Pd diviso sul nome del sindaco. Il segretario provinciale prende in mano il “caso Racalmuto”

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Peppe Zambito piomba in paese, accompagnato da Salvatore Vignanello, componente dell’esecutivo. Riunione con il direttivo per trovare una soluzione sul candidato. Il tempo stringe. I possibili alleati del Ncd sondano altre ipotesi.

Per dissipare contrasti, maldipancia e malesseri del Pd di Racalmuto che non riesce a trovare un’intesa sul nome del candidato a sindaco, interviene direttamente il segretario provinciale Peppe Zambito. Questa sera, il direttivo del Partito democratico racalmutese si riunisce con la partecipazione di Zambito e del componente dell’esecutivo provinciale Salvatore Vignanello, racalmutese residente a Sciacca.

Peppe Zambito

Peppe Zambito

Ormai i tempi stringono. Tra un mese si va alla formazione delle liste – si vota infatti il 25 maggio – e i democratici, divisi tra la cosiddetta “vecchia guardia”, vicina alle posizioni di Angelo Capodicasa, e l’ala renziana, non riescono a fa quadrare il cerchio per uscire in pubblico con un nome condiviso.

Appena pochi giorni fa, i possibili alleati del Pd avevano dato il loro parere favorevole sul nome di Emilio Messana, ma la pubblicazione della notizia su Malgrado tutto ha provocato numerose reazioni, a partire da quella del segretario locale del Pd Vincenzo Maniglia che si è affrettato a smentire la candidatura dell’ex segretario provinciale Messana. Insomma, di nuovo tutto in alto mare.

Riuscirà Peppe Zambito a mettere d’accordo le due e più anime, quella che sostiene Emilio Messana e l’altra che invece spinge per la candidatura di Morena Mattina? In questi casi, come a volte avviene, potrebbe prevalere una terza candidatura, che scontenta tutti o accontenta tutti.

Certo è che i ritardi del Pd, la consapevolezza che i dissidi interni non sono di facile risoluzione, spingono i possibili alleati – a partire dal Nuovo centro destra, guidato a Racalmuto da Carmelo Collura – a sondare altri possibili candidati: o per correre da soli o per portarsi avanti, e se poi il Pd vorrà seguire saranno fatti suoi. In queste ultime ore, sono stati presi contatti con alcuni professionisti, lontani dalla politica militante, figure come quelle dell’ingegnere e storico Angelo Cutaia. Ma sono consultazioni informali, per capire intenzioni e verificare possibilità.

Se Enzo Sardo ormai va per la sua strada, se Biagio Adile conferma la sua candidatura (non escludendo convergenze con Carmelo Borsellino, espressione della società civile di Racalmuto) il Pd continua a muoversi al rallentatore. Le elezioni sono dietro l’angolo e prima o poi un nome dovrà essere fatto, anche perché non ci sono più i tempi tecnici per andare alle primarie.

Il “caso Racalmuto” è ora all’attenzione della segreteria e dell’esecutivo provinciale del Pd. Chi dirà l’ultima parola?

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One Response to Pd diviso sul nome del sindaco. Il segretario provinciale prende in mano il “caso Racalmuto”

  1. Calogero Taverna Rispondi

    26 marzo 2014 a 21:10

    E’ certo che se il PD si stritola in scheletrici giochetti castali (e nulla sfugge a Racalmuto) farò di tutto per prendere qui a Roma un simbolo di partito che mi consenta una lista senza le canoniche firme e scendo in paese a strombazzare le mie verità. Io non vincerò, ma loro perdono; manco secondi arrivano. Capisco che il giochetto di certi arrangiatori sociali è o io o nessuno ma meglio nessuno che certi arraffa fondi comunitari.

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