Parlare di naso a Naso

|




La città siciliana scelta per ospitare il Congresso nazionale scientifico di Rinologia e Citologia nasale. Non trascurare la salute del naso per garantire il nostro benessere.

Naso (Messina)

Parlare di naso, non “a naso”, ma a Naso, e dove altrimenti? Tanti sono i motivi che hanno portato alla scelta del Comune di Naso, in provincia di Messina, quale sede del Congresso Nazionale inter Accademico di Rinologia e Citologia nasale. Infatti San Cono è il Santo protettore dei Rinologi ed è anche il santo Patrono di Naso, ridente cittadina di 4000 anime, situata a 500 mt sopra il livello del mare; è interessate notare che nello stemma della città di Naso sono disegnati sia il naso che le orecchie che potrebbe essere considerata come la prima descrizione dell’unità rino-tubarica.

Ma non solo, la chiesa di San Cono si trova di fronte alla chiesta di San Biagio, il Santo protettore delle malattie della gola. Alla luce di tali scoperte possiamo dire che la città di Naso è sicuramente il luogo della spiritualità dell’otorinolaringoiatria.

Per ridare il giusto valore e la giusta considerazione a questo organo si terrà, dal 5 all’8 settembre 2018, a Naso, il primo congresso nazionale Inter-accademico delle Accademie di Rinologia e Citologia Nasale.

Si dice “avere naso” per indicare una dote preziosa che non tutti possono vantare. Eppure, a dispetto di ciò, il nostro organo olfattivo, strumento principe dell’esistenza dal momento che consente il respiro, è spesso dimenticato e ridotto al rango di Cenerentola del corpo umano.

Matteo Gelardi

“Avere il naso chiuso, associato o meno a starnuti, con effluvio nasale e prurito è molto fastidioso –  spiega Matteo Gelardi, Presidente dell’Accademia Italiana di Rinologia – tanto da compromettere la qualità di vita sia di giorno e soprattutto di notte impedendo un ottimale riposo con le conseguenti ridotte prestazioni scolastiche e lavorative. Il naso è al centro, oltre che del viso, di numerose discipline specialistiche quali allergologia, pediatria, pneumologia, infettivologia, chirurgia plastica e persino medicina legale; infatti, uno studio ha dimostrato che si può stabilire il momento del decesso nelle prime 12 ore, dal funzionamento delle cellule ciliate del

naso che sopravvivono per molte ore alla morte dell’individuo”.

Il Prof. Gelardi spiega ancora che “secondo gli ultimi dati presentati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inquinamento atmosferico mondiale rappresenta, in tutto il mondo, il 17% di tutti i decessi e malattie da infezione respiratoria inferiore acuta. L’organo più esposto all’inquinamento dell’aria è proprio il naso a cui è affidato il compito di cercare di limitare l’impatto dell’inquinamento filtrando l’aria… Sempre l’OMS prefigura che, nel 2020, il 50% dei bambini italiani sarà allergico, e sarà necessario essere pronti ad affrontare queste problematiche visto l’impatto di queste alte percentuali…”.

“Il naso che non ventila bene è un naso che s’infetta – aggiunge Matteo Gelardi –  e infetta le zone limitrofe, quindi i seni paranasali, provocando rinosinusiti, e l’orecchio medio con conseguenti otiti. La terapia deve essere mirata e oggi sono disponibili dispositivi medici o farmaci in grado di nebulizzare e veicolare il farmaco attraverso le cavità nasali con ottimi benefici terapeutici”.

“Da non dimenticare – conlude Gelardiche strettamente legato all’attività nasale, c’è anche l’olfatto, che rappresenta un essenziale sistema di allarme: per esempio sentire puzza di bruciato o non sentirla è fondamentale per proteggere se stessi e gli altri”.

Il Congresso si svolgerà dal 5 all’8 settembre 2018.

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *