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 Il governo Monti appeso a un filo

Mario MontiLetteralmente appeso ad un filo Mario Monti vive i giorni più difficili del suo mandato, stretto tra i no della cancelliera Merkel al suo disegno europeo e i no che arrivano dalle ali estreme dei partiti che sostengono il suo Governo, segnatamente i gruppi più duri del Pdl a lui ostili.
Il 29 quando tornerà in Italia da Bruxelles il suo esecutivo potrebbe non esserci più. Tira aria di sfiducia nei Palazzi. Il Pdl in particolare è pronto a sfilarsi, un’esegienza vitale a questo punto per il partito di Berlusconi, solo lasciando Monti il Pdl può ancora reggersi in piedi, evitare di scomparire.

Il Capo dello Stato Napolitano non vuole però il voto anticipato ecco perché se Monti cade non è detto che si vada alle urne ad ottobre. Più facile che si tenti un Monti bis, anche se nelle utlime ore si avanzano altre ipotesi, un governo Amato o Prodi, addirittura, con il sostegno dell’ala Pdl che si è coagulata intorno a Pisanu
Quanto al Pdl deve decidere se andare alle prossime elezioni con liste civiche o con un partito riveduto e corretto e se puntare su Berlusconi o Alfano
Il Pd ha scelto incvece l’asse con Casini, ma è curioso che sia quest’ultimo a dettare la linea, imponendo lo stop alle primarie per bloccare Renzi, che tutti ormai danno più forte di Bersani in caso di voto interno
Sostanzialmente la confusione perfetta. E nessuna delle riforme annunciate andate in porto come il Paese si aspettava. Monti ha deluso soprattutto gli stranieri che avevano visto in lui l’uomo in grado di riformare il Belpaese che invece, secondo tradizione, si dimostra una nazione disposta a tutto fuorchè a eliminare i suoi difetti.

Luigi Galluzzo

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