gran parte delle osservazioni. La Commissione straordinaria si affida al parere dei professionisti che hanno revisionato il piano urbanistico. Eliminata la devastante circonvallazione del Serrone

Alla fine i commissari straordinari hanno deciso di non decidere. La deliberazione numero 5 del 20 marzo scorso infatti, che contiene le controdeduzioni sulle osservazioni ed opposizioni dei cittadini di Racalmuto, aderisce acriticamente ai pareri espressi dall’ingegnere Salvatore Di Mino e dall’architetto Antonio Di Fisco sulle quasi 80 segnalazioni al nuovo progetto di Piano regolatore generale.

Racalmuto nella foto di Wikipedia

Racalmuto nella foto di Wikipedia

Con una serie di stringate motivazioni – che faranno probabilmente felici gli avvocati – i due professionisti, nominati nel 1984 per la revisione di un piano approvato appena pochi anni prima, hanno rigettato la gran parte delle richieste dei racalmutesi ritenute in contrasto con i principi che hanno guidato la stesura del nuovo strumento urbanistico.

Con grande disinvoltura hanno comunque contestualmente accolto numerose segnalazioni relative a macroscopici errori cartografici, sviste o dimenticanze frutto della evidente e scarsa conoscenza del territorio o della mancata trasmissione da parte degli uffici comunali della documentazione relativa a procedimenti in corso o definiti addirittura da anni.

SALVA LA CHIESETTA DEL SERRONE

Unica concessione discrezionale: l’eliminazione dell’inutile e dispendiosa strada di circonvallazione che avrebbe dovuto – deturpando un’ampia porzione di territorio e mettendo a rischio la chiesetta di campagna del Serrone – unire le strade provinciali numero 15 e numero 18. Scelta motivata forse non solo dalle opposizioni presentate dai cittadini ma anche dalla sollevazione popolare sul web a seguito della notizia pubblicata, per la prima volta, da malgradotuttoweb.

Il progetto di piano passa adesso al vaglio del Comitato regionale dell’Urbanistica (CRU) che esprimerà il suo parere prima dell’approvazione definitiva da parte dell’assessore regionale al Territorio ed Ambiente.

Ma molti cittadini sono già sul piede di guerra e si dichiarano pronti a presentare nuove osservazioni alla Regione e ad impugnare il provvedimento al Tribunale amministrativo regionale.

Il centro abitato di Racalmuto visto dall'alto. Foto Andrea Sardo

Racalmuto (Foto Andrea Sardo)

Sono in tanti a ritenere che il nuovo progetto di piano rischia addirittura di essere bocciato dal CRU o annullato dai giudici amministrativi alla luce delle numerose criticità, segnalate dai cittadini, ma rimaste irrisolte.

Secondo il giudizio di professionisti ed urbanisti, la criticità maggiore che potrebbe portare la Regione a rinviare il piano al Comune per una sua rielaborazione riguarda il suo dimensionamento e l’adesione a direttive espresse dal Consiglio comunale, vecchie di dieci anni.

In particolare il nuovo progetto di PRG, con riferimento agli standard urbanistici (spazi per attrezzature scolastiche, di interesse comune, verde pubblico e attrezzato, impianti sportivi e parcheggi), risulta abbondantemente sovradimensionato rispetto alla popolazione effettiva residente a Racalmuto.

Solo rifugiandosi dietro una sottile distinzione terminologica ed affermando che il loro incarico prevedeva la revisione del vecchio PRG. e non la redazione di un nuovo strumento urbanistico, i tecnici incaricati della redazione del piano, in appena 8 mesi sono riusciti a recuperare trent’anni di ritardo.

NUOVI SPAZI PUBBLICI PER UN PAESE CHE SI SVUOTA

In questo modo hanno dimensionato gli spazi pubblici in ragione di 18 metri quadrati per abitante, misura minima prevista per i comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, rispetto ai 12 metri quadrati previsti per quelli con popolazione inferiore.

Avendo inoltre calcolato gli standard sull’intera capacità abitativa del territorio (i nostri edifici infatti possono ospitare quasi 12.500 abitanti) e non sui residenti effettivi (poco più di 8.000 secondo l’ultimo censimento), sono state previste decine di nuove opere pubbliche che, inevitabilmente, se fossero realizzate, resterebbero a servizio di edifici sempre più abbandonati in una comunità che continua a svuotarsi.

Tavola del  piano regolatore

Tavola del piano regolatore

I numeri chiariscono meglio il concetto: il nuovo piano – che raggiunge la percentuale di quasi 20 metri quadrati di spazi pubblici per abitante – prevede l’occupazione di quasi 250 mila metri quadrati di territorio, più del doppio rispetto ai 100 mila prevedibili se i parametri adottati fossero stati quelli validi per i comuni inferiori a 10 mila abitanti (cioè di 12 metri quadrati di spazi pubblici per abitante).

Si blocca quindi giustamente l’edilizia privata, ma a favore di una cementificazione pubblica molto rilevante per la realizzazione di opere di dubbia utilità: basti pensare alle previsioni di una nuova piscina coperta o di un nuovo centro culturale in contrada Piedi di Zichi.

Nè si capisce, in un momento come quello che Racalmuto attraversa, come molti altri piccoli centri italiani e siciliani in particolare, con quali risorse dovranno essere realizzate, gestite e curate queste infrastrutture.

Di fronte ad un paese sull’orlo del dissesto finanziario, con una molteplice serie di vincoli derivanti dall’approvazione – da parte della Commissione straordinaria – di un piano di riequilibrio finanziario “lacrime e sangue” a carico dei cittadini (piano peraltro ancora all’esame del ministero dell’Economia che potrebbe pure bocciarlo causando il default dell’ente) un minimo di realismo sarebbe stato opportuno.

PREVISIONI IRREALIZZABILI 

Le previsioni del nuovo PRG saranno pertanto irrealizzabili dal momento che il patto di stabilità non consente oggi agli enti locali – seppur trovassero le relative risorse da fonte regionale, statale o comunitaria – di superare i rigidi parametri previsti per la parte investimenti del bilancio comunale: unica conseguenza oggi i vincoli sulla proprietà privata che paralizzeranno i cittadini per i prossimi anni.

Altre criticità, su cui peraltro i giudici amministrativi si sono più volte espressi in casi analoghi, annullando numerosi Piani regolatori, riguardano la reiterazione di vincoli preordinati all’esproprio sugli stessi terreni senza la previsione di un indennizzo a favore dei proprietari; la previsione, per la realizzazione delle infrastrutture pubbliche, di numerosi espropri parziali di beni unitari con la conseguenza di far aumentare vertiginosamente le risorse necessarie per l’acquisizione delle aree; l’assoluta indifferenza rispetto a procedimenti urbanistici in corso (piani di lottizzazione o richieste di singole concessioni sicuramente accoglibili) sospesi, per legge, dall’applicazione delle misure di salvaguardia scattate al momento dell’adozione del nuovo progetto di PRG., con evidenti e significativi danni per chi ha investito le proprie risorse per la realizzazione di abitazioni o strutture produttive e che ora si ritrova in mano un pugno di mosche.

Municipio di Racalmuto

Rischia quindi di essere vanificato quanto di buono era stato fatto sinora dalla Commissione straordinaria per dotare finalmente il nostro paese, dopo quasi trent’anni, di un nuovo strumento urbanistico che disciplinasse correttamente l’uso del territorio: aver costretto i professionisti esterni a più miti consigli rispetto alle strabilianti richieste economiche del passato; l’aver aggiornato gli studi preliminari (geologico ed agricolo forestale); l’aver concluso la procedura di valutazione di impatto ambientale e la valutazione ambientale strategica in tempi europei; l’aver adeguato piano, regolamento edilizio e norme tecniche di attuazione a leggi e regolamenti vigenti.

Nonostante i commissari ed i loro collaboratori si trovassero nella posizione migliore per una valutazione imparziale delle richieste dei cittadini – senza il rischio che corrono tutti i consigli comunali di essere commissariati per conflitti di interesse – hanno deciso di non decidere prorpio sul più rilevante provvedimento di carattere discrezionale che la legge riserva alla competenza locale.

Al posto dei commissari, e per conto di tutti i cittadini di Racalmuto, hanno deciso con poche righe e molti no, l’ingegnere Di Fisco e l’architetto Di Mino.

 

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3 Responses to Piano regolatore, bocciate quasi tutte le richieste della gente di Racalmuto

  1. Calogero Taverna Rispondi

    25 marzo 2014 a 13:03

    Ottima informazione. Complimenti Malgrado Tutto. Da parte mia un vero e sincero ringraziamento. Mi pare comunque che il parere dei redattori del nuovo piano regolatore o come dicono lor signori ingegneri, dichiaratisi (ora ma non al tempo di incassare le lautissime parcelle) semplici revisori del vecchio piano regolatore sia atto inutile ed anche soverchiamente oneroso. Ulteriore dato che comprova la inqualificabile gestione commissariale. C’era bisogno di quel parere? Non si poteva imporre gratis all’architetto Accursio Vinti di valutare lui – e più consapevolmente – le doglianze dei cittadini di Racalmuto? Tanto tutto andrà al vaglio dell’organo regionale competente. E spero che tutto vada per le lunghe. Reputo che pertanto la prorogatio del vecchio Piano regolatore si protragga sino all’entrata in vigore (futuribile) del nuovo Piano. Nel frattempo sostengo che vi sia la reviviscenza di tutte le specificità del vecchio piano, in sommo grado il privilegio dello 0,20 nel cosiddetto verde stagionale. Non sono tecnico e quindi mi esprimo approssimativamente. Credo comunque di avere specificato i termini della agevolazione del maggio del 1980 come da Gazzetta Ufficiale regionale. Mi piacerebbe che Malgradotutto facesse una indagine giornalistica per puntualizzare la questione. Riapplicare lo 0,20 significherebbe dare spinta all’edilizia che come si dovrebbe sapere è il motore di ogni ripresa economica specie per l’indotto che genera. Mi piacerebbe che i nuovi candidati a sindaco dicesero la loro in proposito. Si tratta delle prospettive occupazionali racalmutesi in definitiva.

  2. Gigi Restivo

    Gigi Restivo Rispondi

    25 marzo 2014 a 13:33

    Caro Lillo, purtroppo o per fortuna, lo 0.20 non e’ piu’ applicabile. Sino all’approvazione definitiva da parte della Regione, che ha nove mesi di tempo, tutte le previsioni del vecchio piano in contrasto con il nuovo rimangono sospese in virtu dell’applicazione ex lege delle misure di salvaguardia.

  3. angelo Rispondi

    26 marzo 2014 a 1:09

    Buona sera mi domando e vi domando con quale criterio è stato fatto il P.R.G. considerando una densità di popolazione non esistente più da anni già dal 2012 a oggi non siamo più oltre i 10.000. A chi serviranno queste strutture? A pagina 6 delle controdeduzioni/osservazioni dei progettisti si legge(Si desume quindi che il dimensionamento delle attrezzature va fatto non in relazione alle dinamiche demografiche bensì agli abitanti che possono insediarsi in relazione all’attuazione del piano. Nella relazione di accompagnamento al P.R.G. è stato chiarito che il previgente P.R.G., di cui il presente progetto ne costituisce la revisione generale, era stato dimensionato per una popolazione superiore a 10.000 abitanti. Pertanto in relazione alle sue attuazioni questo progetto ha dovuto mantenere inalterato tale rapporto.Con riferimento in ultimo alla concreta realizzazione delle attrezzature e servizi pubblici previsti nel PRG in relazione alle difficoltà economiche in cui versa il Comune ma in generale tutti gli enti locali, si fa presente che la revisione di questo PRG è un atto dovuto ai sensi …..che si concretizza con notevole ritardo se si considera che il PRG è stato approvato nel 1980. A tal fine all’art. 72 delle N.A. è stato previsto che alla realizzazione di attrezzature sia a livello di quartiere che per le attrezzature di interesse generale possono essere proposti e gestiti anche da privati di concerto con la pubblica amministrazione nei modi specificati nello stesso articolo. Appare altrettanto evidente come la revisione o progettazione di un nuovo piano debba comportare una verifica dell’attuazione di quello esistente con la conseguente previsione e compensazione delle attrezzature mancanti in relazione ai programmi di attuazione comunale.)
    Mi sembra chiaro che al fine di realizzare un P.R.G. bisogna si attenersi alle leggi, ma anche rendersi conto che un paese che è da anni in decremento non più di oltre 10 mila abitanti ma forse poco più di 8 mila, basta bussare alle porte del centro storico o agli appartamenti nelle zone in espansione per rendersi conto del disagio che versa il paese. Da cittadino penso che la rigorosa valutazione del fabbisogno attuale e delle dotazioni consenta un risparmio di denaro pubblico, si consideri la suddivisione dei centri abitati sulla base della dimensione demografica, individuando in tal modo aree omogenee dal punto di vista dei servizi, delle infrastrutture e dell’organizzazione della vita comune e della società. Puntualizzo che il P.R.G. non va fatto a macchia di “leopardo” si devono realizzare nuovi insediamenti non confermare quelli esistenti. La dinamica demografica degli ultimi decenni, sensibilmente differente rispetto a quanto ipotizzato dai progettisti nel P.R.G. deve soddisfare le reali esigenze e non creare strutture che non verranno mai utilizzate. Il paese ha bisogno di un potenziamento delle attività produttive per far si che i cittadini possano creare attività che possano creare posti di lavoro e quindi crescita.

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