Parole, parole…

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La politica del sottobanco

Parole al ventoNon si fa altro che parlare di legge elettorale, ma l’impressione è che ancora siamo alle schermaglie, alle parole al vento. Di fatto ogni partito cerca di disegnare lo schema più favorevole per garantirsi pattuglie di parlamentari sicuri. E così dietro alle dichiarazioni ufficiali si lavora sottobanco. Alcuni giorni fa l’accordo per la riforma sembrava raggiunto poi dal vertice Pdl è arrivato lo stop, a Berlusconi non va di votare a novembre, ipotesi invece gradita a vasti settori del Pd e a parecchi del Pdl.

Gli stessi Napolitano e Monti avrebbero gradito il voto subito e c’era già la data: l’11 novembre. Ma adesso tutto sembra essersi fermato, si traccheggia su una riforma che potrebbe essere attuata a settembre, se non a dicembre e questo fa rialzare le quote di chi prevede che la legislatura duri fino ad aprile 2013.

Un deputato Pd ieri alla domanda si fa la riforma e si vota a novembre? Mi ha risposto in gergo calcistico, l’unico pronostico è: 1/x/2.
Nessuno dunque ci capisce niente, la partita è complessa e con troppi giocatori che applicano strategie diverse se non contrarie, e con questo caldo l’unico desiderio vero dei parlamentari sembra essere quello di andarsene in ferie il prima possibile.
Mi sa che ci rivediamo a settembre.

Luigi Galluzzo

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