Pardo: “Io direttore artistico del cimitero? E’ solo una bolla mediatica”

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L’imprenditore agrigentino, organizzatore di eventi, spiega come sono andate realmente le cose. Tutto nascerebbe da una semplice battuta

altIn pochi giorni è diventato un vero fenomeno il primo direttore artistico di un cimitero. Dal momento di un’iniziativa lanciata come una battuta fino alla ribalta della cronaca il passo è stato breve. L’agrigentino Mario Pardo, che si occupa di produzioni artistiche e pubblicitarie, è ormai uno dei personaggi più richiesti e più intervistati d’Italia. Da “La Sicilia” a “Repubblica”, dalle emittenti televisive agrigentine al Tg regionale della Rai, alle reti Mediaset, Pardo spopola per la sua curiosa iniziativa di promuovere eventi di arte e spettacolo all’interno del Cimitero di Piano Gatta, con l’intento, peraltro arduo, di far affezionare gli agrigentini a un camposanto piuttosto “decentrato” e in gran parte snobbato per la sepoltura dei cari defunti.

 

 

Può spiegarci se è tutto vero? Com’è andata veramente?

Si tratta di una bolla mediatica, null’altro”.

Come e da che cosa è scaturita?

“Alcuni mesi fa sono andato al cimitero di Piano Gatta per motivi di lavoro … “

Come di lavoro?”

Sì, per un contratto pubblicitario ho incontrato Salvatore D’Anna, l’imprenditore che ha realizzato il cimitero di Piano Gatta per conto del Comune e lo gestisce. Mi sono intrattenuto con lui per oltre tre ore, durante le quali abbiamo parlato di come pubblicizzare questo luogo. Nel corso del nostro colloquio D’Anna mi ha raccontato tutto della sua vita, mostrandosi come una persona con un grande attaccamento al suo lavoro, che gestisce il cimitero in modo passionale, sincero, coinvolgente, al punto da sentire tutti i defunti che riposano a Piano Gatta come se fossero suoi parenti. Così come gli capita di chiedere ad altre imprese di intervenire per abbellire un vialetto o per costruire una cappella, allo stesso modo lui si è rivolto a me, come imprenditore, per chiedermi un’iniziativa capace di migliorare l’atmosfera del cimitero. Allora mi è venuto in mente di proporgli un concerto di musica sacra del Coro di Santa Cecilia, in occasione delle festività natalizie e delle novene in particolare. Mi è sembrato un fatto del tutto naturale, anche perché del coro fa parte mia moglie e avrei potuto trovare il modo di coinvolgere tutti gli altri coristi. Nello stesso tempo ho pensato ad un mio amico, Roberto Vanadia, il quale realizza presepi artistici di grande attrattiva e avrebbe potuto realizzarne uno proprio all’interno del cimitero. Ho apprezzato lo slancio di D’Anna e mi sono messo generosamente a sua disposizione. Di questo fatto mi ero quasi dimenticato”.

E allora com’è scoppiata la bolla mediatica?”

Mi ha chiamato una giornalista per realizzare un redazionale commissionato da D’Anna sul cimitero di Piano Gatta. Ho raccontato quello che ho appena detto, in merito alle iniziative di promozione del cimitero, di cui in un certo senso mi sentivo il direttore artistico. Era una battuta. Da lì è rimbalzata qualche giorno dopo in prima pagina su “La Sicilia” e poi alle altre testate giornalistiche, fino a quelle nazionali. A Mario Pardo non importa che si faccia dell’ironia: ha sempre fatto dell’autoironia un vero cavallo di battaglia, riscuotendo grande successo sul social network, facebook.

Che cosa pensa di tanto clamore?

A me, sinceramente, viene da ridere. Perché si sta creando un caso su qualcosa che non c’è. Non potevo immaginare, quel giorno, parlando con D’Anna, che si sarebbe arrivati a tanto, destando una tale curiosità. Credevo che con la popolarità e la curiosità destate dallo spot pubblicitario del cimitero di Piano Gatta, ogni interesse fosse svanito”.In un certo senso il direttore artistico ne è contento, perché ritiene che non sia giusto che questo cimitero sia così snobbato dagli agrigentini, che avvertono una ingiustificata attrattiva nei confronti del cimitero di Bonamorone.”Il cimitero di Bonamorone è più caotico. In pochi anni è stato consentito di tutto e ci sono cappelle di ogni tipo, costruite una sull’altra senza regole. Francamente non capisco perché Piano Gatta sia ritenuto una soluzione di ripiego, invece da un punto di vista urbanistico è concepito bene. Non mi piace molto l’aspetto troppo omogeneo delle tombe, ma è fatto bene. Non si può dire che sia più bello, ma è più ordinato”.

Il cimitero di Bonamorone è dentro la città. Invece Piano Gatta è distante e meno agevole da raggiungere, che ne pensa?

“Vero, ma a Piano Gatta intanto c’è il campo su terra, che è la destinazione più naturale per le nostre spoglie. Invece a Bonamorone è sparito, invaso dalla costruzione di nuove cappelle. Poi il cimitero di Piano Gatta è meno opprimente, si vede che c’è chi ci mette la passione. Il cimitero di Bonamorone, come anche i cimiteri monumentali, mette tristezza”

Anna Maria Scicolone

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