Pd Agrigento: “Governo M5S-Pd? Venga ascoltata con urgenza la base”

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La Direzione Provinciale chiede un referendum. Il Segretario Zambito: “La scelta sta alimentando tensioni tra iscritti del Partito”. In mattinata il secondo giro di consultazioni di Roberto Fico.

Maurizio Martina e Matteo Renzi

Formazione del nuovo governo. Secondo giro di consultazioni oggi del Presidente della Camera Roberto Fico con le delegazioni di Pd e M5s. Gli incontri avverranno nella mattinata, dopo Fico salirà al Quirinale per riferire al Presidente della Repubblica. In base a quello che maturerà nelle ultime ore, e anche sulla scorta delle indicazioni che sono emerse nel primo giro, non è da escludere che il Presidente Mattarella possa concedere un altro po’ di tempo a Fico. Lo sapremo nel pomeriggio.

Intanto su un eventuale accordo M5S-Pd non mancano in queste ore i malumori della base dell’una e dell’altra formazione politica, e in molti commenti la parola che ricorre con frequenza è “tradimento”.

La Direzione provinciale del Pd di Agrigento chiede che sulla questione venga indetto un referendum, perché ascoltare la base è “urgente e necessario”.

In una lettera inviata al Segretario Maurizio Martina e a Matteo Renzi, il Segretario Provinciale del Pd  Giuseppe Zambito scrive:

Giuseppe Zambito

“Nel nostro partito è in atto un forte dibattito in merito alla possibilità di un governo con il Movimento cinque stelle. Una scelta difficile che sta alimentando tensioni tra gli iscritti del Partito Democratico. In questo momento di grande difficoltà, l’unica strada percorribile è ascoltare la base, dare la possibilità ad ogni circolo, ad ogni iscritto, di esprimersi. Una pratica democratica che purtroppo in diverse occasioni abbiamo smarrito, tradendo la natura stessa del Partito Democratico. E’ il tempo di ripristinare un metodo di condivisione nelle scelte importanti che possono segnare il futuro del PD e del Paese.

Pertanto, l’Unione Provinciale del Partito Democratico di Agrigento chiede alla Direzione Nazionale di promuovere un referendum, tra i  tesserati, per consentire ad ognuno di manifestare il proprio punto di vista. Una modalità di partecipazione vera, che non si limiti soltanto alla richiesta di una crocetta su una scheda, ma piuttosto diventi occasione per tornare a parlare di politica in un partito troppo spesso segnato da diatribe interne e che ha la necessità di recuperare il confronto politico, oltre i social, nelle sedi opportune”.

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